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Incel e derivati marci, la piaga della misoginia mutata in terrorismo

I recenti fatti di cronaca riguardanti l’omicidio di Elisa Pomarelli da parte del reo-confesso  Massimo Sebastiani, che come movente avrebbe avuto una infatuazione non corrisposta da parte  della ragazza, è di ispirazione per tornare a trattare il tema degli incel, i celibi involontari.  

Ovviamente soffrire per l’incapacità di avere rapporti sentimentali o sessuali con una persona non porta automaticamente a diventare degli assassini, vale però la pena ricordare che non si tratta certo  del primo caso al Mondo in cui un fatto di cronaca nera si spiega con moventi simili.  

Sentiamo spesso nominare questo termine negli ultimi tempi in seguito a moltissimi episodi di  violenza sulle donne: Incel. 

Ma chi sono? Di cosa si tratta? 

Citando testualmente Wikipedia “Il termine inglese incel è un neologismo della cultura di Internet, originato dall’unione dei due vocaboli inglesi involuntary e celibate. Questo termine è traducibile in italiano come «celibe involontario»; una persona che si autodefinisce incel non riesce a trovare un partner sentimentale e/o sessuale, nonostante ne desideri uno, in quanto ritiene d’essere rifiutata perché non attraente.” 

Gli Incel si considerano discriminati e respinti dalle ragazze. Gli autori seguono un processo di radicalizzazione simile a quello dei jihadisti, usano Internet per la propaganda, collocano il loro  gesto in un piano globale sia pure portato avanti individualmente. In pratica persone sconfitte dalla loro vita che sfogano tutto il loro odio verso le donne “responsabili delle loro sofferenze ed  ingiustizie” e pronti a macchiarsi la fedina penale pur di soddisfare il loro ego machista. 

Il movimento nasce in Nord America a metà anni 90 – Canada, USA. Da qui eventi sfociati in violenza oppure dove l’omicida ha usato i suoi problemi per giustificare aggressioni. A tal proposito purtroppo a causa di questa piaga gli Incel che sono proprio un vero e proprio movimento terroristico si sono resi protagonisti di più stragi e attacchi terroristici ancora oggi tristemente ricordati per l’atrocità solo per aver pensato solamente ad attuarli: 

Il 6 dicembre 1989 avvenne il massacro nel politecnico di Montréal. Lo studente Marc Lépine sparò a 28 persone, uccidendo 14 donne, e poi si suicidò. Il crimine venne perpetrato in meno di venti  minuti con una carabina semi automatica ottenuta legalmente. 

Dalla nota suicida di Marc Lépin, pubblicata pochi giorni dopo il massacro su La Gazette: “Dato che, scienza a parte, sono un retrogrado per natura, le femministe hanno sempre avuto un talento  speciale nel farmi infuriare. Pretendono di mantenere i vantaggi che derivano dall’essere donne (come assicurazioni più economiche, o il diritto a una lunga maternità preceduta da una lunga  aspettativa) mentre cercano di arraffare anche quelli degli uomini. Per esempio, è auto-evidente che se si eliminasse la distinzione maschile/femminile alle Olimpiadi, non ci sarebbero più donne, salvo che negli eventi decorativi. Perciò le femministe si guardano bene dal cercare di rimuovere quella barriera. Sono talmente opportuniste che non vogliono nemmeno trarre vantaggio dalla conoscenza accumulate dagli uomini attraverso i secoli. E cercano sempre di rappresentarli negativamente, ogni volta che ne hanno l’opportunità. Anche se i media mi attribuiranno la qualifica di ‘Folle Omicida’,  io mi considero una persona razionale ed erudita, che solo la Morte [Grim Reaper] ha costretto a  intraprendere atti estremi.” 

L’evento fu definito il primo femminicidio di massa antifemminista. 

L’assalto di Elliot Rodger, nel 2014 a Isla Vista, ha accelerato una spinta estremista limitata ad un  numero ristretto di individui. Al tempo stesso è possibile che vi siano «attori» che adottano la sigla  «incel» come schermo per scelte puramente personali. Le conseguenze, però, sono generali come le parole di Minassian spiegano con chiarezza. Infatti negli Usa è iniziata un’osservazione piuttosto  attenta del fenomeno. 

