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Mano su cactus

Inside Porn (parte 1)

Il seguente articolo è stato scritto da A., produttore, talent scout nonché performer di video per adulti. Al momento in cui questo articolo viene scritto le sue produzioni sono tra le prime 1000 per notorietà a livello mondiale. La sua identità per esteso non viene dichiarata per ragioni evidenziate all’interno dello stesso articolo. E’ tuttavia disponibile a rispondere a qualsiasi ulteriore curiosità.

Come è strutturata oggi l’industria dei video per adulti (ovvero: i porno)?

A livello professionale, le attività sono logisticamente organizzate in un modo molto differente rispetto a dieci anni fa. La maggior parte delle produzioni si potrebbero definire “autogestite”. Secondo i dati in mio possesso, solo 1400 “case di produzione” su circa 100mila esistenti, hanno una struttura effettivamente aziendale e gerarchica e non sono gestite in modo autonomo tra amici e compagni, con le caratteristiche tipiche dell’autogestione spiegate in seguito. 

In una produzione autogestita, i  performer stessi, non solo sono consenzienti, ma solo loro stessi a stabilire quali e quanti tipi di prodotti realizzare, per poi trarne profitto attraverso siti internet di terze parti che si occupano della distribuzione. Ovviamente scelgono anche in quali giorni, con quali partner realizzare i video e il più delle volte si organizzano con un piccolo team che si occupi della realizzazione tecnica, del montaggio, della promozione, e degli aspetti fiscali/legali delle opere audiovisive realizzate.

Credits: PrippidiLuna

Nel panorama di oggi la maggior parte dei performer per adulti girano video con i propri amici e compagni. Non è nemmeno raro trovare performer monogami che girano video unicamente con il proprio coniuge.

Ci sono performer che sono abili con le attrezzature professionali e con le riprese, e il più delle volte non necessitano nemmeno di operatori durante le riprese. Nell’immaginario collettivo la produzione di materiale pornografico è legata all’idea dello sfruttamento della prostituzione. Per quella che è la mia esperienza nel settore posso affermare non ci sia niente di più falso e divergente dalla realtà.

A differenza di quanto ritenuto dall’immaginario collettivo, la maggior parte delle donne che realizzano video non solo decidono di intraprendere questo mestiere di propria iniziativa, ma spesso sono loro “a mandare avanti la baracca”, ideando, progettando e realizzando i contenuti. Oggi non basta più realizzare semplici video che rappresentino l’atto sessuale per avere successo (il web ne è pieno) ma bisogna essere in grado di realizzare contenuti di qualità, che contengano una idea, un concept, un personaggio, una regia che nel loro insieme sappiano colpire le pulsioni sessuali delle persone coinvolgendole anche con l’intelligenza.

Svolgono il loro mestiere come una autentica forma d’arte (lo è) o di artigianato: sviluppano una sceneggiatura, usano l’espressività del proprio corpo e la propria voce come qualsiasi altro attore, curano la regia, le riprese, il montaggio come un qualsiasi altro tipo di film-maker. Questa trasformazione dei procedimenti di realizzazione, complice anche l’evoluzione della tecnologia, sta rendendo il mercato della pornografia un mercato sempre più etico, in cui i performer andrebbero considerati come veri e proprio artisti che operano nel campo dell’intrattenimento.

Quali sono le donne che si avvicinano all’industria del porno?

Tutte quelle che hanno la curiosità, o la passione per questo mestiere, indipendentemente dall’età (purché maggiorenni, ovviamente!), ceto sociale, ed… estetica. Perché sì, non bisogna per forza “essere fighe stratosferiche” (anche se di certo, ad essere onesti, aiuta) per intraprendere con successo questa carriera.

Esiste tuttavia una tipologia di persona che, per mia esperienza, è più frequente che si avvicini all’industria del porno in qualità di attrice, ed è molto diversa dalla tipologia che l’opinione pubblica si aspetta.

Le persone si aspettano che una attrice porno sia la classica superfiga, tutta tette e niente cervello? Bene, per mia esperienza, questo è totalmente falso. Le donne che si avvicinano più spesso all’idea di recitare in film per adulti sono ragazze di età compresa tra i 25 e i 30 circa, con un grado di istruzione alto/altissimo (laurea, master, dottorati ecc), spesso estremamente intelligenti e con competenze professionali di altissimo livello (per esempio: conoscenza perfetta di numerose lingue straniere e/o competenze tecniche/informatiche).

Perché allora scelgono di tentare la carriera nella pornografia? Ritengo che le motivazioni siano molteplici: intanto, essendo persone che ragionano con la propria testa, sono in grado di capire che non c’è niente di male in questa professione, poi, essendo persone dotate e ambiziose spesso desiderano studiare e conseguire titoli di studio sempre più elevati ma al contempo senza potere (o volere!!!) chiedere soldi ai propri genitori: sono intraprendenti ed emancipate.

L’industria del porno, così come le cam erotiche dal vivo, permettono loro di guadagnare soldi ed avere abbastanza tempo per dedicarsi anche a un’altra attività. Devo aggiungere una cosa talmente importante, da doverla scrivere in caps lock: GODONO, ORGASMANO E SI DIVERTONO A REALIZZARE VIDEO. Non ho mai capito perché l’opinione pubblica si immagina che le pornoattrici soffrano, provino dolore o si annoino durante le riprese. Quando una performer non gode e non si diverte nel realizzare video, semplicemente si trova un altro lavoro: non esiste alcun vincolo che le obblighi a girare.

Girare video porno non potrebbe influire negativamente su altre professioni?

