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Amianto

Lo strano caso dell’amianto che fa venire il cancro in Italia, ma non in Colombia.

In Copertina: MagCla, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, attraverso Wikimedia Commons

Nel 2016 ho passato un lungo periodo in Colombia, nella bellissima zona di Santa Marta, luogo conosciuto dai turisti per la meraviglia del suo mare caraibico, per il parco de La Tayrona, tra le montagne della Sierra Nevada, dove vivono da almeno 500 anni insediamenti dei popoli Arhuacos, Kogi, Wiwa e Kankuamo, alle spalle della costa, e luoghi davvero incredibili. Sorvolando sulla presenza (ancora) dei paramilitari legati anche alle attività transfrontaliere con il vicino Venezuela, è un posto relativamente tranquillo (forse mantenuto tranquillo proprio per non disturbare le attività di cui sopra), con notevole turismo interno e internazionale, questo anche un po’ “fricchettone”.

Dalla spiaggia principale della cittadina partono tutti giorni piccoli traghetti che portano alla spiaggia di Playa Blanca, raggiungibile anche a piedi, ma in maniera un filino più rocambolesca. Dal mare si scorge una delle ville di noto narcotrafficante del posto che “tanto ha fatto per la città”, mi ha ricordato il conduttore del traghetto. A pochi chilometri, la mitica Taganga dove si trovano due alberghi, due discoteche e qualche ristorante, e dove si può solo prendere il sole, ballare e dormire, appunto.

Ho volutamente divagato nel descrivere il territorio perché il periodo che ho passato a Santa Marta è stato particolarmente ricco di belle sensazioni, complice il clima, il luogo, le persone, e la firma degli accordi di pace de La Habana.

Santa Marta, come molte città colombiane, ha carenza di infrastrutture idriche (e fognarie), e l’approvvigionamento di acqua si realizza attraverso cisterne riempite da autobotti e recupero dell’acqua piovana. Molte case hanno la propria cisterna sotterranea, o cisterne esterne sui tetti.

Immaginate ora il mio stupore emotivo quando, passeggiando per la parte periferica di Santa Marta, che si raggiunge scavallando una piccola montagna, mi cade l’occhio sulle (tante) cisterne nere sui tetti delle case basse che caratterizzano lo “skyline” di questa parte di città. Da lontano non era leggibile bene la scritta bianca che vedevo, ma poi messa a fuoco, spicca con chiarezza: ETERNIT.

Mi si gela il sangue, mi chiedo come sia possibile.

Per noi, in Italia, Eternit è sinonimo di morte.

Penso al tributo pagato da Casale Monferrato, tributo che continua a pagare a distanza di anni. Ricordo che “Eternit” era il marchio registrato della società belga Etex che produceva fibrocemento a base di amianto. Ecco perché si associa Eternit direttamente all’amianto. Un prodotto che è stato usato in campo edilizio in larghissima scala: basso costo, resa buona e lunga durata (Eternit fa riferimento al latino aeternitas, eternità) erano i plus. Usato soprattutto per l’edilizia pubblica per tetti, tubature, rivestimenti, intonaci, pavimenti, strutture metalliche portanti. Insomma, praticamente ovunque.

A partire dagli anni sessanta era nota la tossicità della polvere di amianto, che fluttuava nella fabbrica durante la produzione, arrivava nelle case sui vestiti degli operai, si generava nei processi di usura dei materiali, come i tetti ondulati che per noi sono sinonimo visivo di amianto. Il risultato sono stati migliaia e migliaia di morti per cancro ai polmoni.

In Italia la produzione è stata vietata nel 19861)Circolare Ministero Sanità 10 luglio 1986, n.45, anno in cui anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità2)World Health Organization. Asbestos and other natural mineral fibres . Geneva: WHO; 1986.(Environmental Health Criteria, No. 53). riconosce gli effetti cancerogeni dell’esposizione alle fibre di amianto, recepita dalla Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL)3)Raccomandazione ILO 172/1986. Cause su cause, associazioni di famigliari di vittime del mesotelioma pleurico. Nel 1992 in Italia ne è stata vietata l’estrazione, la produzione e la commercializzazione.