Il 23 aprile 2018, Alek Minassian lancia il suo furgone sulla folla a Toronto, Canada. Dieci i morti, tutte donne. Dopo l’arresto dice agli agenti: «Missione compiuta». E rivendica la strage in nome degli «Incel», «celibi involontari», un movimento misogino protagonista di altri attacchi. Dettagli emersi solo dopo la diffusione del video dell’interrogatorio. 

Il giovane descrive la sua difficoltà nell’avere rapporti con le ragazze, si sente respinto. Cresce la  rabbia, l’odio cieco. Grazie a una persona – non identificata – scopre un forum sul web dove ci sono altre persone come lui, uomini che spesso si definiscono «celibi involontari».

Qui entra in contatto – è la sua versione – con altri due futuri killer di massa. Il primo è Elliot Rodger (ecco che ritorna). Il  ventenne ha lasciato un video e un manifesto diventati fonte di ispirazione per altri assassini. Il secondo è Chris Harper-Mercer, responsabile dell’assassinio di 9 persone in Oregon, nel 2015. Minassian affermò di essersi coordinato con loro per un’operazione multipla. 

22 luglio 2018: Faisal Hussain, un uomo di 29 anni, uccise 2 persone e ne ferì altre 13 in una sparatoria a Toronto per poi suicidarsi. I parenti di Hussain hanno riferito di aver avuto una  discussione con lui poche ore prima della strage e gli avevano detto di trovarsi una moglie. Tale conversazione, secondo i suoi parenti, sconvolse Hussain. Successivamente la polizia dichiarò che  Hussain fece delle ricerche su Alek Minassian e che nel suo cellulare è stata trovata una copia del  manifesto di Elliot Rodger. 

2 novembre 2018: Scott Beierle, un uomo statunitense di 40 anni, uccise 2 persone e ne ferì altre 4  in una sparatoria in uno studio yoga di Tallahassee in Florida per poi suicidarsi. In precedenza,  aveva pubblicato diversi video online in cui si definiva incel e in cui esprimeva la sua rabbia per  non avere una donna e per i suoi rifiuti che sosteneva di ricevere da loro. 

24 febbraio 2020: Un ragazzo di 17 anni colpisce mortalmente con un machete una donna e ferisce  altre 2 persone in un centro massaggi a Toronto per poi essere arrestato. L’identità del ragazzo non  viene rivelata in quanto minorenne e la polizia classificherà il caso come terrorismo correlato al  movimento incel. 

27 marzo 2020: Anwar Said Driouich, un ragazzo di 22 anni, è stato arrestato per aver acquistato  online del materiale esplosivo e aver pianificato di fare un attentato nel Regno Unito per vendicarsi  di essere vergine e di non aver mai avuto una ragazza. In seguito la polizia scoprì dalla cronologia  del suo computer che era un frequentatore di un noto forum di incel. 

20 maggio 2020: Armando Hernandez Jr, un ragazzo di 20 anni, ferisce 3 persone in una sparatoria  a Glendale in Arizona per poi essere arrestato. Nei giorni seguenti dirà agli agenti di essere un incel  che ha agito per vendetta per essere rifiutato dalle donne, di essere stato ispirato da Elliot Rodger e  che il suo obiettivo erano le coppie di fidanzati. 

2 giugno 2020: Cole Carini, un ragazzo di 23 anni della Virginia, è stato arrestato dopo aver  affermato che la perdita delle sue mani era stata causata da un incidente con un tosaerba. La polizia  ha dichiarato che Carini si era invece ferito mentre cercava di costruire una bomba e che nel suo  appartamento è stata trovata una lettera in cui dichiarava di voler colpire le cheerleaders e faceva un riferimento a Elliot Rodger. 

Se ci fate ben caso c’è una certa e consolidata solidarietà maschile ad ispirarsi reciprocamente, come un’organizzazione terrorista basata sull’odio midsogino. 

