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Terra-Satellite-Terra. L’esperienza Map For Future

Nel corso degli ultimi decenni, grazie al progresso tecnologico, le distanze fisiche che ci separano si sono fatte sempre meno limitanti, e ormai la nostra vita di tutti i giorni ci mette quotidianamente in contatto con persone, cose ed avvenimenti lontani anche migliaia di chilometri da noi.

Sempre maggiore è lo spazio di intervento a distanza che ci viene permesso, in primis, ovviamente, da Internet, e Terra-Satellite-Terra è diventato un percorso che percorriamo a ciclo continuo senza rendercene conto. Prende questa via una parte significativa delle azioni che compiamo ogni giorno, dalle più banali a quelle più sofisticate, che magari il lavoro ci richiede, ma per questa strada può passare anche altro: la solidarietà, ad esempio.

È questo il caso del volontariato da remoto, tra cui quello cartografico. Questo tipo di volontariato ha come obiettivo quello di portare il proprio aiuto dove necessario tramite l’elaborazione e la mappatura di immagini, soprattutto satellitari, al fine di produrre cartografia utile a seconda delle necessità delle comunità coinvolte. Tra le realtà che se ne occupano c’è Map For Future1), un progetto di volontariato cartografico nato in seno all’associazione culturale Una Quantum2), di cui abbiamo il piacere di poter intervistare i due fondatori.


>     Partiamo quindi dalle presentazioni: chi siete e da quale percorso formativo provenite e qual è il rapporto tra Una Quantum e l’esperienza Map For Future?


“Sono Valerio De Luca, ho studiato Ingegneria delle Telecomunicazioni con specializzazione in Geoinformazione presso l’Università di Roma Tor Vergata.
Sono Giuseppe Maria Battisti, sono un Geografo, ho conseguito la laurea in Gestione e Valorizzazione del Territorio presso La Sapienza di Roma.


Entrambi lavoriamo nel settore della cartografia da circa 10 anni, spaziando dai Sistemi Informativi Geografici (GIS, Geographic Information Systems) al Monitoraggio Satellitare (Remote Sensing).
L’esperienza professionale svolta in questi anni ci ha visto portare le nostre competenze geografiche ed informatiche in vari ambiti: analisi geologiche, monitoraggio ambientale, tutela dei beni culturali, gestione patrimoniale, logistica e grande distribuzione organizzata, geomarketing e formazione.


L’associazione culturale Una Quantum ha permesso di incontrarci e collaborare con altri colleghi e amici associati, un gruppo veramente in gamba dedito allo sviluppo delle nuove tecnologie in ambito beni culturali e applicazioni geografiche, specialmente in chiave Open Source e Open Data.


Map For Future nasce come progetto interno ad Una Quantum con la volontà di mettere le nostre competenze digitali a servizio delle popolazioni più svantaggiate del pianeta.”



>     Come, quando e perché nasce l’esperienza Map For Future? Ci sono altre realtà di questo tipo attive in Italia?


“Abbiamo iniziato nei primi mesi del 2019 con l’obiettivo di disegnare delle cartine geografiche nelle aree più svantaggiate del mondo nelle quali i grandi providers della cartografia digitale non sono intervenuti per motivi di profitto economico. L’assenza di una mappa non è solo una mancanza stilistica, costituisce una delle criticità maggiori nella crescita di nazioni meno sviluppate in ambito informatico. In più non ci limitiamo a rappresentare la cartografia, ma raccogliamo dati geospaziali come: edifici, strade, scuole, ospedali, zone di rischio e altri dati ad essi collegati. Questo processo punta a realizzare dei database informativi che consentono l’analisi delle priorità e la base per progettazioni mirate e per la pianificazione di aree urbane e rurali sotto la supervisione delle autorità pubbliche.
In Italia è presente anche PoliMappers3), un gruppo di cartografi nato all’interno del Politecnico di Milano che, tra le varie attività, porta avanti azioni di volontariato cartografico umanitario.”



>     Cosa significa praticamente fare volontariato cartografico?

“Innanzitutto, per noi significa stare tutti insieme! Map For Future attraverso le sue attività ci ha permesso di conoscere nuove persone in un contesto informale grazie al quale abbiamo visto crescere un rapporto di amicizia tra collaboratori e volontari. Questo è difficilmente replicabile in ambito lavorativo.