E stiamo ancora smaltendo quello in circolazione, posto che nel 1994 è stato sancito l’obbligo di rimozione… ed è solo nel 2012 che il Tribunale di Torino condanna in primo grado i responsabili della Eternit di Casale Monferrato, De Cartier e Schmidheiny, per disastro ambientale doloso4)https://www.corriere.it/cronache/12_febbraio_13/eternit-torino-sentenza-amianto_a8c2c0e8-561b-11e1-b61e-fac7734bea4a.shtml. De Cartier, il più anziano fra i due, nel frattempo è morto, mentre per Schmidheiny nel 2019 nel Tribunale di Torino viene confermata la sentenza di condanna per omicidio colposo aggravato, e nella sentenza si legge che era “ben consapevole della pericolosità dell’amianto”, ma “in nome della sola produttività commerciale e del profitto, decise di scaricare i costi umani e ambientali” connessi al suo utilizzo “sulle popolazioni e sui territori dei comuni che ospitavano gli stabilimenti” Eternit5) https://www.areaonline.ch/Stephan-Schmidheiny-incurante-dell-uomo-e-dell-ambiendte-2c75c700#.X4h8hywg7zU.whatsapp.

Normale quindi che mi si geli il sangue a vedere la scritta Eternit sui tetti colombiani.

In Colombia l’eternit è ovunque. Le tettoie ondulate nelle case, nei patii, le cisterne di acqua piovana, i tetti degli asili, delle scuole. Lo si trova nelle periferie di Bogotá e delle grandi città, come nella parte amazzonica del paese, come sui tetti di Santa Marta appunto. Nuovo e usato, abbandonato in discariche a cielo aperto, dove, sbriciolandosi, libera nell’aria le sue micidiali polveri. Ad oggi non esiste nessun piano di smaltimento dell’eternit usurato.

Eppure l’OIL fa riferimento alla necessità di un uso controllato dell’amianto nell’Accordo 16 6)https://www.ilo.org/dyn/normlex/es/f?p=NORMLEXPUB:12100:0::NO::P12100_ILO_CODE:C162, che sottolinea la necessità – appunto – dell’uso controllato dello stesso e del riconoscimento dello stesso come agente cancerogeno. Questo accordo è stato ratificato dalla Colombia con la Legge 436 del 17 febbraio 19987)http://www.secretariasenado.gov.co/senado/basedoc/ley_0436_1998.html.

L’amianto, o asbesto, viene estratto come materia prima da miniere, nella maggior parte dei casi a cielo aperto, anche se esistono miniere da cui viene estratto in profondità. In Colombia se ne trova una a cielo aperto a Campamento (nel dipartimento di Antioquia), gestita dall’impresa Las Brisas, che produce circa 700 tonnellate mensili.

Eternit in Colombia ha varie fabbriche, una a Barranquilla, città con uno dei più grandi porti industriali del paese, che si trova tra Santa Marta e Cartagena de las Indias (altra perla meravigliosa di questo paese, conosciuta per la “Ciudad amurallada” dove sono stati girati numerosi film e che conserva un’architettura coloniale di rara bellezza), a Cali, Buenaventura e nella periferia di Bogotá.

Il sito dell’azienda8)https://www.eternit.com.co apre con un’immaginetta di fabbrica fatta di foglioline, nel pieno rispetto del “nuovo” ambientalismo da cui nessuna multinazionale può essere esente, ma che contrasta con le pubblicità della stessa azienda, che invitavano all’acquisto del prodotto “eterno” e conveniente. Nel 2012 l’azienda ha festeggiato alla grande i 70 anni di presenza nel paese9)https://www.youtube.com/watch?v=YdqRsLqljUc.

Il sito è pieno di riconoscimenti nazionali e internazionali con cui dichiarano di vendere prodotti liberi dall’amianto, comunicati stampa: un immenso lavoro di ricostruzione di immagine, dopo la lunga battaglia per dichiarare (finalmente) fuori legge l’amianto anche in Colombia.

Una battaglia che porta il nome della giornalista Ana Cecilia Niño10)https://www.semana.com/nacion/multimedia/asbeto-en-colombia-historia-de-victima-de-la-fibra/477909/, morta nel gennaio del 2017 a causa di un mesotelioma generato dalla esposizione all’amianto, lo stesso anno in cui è stata approvata la prima proposta di legge al Senato, il 12 agosto 2017, presentata dalla Senatrice Nadia Blel, del Partito Conservatore Colombiano, e che Ana Cecilia non ha potuto vedere.

Ana Cecilia abitava nel quartiere Pablo Neruda de Sibatè a Cundinamarca, dove si trova una delle zone di immagazzinamento all’aperto di scarti di produzione e una delle fabbriche Eternit presenti nel territorio colombiano.