Solo una parte degli incel crede e divulga le tesi della «redpill». Il termine deriva da una scena del primo film della trilogia cinematografica Matrix, dove il personaggio di Morpheus fa scegliere al  protagonista Neo tra una pillola rossa e una blu. La prima è quella che rivelerà il «Mondo reale».  

Un Mondo che secondo i «redpillati» si baserebbe sulle regole della teoria «Lms» (look money and  status), dove le donne eserciterebbero il vero potere, negando a una minoranza di “inadatti” (gli incel) quello che viene ritenuto il “diritto ad avere rapporti sessuali”.  

La psicologa e psicoterapeuta Maria Teresa Nuzzolese – con un master in aspetti medico-sociali  della sessualità – spiega a Open perché le tesi «redpill» sono infondate. 

Gli “incel”, dicevamo, si riuniscono in rete, frequentano forum gruppi specifici su Reddit e sui  principali social dove, sostanzialmente, si autocommiserano scambiandosi le rispettive storie e  discutendo della propria condizione. Alcuni sono ostacolati nella ricerca di una ragazza da handicap fisici o mentali, altri hanno semplicemente avuto sfortuna, altri ancora sono tremendamente  introversi e ansiosi ma la maggior parte appaiono semplicemente autoassolutori.

Non è colpa loro se non riescono ad avere relazioni sentimentali ma sono le donne che sono portate a concedere i loro  favori solo ad un certo tipo di uomini, a vari gradi belli, ricchi e famosi. 

LMS. Questa breve sigla racchiude in sé i tre fattori principali che molti uomini ritengono siano  necessari per attrarre le donne. Chi aderisce a questa teoria sostiene che sia inutile pensare di poter  conquistare una donna se non si è in possesso di alcuni requisiti, a loro dire, fondamentali. Si tratta di un’ideologia secondo la quale nell’ambito della capacità di seduzione non esistono cose come  meritocrazia ed equità.

Le qualità e i valori che generalmente in società vengono ritenuti positivi  (bontà, onestà, intelligenza, educazione, gentilezza et similia) sono irrilevanti nel determinare il successo personale con le donne perché queste ultime non si mostrano disponibili in maniera equa fra gli uomini bensì in modo altamente sproporzionato, con una fetta ristretta di uomini che ottiene i favori della maggior parte delle donne e una maggioranza che invece resta a bocca asciutta o quasi. 

LMS è una sottoteoria del RedPill, sta per Look, Money, Status. Vediamo nel dettaglio il significato  intrinseco di queste tre parole per i seguaci di questa pseudo-ideologia che ha potuto prendere piede  grazie alla rete: 

Aspetto: Le donne in un uomo per prima cosa cercano la bellezza per migliorare il proprio pool  genetico. La bellezza è primariamente quella del viso, che convoglia il 90% del fascino personale.  L’ideale di bellezza contemporaneo è quello dell’arte classica, espressione di quei gloriosi popoli  greco-italici che tanta lucentezza portarono all’umanità. 

Denaro: Dal punto di vista evolutivo un uomo ricco possiede maggiori possibilità di sopravvivenza  e ciò risulta attraente agli occhi delle donne, soprattutto in una società come quella moderna e  occidentale improntata su un forte materialismo e consumismo. 

Status: ovvero la posizione sociale, il prestigio o la reputazione. L’uomo è un animale sociale e di  conseguenza è altamente condizionato dall’opinione degli altri. In psicologia tale arma di  persuasione si chiama principio di riprova sociale. 

Insomma, il trionfo del sessismo, in cui la donna viene vista come una mera cacciatrice di vantaggi, siano economici, siano di posizione sociale o, semplicemente, di accaparrarsi il miglior campione  genetico possibile per la riproduzione. 

Gli incel non sono necessariamente portatori di tesi pseudoscientifiche sulla sessualità e sui rapporti sociali, generalmente si definiscono tali tutti quelli che si riconoscono celibi involontari e non  hanno rapporti sessuali da almeno sei mesi. Si tratta però di una definizione standard per categorizzare una condizione ben più complessa.  