Passando invece alla parte pratica per fare volontariato cartografico è sufficiente avere a disposizione un portatile o uno smartphone e con questi strumenti in pochi minuti si riesce a dare il proprio contributo disegnando diversi elementi geografici a partire da immagini satellitari o da drone. Abbiamo iniziato con i nostri appuntamenti (anche conosciuti con il nome Mapathon) presso il Coworking Millepiani nel quartiere Garbatella, grazie alla disponibilità dei gestori e dei coworkers. Sono stati momenti veramente intensi tra volontari armati di computers, aperitivi e semplice voglia di condividere una buona azione insieme.

Purtroppo il COVID, come in molti casi, ha costretto anche il gruppo Map For Future alla riconversione virtuale delle proprie attività ma anche qui abbiamo riscontrato la generosa disponibilità dei volontari, che sono stati pronti a seguirci in questa sperimentazione usando le video chiamate. Infine, invitiamo tutti a scoprire come fare volontariato con noi, partecipando direttamente a uno dei tanti appuntamenti presenti sul nostro calendario!”



>     Quali sono i vostri partner e i vostri interlocutori nel portare avanti i progetti di volontariato cartografico? Come funziona la scelta delle realtà su cui intervenire?

“Una Quantum ha creduto da subito nel progetto, tanto da essere tra i primi donatori e finanziatori, cogliendo non solo il valore umanitario, ma anche la crescita professionale e tecnica che Map For Future sta portando avanti.

Un patrimonio di conoscenza che andrà a beneficio di tutta la community dell’associazione. A livello internazionale siamo entrati a pieno titolo come collaboratori di HOT (Humanitarian Open Street Map Team) e di Missing Maps, due piattaforme online che supportano le attività di volontariato cartografico in tutto il mondo e gruppi di cartografi come Map For Future. Un altra preziosa collaborazione è quella nata all’inizio del 2020 con il Forum UN-Italia, un gruppo di ex funzionari ONU che offrono le loro incredibili competenze di una vita in ambito di cooperazione internazionale.


Inizialmente abbiamo supportato attività di mappatura già attive e organizzato incontri di volontario per loro. Abbiamo contribuito alla mappatura della Tanzania rurale del nord aiutando la ONG locale Tanzania Development Trust a sconfiggere la piaga delle mutilazioni genitali femminili. In seguito ci siamo spostati nelle Filippine per sostenere il gruppo HOT PH nell’emergenza uragano.


Successivamente, altri progetti ci hanno visto coinvolti nell’organizzazione dei Mapathon per l’emergenza COVID in Botswana e Mali, per il supporto di Medici Senza Frontiere in Chad e per l’emergenza climatica a supporto del gruppo Map Beks nelle Filippine.


Da quest’anno siamo attivi con la creazione di un nostro progetto nel Corno D’Africa, in Somaliland, dal titolo “International Mapping Partnership Rome – Hargeisa 2020”. Il progetto ha l’ambizione di realizzare un Geoportale, una piattaforma online che consentirà la gestione, monitoraggio e aggiornamento delle risorse spaziali della regione a partire dalla città di Wajaale. Grazie al Forum UN-Italia abbiamo avviato una collaborazione veramente positiva con il gruppo dei cartografi locale, il GCS, GIS & Cadastral Survey di Hargeisa.

Infine RomAltruista4), la rete di volontariato flessibile che mette in contatto associazioni con chi vuole dare una mano. Hanno sposato da subito il nostro modo “alternativo” di fare volontariato. Senza di loro non avremmo potuto creare momenti e attività per incontrare nuovi volontari.”



>     Nelle vostre iniziative tenete a legare il vostro lavoro al perseguimento degli obiettivi di Agenda 2030, in particolare il diciassettesimo “Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile”. Quale è lo spazio del vostro intervento per questo fine? A 5 anni dalla firma degli accordi di Agenda 2030 come vi sembra si siano evolute le cose? Quale ritenete sia lo spazio del volontariato in questo contesto e quale il rapporto di questo con i Governi e i grandi poteri economici?

“E’ fondamentale per Map For Future contribuire agli obiettivi di Agenda 2030 5) attraverso la pianificazione partecipata e digitalizzata del territorio, oggi possibile grazie all’ausilio dei software GIS. Noi crediamo fermamente nei principi dello sviluppo sostenibile e tramite le nostre competenze offriamo azioni di crescita tecnologica, sociale ed educativa nelle aree più svantaggiate del pianeta. L’obiettivo 17 raccoglie proprio questo intento, ossia quello della collaborazione tra gruppi di volontari sparsi per il mondo al fine di perseguire un obiettivo comune.