La legge definitiva, basata sulla legge numero 302 del 2018 Camera – 061 del 2017 del Senato “Ana Cecila Niño”, è stata firmata nel luglio 2019 dall’attuale presidente della Colombia Ivan Duque, e proibisce nel paese “a partire dal 1° gennaio 2021, l’estrazione, l’esportazione, produzione, commercializzazione, importazione, distribuzione di qualunque varietà di asbesto e di prodotti che lo contengano”. 11)https://www.portafolio.co/economia/en-firme-ley-que-prohibe-uso-de-asbesto-en-colombia-a-partir-de-2021-531474

Ana Cecilia è diventata un simbolo della lotta, oggi anche attraverso la Fondazione che porta il suo nome, che si propone di diffondere nel maggior numero di municipalità le informazioni sulla pericolosità dell’amianto. Non ha avuto meno impatto anche la forte mobilitazione popolare, con una raccolta di firme che ha raggiunto la cifra di 150.000 durante la presentazione della proposta di legge, sostenuta da Greenpeace Colombia che, con la campagna “Colombia sin Asbesto12)https://www.youtube.com/watch?v=A2MZhiDbUKM”, ha organizzato numerose mobilitazioni.

Una battaglia che è passata anche attraverso negazionismo folle, come accaduto nel 2016 quando un progetto di legge che proibiva l’uso e la commercializzazione dell’asbesto è stato archiviato perché “non vi erano prove scientifiche evidenti sui rischi che la polvere di amianto provocava per la salute”, come dichiarava anche l’allora ministro della salute Alejandro Gaviria Uribe13)https://sostenibilidad.semana.com/impacto/articulo/los-oscuros-peligros-del-asbesto/35381. Questo nonostante le delibere della OMS citate sopra, o nonostante in Unione Europea sia vietato dal 2005, con innumerevoli cause aperte e indennizzi che tentano di “riparare” i danni di anni di utilizzo.

I paesi che hanno adottato legislazioni nazionali per proibire in tutte le sue forme l’utilizzo dell’amianto son 75. I morti ogni anno nel mondo per cancro ai polmoni, mesotelioma e asbestosi dovuti all’esposizione all’amianto sono circa 107.000. Inoltre le malattie relazionate all’amianto aumentano, anche nei paesi che lo hanno proibito fin dagli anni novanta, dovuto al lungo periodo di latenza delle malattie, che dimostra che il numero dei morti inizia a diminuire dopo vari decenni dalla proibizione dell’utilizzo.

In Colombia si stimano annualmente 60 morti per mesotelioma e 350 per cancro ai polmoni per cause riconducibili all’amianto. I lavoratori e le lavoratrici che continuano ad essere esposti all’amianto sono più di 92.000. Eppure continuano ad esserci paesi che per differenti ragioni continuano a non varare leggi nel merito. L’industria globale dell’amianto si è spostata nei paesi meno sviluppati dove trova legislazioni più comode.14)https://www.cancer.gov.co/files/libros/archivos/Bolet%C3%ADn%20Asbesto%202019.pdf

Per capirci, fino al 2018 in America Latina erano sei i paesi che avevano dichiarato “guerra” all’amianto: Cile, Argentina, Uruguay, Perù, Repubblica Dominicana, Brasile15)https://lacontaminacion.org/eliminar-el-asbesto-en-latinoamerica/, e finalmente dal 2019 la Colombia. Ma se andiamo a vedere da quando, cominciamo a capire come le pressioni dell’industria del settore siano potenti: in Cile non è permessa la vendita, la produzione, l’importazione e la distribuzione, vendita e uso di prodotti che contengano amianto dal 2002.

Anche in Uruguay dal 2002 è proibita la fabbricazione e l’importazione di prodotti fabbricati con amianto, nonché la commercializzazione.

Però è ancora consentito l’uso dello stesso in determinati prodotti solo con permesso speciale del Ministero della Salute. In Perù è proibito l’uso dell’asbesto anfibolo e inserito legislazioni vincolanti per l’uso dell’asbesto crisotilo16)Il nome amianto, o asbesto, è utilizzato per indicare sei diversi mineralidella classe dei silicati. i silicati che contengono calcio e magnesio sono detti anfibolie comprendono actinolite, amosite (“amianto bruno”), antofillite, crocidolite (“amianto blu”) e tremolite; il crisotilo(“amianto bianco”) invece è un silicato di magnesio che appartiene al gruppo del serpentino. Il termine asbesto è un sinonimo di amianto. https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/tutti-i-tipi-di-amianto-sono-cancerogeni. In Argentina è stata eliminata la produzione e l’uso di asbesto dal 2003; nella Repubblica Dominicana nel 2018, in Brasile nel 2017 la Corte Suprema ha proibito la produzione, commercializzazione e uso dell’amianto in qualunque forma e ha dichiarato, in maniera preventiva, incostituzionale qualunque legge a favore dell’uso del materiale cancerogeno. Il Paraguay si nasconde dietro il fatto che il materiale non è proibito dalle Nazioni Unite, ma quantomeno vi è una legislazione che impone protezione per i lavoratori del settore.