Gli attivisti che si riuniscono sotto il nome di questo movimento, invece di rendersi davvero utili e cercare soluzioni agli effettivi problemi che gli uomini e le donne devono ancora affrontare,  preferiscono concentrare le loro energie nell’esternare quello che le donne veramente vogliono e,  per non farci mancare niente, anche come dovrebbero comportarsi.

Il punto saliente delle loro  convinzioni, come scrisse Rebecca Reid nel novembre 2015 per il Telegraph, è che “il Femminismo ci avrebbe fatto il lavaggio del cervello, impedendoci di confessare a pieni polmoni che quello che  davvero desideriamo è la sottomissione, nonché i tradizionali ruoli di genere”. 

«Si può essere celibi involontari ma non redpill e viceversa – precisa Nuzzolese – L’incel secondo alcuni studi è la condizione di chi non ha legami sentimentali da più di sei mesi e si percepisce  come tale, tanto che in altri studi sono stati identificati come incel anche persone sposate, ma che non hanno rapporti da lungo tempo.  

Il redpill è colui che avrebbe “ricevuto una rivelazione”: ha preso la “pillola rossa”. Avrebbe capito  come funzionano i rapporti tra le persone. Secondo la redpill questi, soprattutto a livello di  attrazione, si baserebbero sui valori della teoria Lms. Potrebbero esserci persone con una attività sessuale regolare, ma che aderiscono a questa idea di funzionamento dei rapporti». 

E infine (last but non least) arriviamo agli MRA (Men’s Right Activist) ovvero i maschilisti militanti dei “diritti maschili” da cui arriva il mascolinismo. 

All’inizio degli anni Novanta, la femminista e filosofa Michèle Le Doeuff ha offerto la prima  definizione di questo termine. Ella chiarisce di aver coniato il termine «mascolinismo» per  «designare questo particolarismo, che non solo attribuisce importanza soltanto alla storia e alla vita sociale degli uomini, ma rafforza questo limite con un’affermazione (sono solo gli uomini e il loro  punto di vista a contare». 

Contano solo gli uomini e il loro punto di vista. E’ qui descritto in modo perfetto l’approccio  mascolinista. Per andare oltre, si può dire che il mascolinismo è una delle espressioni della  misoginia e dell’antifemminismo. E questa diffusa ideologia ha generato un movimento sociale; un movimento organizzato di uomini, talvolta violenti, ostili all’emancipazione delle donne e  desiderosi di conservare i propri privilegi e la propria posizione di potere nella società.

Il significato del termine mascolinismo, inteso come una forma di antifemminismo, ha finito per imporsi. Oggi è utilizzato soprattutto in rapporto a discorsi che mirano a difendere gli interessi degli uomini e a presentarli come le vittime del femminismo, che «si sarebbe spinto troppo in là», e delle donne in generale (madri castranti, mogli abusanti…). Ispirandoci a Martin Dufresne, membro di un collettivo maschile antisessista del Québec, noi pensiamo che sia possibile oggi riunire sotto la dizione di mascolinismo «tutte le rivendicazioni formulate dagli uomini in quanto tali». 

Insomma questo editoriale serve soprattutto per mettere in evidenza, informare bene e in guardia  contro queste piaghe sociali che hanno un unico comune denominatore: la misoginia. L’odio verso  le donne.

Antro della Femminista è un progetto nato il 10 marzo 2015 e si basa su 3 parole fondamentali: informazione, attivismo, resistenza. Si occupa di diritti umani, perlopiù sui diritti delle donne, ma anche di antifascismo, antirazzismo e tematiche LGBT+. Non accetta separatismi e divisioni, specialmente in tempi come questi fatti di odio fascista bisogna rimanere tutt* unit* per il bene dei diritti di tutte le classi discriminate. Femminista intersezionale, contro lo sfruttamento e l'oggettificazione della donna, abolizionista in tutte le sue forme derivanti dal patriarcato e dal capitalismo, pro-choice per l'aborto.

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