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There Was Perhaps a First Vision Attempted by the Flower (1883) by Odilon Redon.

👁 Gli Occhi del Covid | Settembre 2020

Pare che ai piani alti abbiano apprezzato la mia opera, al punto di farmi tenere una rubrica tutta mia. E quindi cominciamo subito. L’altra volta non si è dato spazio all’analisi della grande e piccola politica internazionale. Qui rimedieremo.

Strano ma vero, alcuni tra gli eventi più interessanti vengono dalla Cina.

Ci troviamo nella valle del Galwan, un ameno angolo di mondo situato sul confine sino-indiano. In questa zona, incastonata tra montagne enormi, va avanti da decenni una disputa di confine tra Cina e India.

La ridente valle del fiume Galwan
La ridente valle del fiume Galwan

Giusto un mesetto fa si è verificato l’ultimo match tra le due potenze. La notte del 14 giugno, per non ho ben capito quale motivo, si è riacceso lo scontro. È dato che c’è ancora chi considera la guerra un affare da gentiluomini, i due stati hanno deciso di giocarsela sportivamente. Infatti, nel 1996 un trattato tra le due nazioni impedisce di usare le armi da fuoco su questo confine, per cui i due contendenti se la sono giocata alla vecchia maniera, riesumando un’antica disciplina sportiva dimenticata: hanno fatto una partita a pietre e bastoni, che per quanto mi riguarda è una disciplina che andrebbe riportata alle olimpiadi.

Quindi, in questa cornice affascinante, su un campo difficile (ricordiamo che la valle si trova più o meno a 5000 mt di altitudine), di notte, i nostri se le sono date di santa ragione.

E ha vinto lo sport, con un sostanziale pareggio. Le vittime sono state una cinquantina, una ventina tra gli indiani e circa 35 tra i cinesi (che, strano ma vero, non hanno fornito dati ufficiali).

Il grosso dei morti non è caduto sotto i colpi nemici, ma si è arreso per sfinimento (assideramento) o è stato squalificato per caduta fuori dal tatami (precipitati nei crepacci circostanti). È con ammirazione che conferisco alla Cina e all’India il PREMIO COVID 19 PER I MIGLIORI GIOCHI FACINOROSI SENZA FRONTIERE.

Per saperne di più: https://www.tempi.it/la-guerra-al-buio-e-al-freddo-a-5-000-metri-di-cina-e-india-con-pietre-e-mazze/

Sono sicuro che alla fine l’amore trionferà

Pochi giorni dopo, sempre in Cina, è esploso un nuovo caso diplomatico, che ci ha portato ad un passo dall’estinzione. In un mercato di Pechino infatti, si è acceso un nuovo focolaio di covid.

E fin qui tutto normale.

Ma i cinesi hanno accusato nuovamente un animale di essere il colpevole. Dopo il disgraziato pangolino, è toccato al salmone. Sui banchi in cui si vendeva suddetto pesce sono state trovate tracce di covid. E i nostri comunisti preferiti hanno iniziato a indagare, che la cosa puzzava. E che ti vanno a scoprire? Che il salmone incriminato veniva dalla Norvegia.

Ve li ricordate i norvegesi di una volta? Barbari assetati di sangue, dediti allo stupro e saccheggio indiscriminato, con il pallino fisso della conquista del mondo. Oggi sono quanto di più lontano da questa immagine. Ma buon sangue non mente, la fissa della conquista del mondo secondo me gli è rimasta.

E il loro piano è abbastanza palese a questo punto: spargere nel mondo salmone infetto, che avrebbe fatto strage dell’umanità, mentre loro se ne sarebbero rimasti tranquilli sui loro fiordi ad attendere la vittoria…

Un norvegese che ricarica la sua arma

Ma il grande commissario del popolo non lo freghi così, e infatti ha subito interrotto le importazioni, causando gravi danni economici ai vichinghi.

Giusto per la cronaca, la Cina ha realmente accusato la Norvegia di vendere salmoni infetti, e ovviamente si è scoperto poco dopo che la faccenda dei salmoni era stata riportata senza verificare prima se i pesci fossero realmente malati. Strano ma vero, era il bancone, dove si trovavano, a presentare tracce di covid.

Il pesciarolo ci avrà scatarrato sopra. Assegno quindi, con merito, il PREMIO COVID 19 COME POTENZIALE ARMA BATTERIOLOGICA AL SALMONE NORVEGESE.

Per saperne di più: https://www.google.it/amp/s/it.insideover.com/politica/cina-esplode-la-guerra-al-salmone-la-norvegia-risponde-a-pechino.html/amp/

Altro che il fosforo bianco…..