Ed è questo il punto chiave su cui interrogarci: non è solo la gestione capitalista e criminale di un’azienda multinazionale che in una parte del mondo (Italia) era già sotto processo da tempo, e che ha approfittato dell’assenza di normative in Colombia (come sta continuando a fare in altri luoghi, per esempio In Ecuador, Eternit Ecuador rivendica più di mille punti vendita17)https://www.eternit.com.ec) per continuare a produrre, vendere, immagazzinare, materiali che nel resto del mondo sono proibiti da decenni, ma proprio il fatto che siano state (e siano) le normative nazionali che permettono l’azione criminale delle multinazionali.

Non esiste un obbligo di recepire delibere di organismi internazionali come l’OMS o la OIL, che promulgano “raccomandazioni”. E quand’anche fosse, le stesse Nazioni Unite non lo proibiscono in maniera esplicita, come detto sopra.

In questo caso sto parlando dell’amianto in Colombia, ma potremmo fare lo stesso ragionamento per l’uso del mercurio nelle miniere d’oro in Perù per esempio, per la non ratifica di accordi internazionali che prevedano azioni di contrasto al cambiamento climatico, e così via.

È lo strapotere delle multinazionali, che già nel 1972 Salvador Allende18)https://www.youtube.com/watch?v=1E9_wnzkZgI preannunciava in un suo discorso storico alle Nazioni Unite, ripreso anche da Thomas Sankara nello stesso luogo nel 198419)https://www.youtube.com/watch?v=Dt7QqBJVQFo&feature=emb_logo, entrambi assassinati con l’intervento – più o meno occulto – di quelle stesse corporazioni da loro denunciate, mentre anticipavano quello che accade oggi. Trattati di libero commercio strutturati per agevolare multinazionali che hanno ormai bilanci superiori al PIL di interi Stati; che riescono a farsi beffa delle democrazie, anche quelle cosiddette consolidate come nel primo mondo, introducendo meccanismi come gli ISDS (Investor State Dispute Settlment) che istituzionalizzano questo strapotere generando un meccanismo di soluzioni di eventuali controversie per ipotetico mancato profitto in caso di promulgazione di leggi che tutelino la popolazione “danneggiando” appunto le multinazionali.

E attenzione a pensare che riguardino “solo” i cosiddetti paesi in via di sviluppo (posto che si possa ritenere legittimo considerare che i diritti abbiano meno valore a seconda della latitudine in cui devono essere applicati, come invece purtroppo accade troppo spesso) perché i casi di rivalsa nei confronti degli Stati accadono sempre più spesso anche nella nostra Europa, come ben sa la Germania che si è vista chiedere un risarcimento di 5 miliardi di euro dalla svedese Vattenfall dopo che il governo tedesco ha deciso, in conseguenza del disastro di Fukushima, di abbandonare l’energia nucleare20)https://www.iusinitinere.it/lisds-tra-la-germania-e-la-compagnia-svedese-vattenfall-10181.

È in corso da tempo una mobilitazione per lo smantellamento dello strapotere delle multinazionali e per redigere un Trattato Internazionale dei Popoli per il Controllo delle Imprese Multinazionali21)https://www.stopcorporateimpunity.org https://www.stopcorporateimpunity.org/solicitudes-de-acciones-solidaridad/?lang=es: qualcosa che permetta di seguire la semplice logica che se l’amianto fa venire il cancro in Italia, o in qualunque altra parte del mondo, dovrebbe esistere una legislazione internazionale applicabile immediatamente ovunque. Si sa che è difficile avere sanzioni praticabili, consenso internazionale, e vincere questa battaglia, ma solo le battaglie che non si praticano sono già perse.

Per concludere, la risposta dell’impresa Eternit in Colombia dopo la promulgazione della legge non si è fatta aspettare, ovviamente. Dopo essere stato uno dei maggiori oppositori al varo della legge, ha emesso comunicati stampa con cui dichiarava di non utilizzare il materiale nocivo “fin” dal 2015. Ovviamente, nel giugno 2019, poco prima del voto definitivo che ha promulgato la legge22)https://maestros.com.co/herramientas-y-equipos/comunicado-de-eternit-colombiana-a-la-opinion-publica/, rivendicando di essere una fabbrica “libera da amianto” con numerosi riconoscimenti.

Oggi, forse.

