Gli occhi del Covid – Ottobre 2020
Ci siamo gente, la pandemia ha i giorni contati. Ci credete? No?!
Stolti, dovete credere, dovete avere fede cieca e assoluta. Perché lui ce l’ha fatta, come sempre d’altronde. Putin ha trovato il vaccino. Putin È il vaccino.

Già a settembre la Russia è pronta a donare al suo popolo milioni di dosi. E l’occidente subito si è fatto dubbioso. Non è scientificamente testato, non ci sono i dati, mangiano i bambini.
Tutte troiate.
L’occidente non ha fede, e per questo non si merita nulla. Dubitate e soffrite, mentre gli altri si salveranno. Non ci sono i dati?
Impossibile, la Russia non ha mai nascosto niente. E a che servono i dati, quando hai fede? Non basta il fatto che Putin abbia offerta in sacrificio la sua Ifigenia alla dea Scienza, per ottenere il favore dei venti e diffondere il vaccino? Ha offerto carne della sua carne, sangue del suo sangue, e sono certo che nel vaccino c’è una parte dell’anima stessa di Putin (tipo gli Orcrux).
Nella sua magnanimità non solo ha offerto la sua famiglia, ma ha permesso ai suoi oppositori, rendendole cavie inconsapevoli, di salvare il popolo.
Proprio quegli oppositori che tanto lo osteggiano. Eretici miscredenti. Il caso di Alexei Navalny parla chiaro. È guarito, non ha il covid. Anche i tedeschi, lo confermano, non ce n’è coviddì. Certo, l’arsenico ha i suoi effetti collaterali, tende in genere a far emergere complicazioni che portano il morbo della morte.
Ma sicuro come la morte, il covid lo debella.
E in fondo la scienza non è fatta di fallimenti che portano a grandi vittorie? E poi dicono che non c’è stata sperimentazione: hanno provato, hanno fallito, hanno visto che qualcosa non andava e hanno dosato meglio i vari ingredienti. E vaccino fu. Gloria!

https://www.ilpost.it/2020/09/04/vaccino-russia-lancet/
Io da buon figlio di Putin, credo, fortissimamente credo. E non ho scelta, se voglio che nella prossima aglio e olio ci sia il peperoncino invece del polonio.
Che dalla regia mi dicono causare un lieve pizzicorio quando viene mandato giù. A Putin perciò va il PREMIO COVID 19 MISERICORDIA. E sono certo che nel momento del bisogno, il misericordioso non si dimenticherà dei suoi amici, anche qui da noi….
Eh già, perché qua da noi stava per succedere il fattaccio.
Ma per fortuna al mondo c’è giustizia. Pure Silvio s’è beccato il covid.
Un noto giudice comunista, Flavio Braitore, ha deciso infatti di giocarsi il tutto per tutto, pur di far cadere Silvio dal suo trono. Ha attirato il presidente con l’inganno nel suo localetto in Sardegna, ha cosparso tutto di covid, dai muri ai dipendenti, arrivando a usare sé stesso come bomba batteriologica.
E ce l’aveva quasi fatta. Tutti e due sono finiti al San Raffaele di Milano, positivi al covid. Briatore, che oltre a essere un giudice comunista è anche un mezzo negazionista, o forse solo un coglione, è stato ricoverato solamente per una prostatite, a suo dire (quando si dice che uno pensa con il cacchio), ma l’ospedale stesso ha ufficializzato la sua positività al covid. Ma alla fine è stato rispedito a casa, il solito asintomatico nullafacente. Boni tutti così.

Silvio invece se l’è vista decisamente peggio. C’è stato almeno una settimana in ospedale, in una piccola cella umida, fredda e buia, in precedenza appartenuta a un frate penitente morto di stenti e di preghiera.
L’ha detto pure lui, è stata la sua sfida più difficile, dannati comunisti. Senza neanche un po’ di figa per distrarsi.
Ma il presidente non lo fermi così. Ha continuato a lavorare dal letto di ospedale, che ci stanno delle elezioni da vincere. (non escludo la possibilità che questo covid sia parente del duomo in faccia)
E secondo me l’amico fraterno Putin ha donato al presidente il vaccino, in segno di amicizia e riconoscenza per tutte le belle feste a cui i due parteciparono insieme.

Ovviamente non va dimenticato che tutta la famiglia Berlusconi è finita contagiata, perché se casca lui cascano tutti.
Ma ora Silvio sta bene, come prevedibile, non sarà mica sta barzelletta di virus comunista a farlo crepare.
C’è solo un modo in cui finirà la sua storia, è già scritto nel destino.
Farà la fine di Attila: leggenda vuole che il condottiero sbabbaro morì in seguito a un banchetto di proporzioni apocalittiche, con corredo orgiastico, non si sa bene se di indigestione, di crepacuore per la troppa femmina o entrambi.

