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Un altro fratello ucciso.

Prima parte del racconto: NON C’É COLPA NELLA MISERIA

Un altro fratello ucciso. Racconto disegnato sulla lettera scritta dai braccianti della tendopoli di San Ferdinando che ha infetto lo sciopero del 21 dicembre 2020 in memoria di Gora Gassama travolto ed ucciso da un auto pirata mentre tornava dal lavoro.

Un altro fratello ucciso, un’altra morte che si poteva evitare. Per questo, per tutta la giornata di oggi noi lavoratori della terra saremo in sciopero. Non troverete nessuno di noi nei campi, nei magazzini e nelle serre.

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Another brother has been killed, another death that could have been avoided. For this reason, we workers of the earth will be on strike all day today. You won’t find any of us in the fields, warehouses or greenhouses.

Siamo stanchi di essere sfruttati e ammazzati dagli stessi che di giorno ci obbligano a lavorare senza contratti né garanzie nei campi…

ENG
We are tired of being exploited and killed by the same people who force us to work in the fields during the day with no contracts and no guarantees…

Siamo stanchi di vivere come animali e la sera ci tirano giù come birilli, perché la vita di un africano non conta.

ENG
We are tired of living like animals and dying like cattle because no one cares about African lives

Non siamo braccia, siamo uomini. Da decenni ormai veniamo qui per lavorare e senza le nostre braccia non ci sarebbero frutta e verdura né sugli scaffali, né sulle tavole ma questo non importa. Nonostante le promesse che arrivano ad ogni stagione, per noi non ci sono mai stati e continuano a non esserci alloggi decenti, contratti regolari, certezza e celerità nel rinnovo dei documenti, con lungaggini che ci costringono a rimanere qui per mesi.


ENG
We are not arms, we are men. For decades now we have been coming here to work and without our arms there would be no fruits and vegetables on the shelves or on the tables, but that doesn’t matter. Despite the promises that are made every year, for us there have never been decent accommodation, lawful contracts, certainty and readiness in the renewal of documents, with delays that force us to stay here for months.

Noi possiamo andare a lavorare ovunque, ma chi raccoglierà le vostre arance? Chi pianterà i vostri ortaggi? Oggi nessuno di noi andrà al lavoro. Neanche un frutto verrà raccolto. Vogliamo mostrare a chi tanto ci disprezza, a chi ci considera solo degli schiavi cosa sarebbe la Piana senza i lavoratori africani. Non vogliamo privilegi, non vogliamo aiuti, non vogliamo elemosine. Pretendiamo diritti e dignità, diciamo basta ai morti sul lavoro, basta agli “incidenti” che a noi costano ferite se non la vita, basta sfruttamento. Vogliamo casa, diritti, documenti e lavoro regolare, vogliamo vivere una vita dignitosa come ogni essere umano meriterebbe. Schiavi mai!

ENG
We can go and work anywhere else, but who will pick your oranges? Who will plant your vegetables? None of us are going to work today. Not a single fruit will be harvested. We want to show to those who despise us so much, to those who consider us only slaves, what “la Piana” would be without African workers. We don’t want privileges, we don’t want aid, we don’t want charity. We demand rights and dignity, let’s stop the deaths at work, stop the “accidents” that cost us wounds, if not life, let’s stop the exploitation. We want a house, rights, documents and a regular work, we want to live a dignified life as every human being deserves. We will never be slaves!

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