Ma non dimentichiamo che già nel 2013 la Sovrintendenza dell’Industria e del Commercio aveva ratificato la delibera con cui obbligava Eternit ad inserire, sia nella pubblicità che nei manuali per un utilizzo sicuro, l’avviso riportante che i materiali che fabbricava, in particolare gli ondulati per tetti, contenevano asbesto crisolito, e che la manipolazione indebita poteva generare danni per la salute. Nonostante l’azienda abbia presentato “prove che l’asbesto crisolito sia meno nocivo, e che non presenta rischi se incapsulato in tegole di fibrocemento” si è ritenuto necessario “obbligare all’avviso di potenziali rischi23)https://www.rcnradio.com/colombia/ordenan-eternit-informar-clientes-que-sus-tejas-contienen-asbesto-crisolito-70285, peraltro ricordando che sulla minor nocività dell’amianto crisolito ci sono svariate smentite scientifiche24)https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/tutti-i-tipi-di-amianto-sono-cancerogeni.

Quindi, comunque, l’azione dell’impresa rivendicata “fin dal 2015” era tardiva.

“Eternit para toda la vita”, recita lo slogan dell’impresa in Colombia. O para toda la muerte, viene da dire.

Se i prodotti sono “eterni”, quanto ce n’è ancora in giro per la Colombia?

Note

Note
1 Circolare Ministero Sanità 10 luglio 1986, n.45
2 World Health Organization. Asbestos and other natural mineral fibres . Geneva: WHO; 1986.(Environmental Health Criteria, No. 53).
3 Raccomandazione ILO 172/1986
4 https://www.corriere.it/cronache/12_febbraio_13/eternit-torino-sentenza-amianto_a8c2c0e8-561b-11e1-b61e-fac7734bea4a.shtml
5 https://www.areaonline.ch/Stephan-Schmidheiny-incurante-dell-uomo-e-dell-ambiendte-2c75c700#.X4h8hywg7zU.whatsapp
6 https://www.ilo.org/dyn/normlex/es/f?p=NORMLEXPUB:12100:0::NO::P12100_ILO_CODE:C162
7 http://www.secretariasenado.gov.co/senado/basedoc/ley_0436_1998.html
8 https://www.eternit.com.co
9 https://www.youtube.com/watch?v=YdqRsLqljUc
10 https://www.semana.com/nacion/multimedia/asbeto-en-colombia-historia-de-victima-de-la-fibra/477909/
11 https://www.portafolio.co/economia/en-firme-ley-que-prohibe-uso-de-asbesto-en-colombia-a-partir-de-2021-531474
12 https://www.youtube.com/watch?v=A2MZhiDbUKM
13 https://sostenibilidad.semana.com/impacto/articulo/los-oscuros-peligros-del-asbesto/35381
14 https://www.cancer.gov.co/files/libros/archivos/Bolet%C3%ADn%20Asbesto%202019.pdf
15 https://lacontaminacion.org/eliminar-el-asbesto-en-latinoamerica/
16 Il nome amianto, o asbesto, è utilizzato per indicare sei diversi mineralidella classe dei silicati. i silicati che contengono calcio e magnesio sono detti anfibolie comprendono actinolite, amosite (“amianto bruno”), antofillite, crocidolite (“amianto blu”) e tremolite; il crisotilo(“amianto bianco”) invece è un silicato di magnesio che appartiene al gruppo del serpentino. Il termine asbesto è un sinonimo di amianto. https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/tutti-i-tipi-di-amianto-sono-cancerogeni
17 https://www.eternit.com.ec
18 https://www.youtube.com/watch?v=1E9_wnzkZgI
19 https://www.youtube.com/watch?v=Dt7QqBJVQFo&feature=emb_logo
20 https://www.iusinitinere.it/lisds-tra-la-germania-e-la-compagnia-svedese-vattenfall-10181
21 https://www.stopcorporateimpunity.org https://www.stopcorporateimpunity.org/solicitudes-de-acciones-solidaridad/?lang=es
22 https://maestros.com.co/herramientas-y-equipos/comunicado-de-eternit-colombiana-a-la-opinion-publica/
23 https://www.rcnradio.com/colombia/ordenan-eternit-informar-clientes-que-sus-tejas-contienen-asbesto-crisolito-70285
24 https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/tutti-i-tipi-di-amianto-sono-cancerogeni

Anna Camposampiero, laureanda in Economia dello Sviluppo, dopo aver attraversato il mondo dei movimenti sociali, della cooperazione e del sindacalismo di base, si iscrive a Rifondazione Comunista che sceglie come luogo di militanza attiva. È responsabile esteri e immigrazione nella segreteria della Federazione di Milano e partecipa al gruppo di lavoro sull’America Latina della Sinistra Europea.

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