Purtroppo sì. Il motivo per cui all’interno di questo articolo non si fanno nomi, e che io e i miei collaboratori abbiamo molta premura di fare un managing ottimale della privacy, proprio per via di questa problematica.

Molte donne che realizzano video temono che svolgere questa professione potrebbe influire negativamente sulla loro credibilità in altri ambiti e visto che, come ho specificato prima, il più delle volte si parla di ragazze ambiziose, preparate e altamente talentuose spesso diventano medici, insegnanti, studiosi, sociologi. Alcune di loro, una volta raggiunta la posizione ambita, smettono di realizzare video, altre, invece, portano avanti le due attività facendole coesistere perché, oltre al lato economico, traggono dalle due professioni delle soddisfazioni personali altrettanto valide ma di differenti tipologie.

E’ necessario che l’opinione pubblica cambi mentalità: non c’è alcun motivo logico, né scientifico per discriminare un professionista perché decide di occupare parte del suo tempo libero in una seconda attività professionale nell’industria dell’intrattenimento per adulti.

Credits: PrippidiLuna

Riguardo agli “scandali” usciti sui giornali inerenti a professoresse di scuola per l’infanzia che hanno anche girato dei video per adulti, posso dire che è pura follia ed idiozia. C’è da preoccuparsi seriamente quando si affidano dei bambini a delle persone frustrate e represse, NON quando si affidano bambini a persone che vivono una sana vita sessuale!

Qual è la opinione sul recente caso Pornhub vs Visa/Mastercard?

Credo che il racconto sulle testate mediatiche sia parziale e che “dietro” ci siano movimenti e operazioni che né l’opinione pubblica, né noi addetti ai lavori, vediamo fino in fondo. Sicuramente, vietare i pagamenti sui siti per adulti, sono un caso eclatante di bigottismo e mentalità chiusa. Sono perfettamente d’accordo che eccetto i professionisti, nessuno possa caricare materiale pornografico in rete, per evitare casi di revenge porn o altre orribili attività illegali.

Questa operazione Pornhub l’ha compiuta (anche se, a mio parere, avrebbe dovuto farla molto tempo fa) e ha eliminato qualsiasi video si ritenga possa essere stato caricato con modalità non trasparenti (qualsiasi video per la quale c’è anche un blando dubbio che non sia perfettamente in regola, è stato rimosso, con la logica del “meglio abbondare che deficere”, eliminando però erroneamente anche decine di migliaia di contenuti professionali che, effettivamente, non avevano niente di fuori norma).

Se alcune case di produzione hanno compiuto attività illegali, se hanno costretto delle donne e magari dei minori a realizzare dei video, bisogna sporgere denuncia, indagare, incarcerare i colpevoli e dare loro pene severissime ed esemplari. Ma è assurdo bloccare tutto il mercato mondiale per colpa di alcuni isolati criminali.

Ed è ancora più assurdo che questo avvenga per iniziativa delle istituzioni finanziarie e non dei governi: che le banche decidano di vietare e bloccare mondialmente l’acquisto di qualsiasi video porno perché alcuni individui hanno realizzato dei video tramite sfruttamento è come se le banche decidessero di vietare e bloccare mondialmente l’acquisto di qualsiasi scarpa perché in alcune fabbriche di certi brand la produzione è avvenuta sfruttando il lavoro minorile.

E’ ovviamente una assurdità, bisogna trovare e punire i colpevoli, non vietare in toto la vendita di un determinato articolo, perché altrimenti sono le persone che hanno sempre lavorato onestamente, e hanno fatto investimenti in termini di tempo, economici (nonché della propria immagine) a rimetterci. Oltretutto, bloccando le transazioni sui canali ufficiali e legali, l’unico risultato ottenibile è una notevole amplificazione del mercato nero: oltre a non risolvere il problema lo si amplifica.

Come mai la stampa parla quasi solo degli scandali, dando grande risalto ai casi in cui qualcuno ha operato nell’illecito e abusivo (e trasmettendo l’idea che questa sia la norma per chi opera nel settore) e raramente dà spazio ai professionisti del campo dell’intrattenimento per adulti, che spesso sono persone appassionate del loro mestiere, e lo svolgono dentro i confini della legalità? L’unica risposta che ritengo possibile è che l’opinione pubblica sia ancorata all’idea bigotta che il sesso non vada mai mercificato, e che produrre video per adulti dovrebbe essere illegale a prescindere.

A.

In caso di domande e curiosità, potete scrivere alla pagina del NonCollettivo Queer su Facebook

Ci siamo formati nel 2018, da un nucleo di amic* attivi nell'ambito politico. Il nostro pensiero di base è che i rapporti interpersonali tra di noi sono tanto importanti quanto le nostre idee politiche, il nostro nome vuole indicare proprio questo. Politicamente ci identifichiamo come transfemminist* intersezional*, lottiamo contro ogni stigma partendo da noi, dalla nostra vita e dalle nostre esperienze. Siamo attiv* in particolare su diritti de* sex worker, bdsm, body positive, sex positive, neuroqueer e tutto ciò che riguarda sessualità, identità ed espressione di genere. Essere QUEER incarna un modo di essere che si ribella al patriarcato, alle sue norme che ci colpiscono tutt*: donne, uomini, non-binary, intersex, omosessuali, bisex, o etero, aromantic* o asessual*, o chi ha scelto di essere libera Siamo trasfemministe intersezionali, perché la libertà non è se non è di tutt* e perché lottiamo per un femminismo che vada oltre l'anatomia e i ruoli di genere imposti.

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