Ma basta, lasciamo perdere la Cina, che c’attacca il covid, e torniamo nel nostro bel paese.

In Veneto sembra che ci sia un batterio killer, resistente agli antibiotici, che da inizio anno ha già ucciso tre neonati e ridotto male un’altra decina. Ma a noi ci frega poco. La faccenda ci interessa perché ha messo in mostra evidenti crepe nel sistema Lega. In una conferenza stampa, avvenuta credo nello stesso giorno della “guerra del salmone” (coincidenze?! Io non credo), Zaia e Salvini dovevano parlare al riguardo di questa triste storia.

Mentre il Doge veneto parlava, riportando la situazione attuale ed esprimendo preoccupazione per gli sviluppi della vicenda, accanto a lui stava il Capitano, che stava palesemente pensando ad altro, e ha iniziato a stuccare ciliegie a nastro, rigorosamente italiane.

E vai con le polemiche, Salvini insensibile di qua, bestia immonda di là, “nessuno pensa ai bambini?!” da tutte le parti.

Ma la gente come al solito non c’ha capito un cazzo. Salvini ha paura, e si vede. Sa che la sua posizione e la sua leadership non sono più salde, che il Doge avanza, cerca la prova muscolare. E le ciliegie, secondo me, sono un segnale del capitano verso il nemico. Per dirgli, forte e chiaro: “Zaia, a me che cazzo me ne frega a me dei bambini morti, io c’ho il diesel!”

Un messaggio politico forte, di un uomo che deve rinforzare la sua posizione…. Oppure, ed è molto più probabile, il Capitano faceva le prove generali per il cosplay da portare a Lucca l’anno prossimo(che quest’anno forse non è il caso di farlo). Dato che secondo me è la seconda opzione, conferisco in anticipo rispetto al Lucca Comics il PREMIO COVID 19 A MATTEO SALVINI PER IL MIGLIOR COSPLAY DI DENETHOR.

Dato che nell’altro articolo avevo speso alcune parole su coloro, meritevoli di lode, che sono morti durante la quarantena, volevo fare la stessa cosa qui, con una nuova tornata di defunti. Ma a sto giro so stati troppi, e non me la sento di escluderne qualcuno, e lo spazio per parlarne non basta. Perciò mi limiterò a mettere le loro foto, per ricordarli.

Concludiamo con quella che sembrava una storia chiusa. È ripartita la più bella epopea del 2018-2019. Una delle fughe più rocambolesche dai tempi di Bonnie e Clyde.

M49 l’ha rifatto, è fuggito di nuovo.

Il 29 aprile scorso, per chi non ricordasse, il nostro eroe era stato nuovamente catturato e rinchiuso in gabbia. Ma l’orso non si è arreso e ha nuovamente sfondato la recinzione che lo conteneva, dandosi alla macchia. Peccato che a sto giro gli hanno messo un radiocollare, quindi mi sa che durerà poco la fuga. E l’hanno pure castrato nel dubbio, sti pezzi di minchia flaccida.

Ovviamente è anche ripartita la polemica sull’abbattimento, con la provincia di Trento che pare abbia emesso l’ordine di sparare a vista, manco st’orso fosse amico per davvero di Bonnie e Clyde. Damme retta M, vattene da là, non ti meritano. Vieni giù da noi, che si sta bene, ce stanno un botto de pecore, e quelli come te sono addirittura il simbolo di uno dei parchi più grossi che abbiamo in Italia (e mortacci tua, per colpa di voi orsi chiudono pure i sentieri, per far sì che nessuno ve rompa er cazzo, quindi come vedi staresti una mina).

Perché da noi vale il motto Bear Lives Matter! A M49, il re degli orsi, va quindi il PREMIO COVID 19 41 BIS.

https://www.oipa.org/italia/trento-m49/

Aggiornamento: purtroppo è stato catturato di nuovo, quindi fine dei giochi. Ma è stato bello.

Sono Carlo il cinista. Come lavoro faccio il cinico disilluso professionista, con molti anni di esperienza alle spalle. Anche se a volte capita anche a me di avere un po' di cuore. Nel tempo libero studio storia medievale, con il sogno, quando sarò diventato grande, di friggere polletti sintetici al kfc. E di assillare i miei eventuali colleghi, tra una mandata di polletti e l'altra, su quanto fossero efficienti i cucchiai bizantini o su quanto fosse pantocratore Gesù Cristo. Sono anche malato di musica e di montagna. E di mente.

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