Silvio può morire, sempre ammesso che morirà, solo così, a cacchio ritto. Qua va quindi assegnato il doppio premio: a Briatore va il PREMIO COVID 19 COMUNISTA IMBOSCATO, a Silvio invece il PREMIO COVID 19 JE FA NA PIPPA.
Siccome siamo in un periodo di revival, un’altra faccenda che sembrava sopita si è riaccesa.
È ripartita la guerra in Nagorno Karabakh.
In questa amena regione, situata tra Armenia e Azerbaigian, la guerra non scoppiava addirittura dal lontano 2016. Si tratta, in sostanza, di un territorio facente parte dell’Azerbaigian ma a maggioranza di popolazione armena.
La Repubblica dell’Artsakh, che occupa gran parte della regione, non è riconosciuta, a livello internazionale, neanche da sua madre.
E quindi la regione è sempre stata soggetta, dal 1991, a contese e missili. E a fine settembre il conflitto si è riacceso, non ho capito chi ha cominciato, ma poco importa.
Ma a differenza degli anni passati, quest’anno c’è una grande differenza, ne armeni ne azeri sono da soli. A sinistra del ring, infatti, abbiamo al fianco della mezzaluna azera, il sultano in persona, Erdogan. E il sultano è un uomo che ha fatto del revival storico la sua principale ragione di vita. Ricorda bene che nei confronti degli armeni è stato lasciato in sospeso un certo lavoretto, quasi un secolo fa. E subito si è schierato dalla parte degli azeri, volenteroso di spezzare le reni all’Armenia.
Ma gli armeni sono un popolo fortunato. Perché se è vero che hanno un grande nemico, è altrettanto vero che un amico grande con un cuore grande è lì a coprirgli le spalle. Ovviamente stiamo parlando sempre di lui, lo zio Vladi.
Il quale parteggia per gli armeni, e ha chiesto l’immediato cessate il fuoco. Vediamo se qualcuno gli dà retta. In generale a me sembra che il Nagorno Karabakh altro non sia che un nuovo terreno neutro per lo scontro Russia-Turchia, che continuano la loro guerra fredda privata.
In fin dei conti di quello che succede in Nagorno Karabakh non gliene frega un cazzo a nessuno, sempre ammesso che qualcuno sappia dove si trovi sto posto dimenticato da Dio, ma non dai turchi.

Comunque, anche a me frega cazzi di chi la spunta, è tutta una scusa per introdurre in modo appropriato una cosa che mi ha fatto crepare. Il governo azero ha pubblicato un videoclip di un pezzo metal che inneggia al proprio esercito. Questo:
Io personalmente non sapevo se essere imbarazzato o fomentato, il pezzo non è neanche brutto alla fine. Ma le immagini sono al limite tra l’imbarazzo e il ridicolo. Il pezzo si intitola Atəş (credo si pronunci atesh, o almeno questo sembra dal video) e significa fuoco.
Il resto del testo mi è ignoto ovviamente. Sono anche abbastanza sorpreso che gli azeri abbiano pensato a una roba del genere, ero abbastanza convinto che nel mondo islamico il metal fosse preso a sassate in pubblica piazza, e invece a quanto pare ni. Risparmiato solo se serve gli scopi giusti. All’Azerbaigian spetta di diritto quindi il PREMIO COVID 19 YVAN EHT NIOJ.

Avevo altre cose da dire, a sto giro mi ero ripromesso di non inserire necrologi, ma la squallida realtà mi impone di farlo.
La mattina del 7 ottobre (il momento in cui sto scrivendo questo) mi sono svegliato e ho appreso della tragedia. Edward Lodewijk van Halen, meglio noto come Eddie, è morto. Ennesima vittima di sto cazzo di anno di merda e del cancro infame. Aveva 65 anni. Di mio non so veramente che dire, quindi userò le parole di qualcun altro:
So one night, i’m working a gig up in New Jersey or something. Some real mediocre band. Lead guitarist comes out, starts shredding licks…way beyond his capabilities. Like shit that had to be coming from somewhere else. I noticed he was using a new pick. Weird- looking thing with horns on it. Made of green ivory, or some shit. It was the pick, it wasn’t him. He didn’t know what he had, though. End of the show, he flicks it back into the audience. Some kid catches it. Kid named Eddie…..
Tenacious D in the Pick of Destiny, 2006

Per finire una rapida battuta sui nostri Stati Uniti preferiti. Un po’ tutti abbiamo visto o sentito il grande dibattito Trump vs. Biden. Stanno inguaiati oltreoceano.
Perché, covid a parte, io ho visto solamente un coglione e un vecchio bianco che si insultavano. E quindi mi sento di dover tirare fuori un vecchio slogan, funzionale alla faccenda. Amici americani, pensateci, non votate di pancia ma ragionate.
Ha senso scegliere ogni santa volta il male minore?! Io dico di no, me so rotto r’cazzo. È giunto il tempo di scegliere il male assoluto…

Il momento delle decisioni irrevocabili.
Il comitato elettorale Cthulhu for President, organizzato e gestito da Eric Cartman, ci ha gentilmente concesso l’utilizzo di questo slogan.