Map For Future contribuisce al raggiungimento di questo obiettivo con le attività di cartografia volontaria condividendo le proprie conoscenze geografiche.
Noi abbiamo concretamente posto l’attenzione sullo sviluppo sostenibile sensibilizzando il pubblico durante la nostra partecipazione ad eventi come il Festival dello Sviluppo Sostenibile, la Notte Europea della Geografia, il Festival della Diplomazia e l’HOT Summit 2020. Nel nostro piccolo lo vediamo ad ogni nuovo Mapathon, incontrando tanti nuovi volontari ogni volta.
L’attenzione alla sostenibilità va crescendo negli anni ma il rischio di una sua strumentalizzazione permane comunque elevato.


A livello governativo, e più propriamente politico, ci pare di notare una stasi in termini di attenzione ai temi di cooperazione umanitaria.

L’attacco alle ONG durante il corso degli ultimi anni ha visto un inasprimento nelle dichiarazioni e negli atti di esponenti di partito nostrani e internazionali. Il reale impegno delle ONG che operano nei settori più complessi della cooperazione umanitaria è stato oscurato dal dibattito confusionale puramente propagandistico di alcuni schieramenti politici. Sicuramente la nuova amministrazione statunitense ridarà forza al multilateralismo, motore essenziale per la crescita sostenibile globale.

Ma non si è ceduto di un passo per quanto riguarda l’impegno costante di volontari, gruppi, ONG locali e internazionali. In questo palcoscenico ci auguriamo che l’Europa giochi un ruolo sempre più determinante e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo continui a svolgere la sua azione di supporto a nome dell’Italia in tutto il mondo.”



>     L’organizzazione di sessioni di volontariato cartografico online apre, in una società dai ritmi sempre più frenetici, e soprattutto in questi tempi di pandemia, nuove possibilità per trasformare buona volontà e altruismo in aiuto concreto. Qual è stata finora la risposta del pubblico (sia online che in presenza)? Come pensate di far crescere ed ampliare l’esperienza Map For Future?

“La nostra esperienza in presenza ha visto momenti di volontariato in cui la socialità e l’incontro erano parte fondamentale. I volontari che incontriamo non sono solo un prezioso contributo alle nostre attività di mappatura, ma sono donne e uomini da conoscere, con cui parlare e scambiare informazioni e a volte persone di cui diventare amici, come è successo con alcuni di loro.
Eravamo titubanti sulla riuscita delle attività online che la pandemia ci ha obbligato a organizzare.

Non ci spaventavano tanto le problematiche tecniche (che ci sono state e che abbiamo risolto), ma la perdità di quello stare insieme gomito a gomito sempre ricco di umanità. Erano paure assolutamente infondate. Infatti, la risposta dei volontari è stata la stessa, se non addirittura maggiore.

A tre mesi di esperienza di Mapathon online il nostro bilancio è sicuramente positivo. L’incontro con nuovi volontari è una costante, conoscendone altri che non avrebbero potuto partecipare agli incontri dal vivo. Ovviamente non vediamo l’ora di tornare ad incontrarci senza schermi, ma non lasceremo la modalità online visto il grande seguito.


Il futuro di Map For Future è sempre attivo e ricco di idee. Il Geoportale di Hargeisa è uno dei nostri obiettivi a breve termine. All’interno di questa iniziativa abbiamo lanciato una raccolta fondi per il periodo natalizio. Fondi con i quali acquisteremo immagini satellitari ad altissima risoluzione della città di Wajaale. Tali immagini sono essenziali per gli scopi di mappatura, analisi, progettazione e formazione dei tecnici locali. In cambio regaliamo ai donatori la possibilità di  partecipare ai nostri seminari formativi sulle tecnologie GIS.

Stiamo attivando altre collaborazioni con ONG in Nord Africa e in Asia, ma anche in Italia, non vediamo l’ora di sostenere con le nostre competenze geografiche meravigliosi progetti di sviluppo sostenibile e pianificazione partecipata.”.


Un grande vecchio, preconizzando la strada verso un futuro luminoso, disse che in quella fase la società avrebbe potuto finalmente scrivere orgogliosamente sulle proprie bandiere “ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni”. Purtroppo la società nella sua interezza si muove su strade lontane e spesso opposte a questa asserzione, che al contrario vive nello spirito di quell’esercizio di solidarietà che è il volontariato.

Grazie al progresso tecnologico anche il volontariato può percorrere sempre più strade, estendendo il proprio campo di azione.

E la solidarietà può passare anche per la tratta Terra-Satellite-Terra.

Note

Note
1 https://mapforfuture.world/
2 https://www.unaquantum.com/
3 https://polimappers.github.io/
4 https://www.romaltruista.it/
5 https://unric.org/it/agenda-2030/

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