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TRATTATIVA STATO-MAFIA: TERREMOTO NELLA SOCIETA’ CIVILE

                                         

Il 4 Gennaio è andato in onda su Rai3 Report, programma diretto da Sigfrido Ranucci, tra i numeri uno dei giornalisti d’inchiesta della scena italiana. Fedele alla sua nomea, Ranucci trasmette in diretta in prima serata una puntata, un tema, che scuote le più profonde delle fondamenta del nostro paese: la Trattativa Stato-Mafia.

Per chi non sapesse, con questo termine si intende quella possibile collaborazione e appunto trattativa tra vari componenti dello Stato ed esponenti di Cosanostra, la mafia siciliana, durante l’ultimo ventennio del secolo scorso, culminata secondo alcuni negli attentati ai giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone nel 1992, i quali indagando sulla Mafia furono tra i primi a denunciare possibili legami nascosti con le istituzioni e varie forze politiche. Nonostante diverse inchieste, arresti e processi, la questione della trattativa non è mai stata pienamente sanata ,e a riaprire la ferita, con la speranza proprio di riattirare l’attenzione della società civile nel trovare il vero germe dell’infezione, ci pensa proprio Report.

Volendo sintetizzare una tematica che richiederebbe una decisiva mole di lavoro ed attenzione più di quanto ne possa concernere a questo articolo, la puntata ricostruisce le varie tappe della storia giudiziaria e investigativa italiana di quegli anni, legate da quel comune filo rosso che furono quegli omicidi, quelle presunte stragi di stato, aggiungendo anche testimonianze inedite e dichiarazioni di collaboratori di giustizia , che han portato alla fine ad illuminare diversi apparati e nomi, alcuni dei quali molto famosi, come Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi, Primo Ministro dal ’94 al ’95.

La puntata ha creato un’indignazione enorme: i cittadini scandalizzati gridano al lignaggio pubblico dei presunti responsabili, i gruppi e le associazioni organizzano convegni e riunioni per parlare della tematica, politici e avvocati si preparano ad una battaglia legale, minacce contro Ranucci, e contro le quali noi esprimiamo la nostra più vicina solidarietà, vengono riesumate. Magicamente la parola Trattativa aveva di nuovo assunto quell’importanza che per tanto tempo era stata così sopita. Ranucci aveva raggiunto il suo obiettivo.

Ma il fuoco non divampa senza il giusto vento, e quel vento si chiama “Rinascita-Scott”.

Mentre Ranucci si divertiva a punzecchiare eroicamente il drago, il Procuratore Nicola Gratteri in Calabria preparava in sordina – per molti lettori italiani- il più grande maxi processo contro un’organizzazione criminale dai tempi del maxi processo di Palermo proprio contro Cosanostra, ed il più grande contro la ‘Ndrangheta. Il processo “Rinascita-Scott” contro questa organizzazione conta oltre 450 indagati, 58 collaboratori di giustizia e   4 testimoni di giustizia, nella speranza di delineare la nuova forma della mafia calabrese a livello internazionale ed i suoi legami -guarda un pò – con apparati deviati dello Stato .Un processo che punta all’importanza storica ,sia nel descrivere ciò che la ‘Ndrangheta è ormai diventata, cioè un’azienda internazionale che fattura miliardi più di molte nazioni e spesso rimanendo in bilico sulla sottile linea tra legale e illegale con azioni borderline, sia nel rincarare la dose contro le continue infiltrazioni mafiose nelle istituzioni, che ledono il cuore della democrazia e la funzionalità dello Stato.

Tra le varie accuse le indagini si concentrano soprattutto sulle diramazioni delle ‘ndrine, le cosche della ‘Ndrangheta, in tutta Italia, Nord Europa e in altre nazioni nel mondo già solo considerando l’influenza dell’ ‘Ndrangheta nel narcotraffico internazionale, ed i vari contatti con esponenti politici istituzionali che avrebbero favorito la loro ascesa. Insomma, una nuova possibile Trattativa , se vogliamo spingerci un pò più in là, e se vogliamo dar credito a quelle voci che vedono il Procuratore Gratteri come un novello Falcone e Borsellino.

Processo Rinascita – Scott

Questo processo di enorme importanza internazionale riguardante un problema di origine italiana ma diffuso e ben assimilato anche nel resto del mondo, è stato pressoché ignorato dalla maggior parte delle grandi testate italiane, fatta eccezione per La Repubblica ed altre medie testate, probabilmente sia a causa della spinosità dell’argomento sia a causa di quella cappa di omertà che avvolge e soffoca qualsivoglia volontà informativa ogni qualvolta si tratta l’argomento Mafia. Ma all’estero non è stato così.

Probabilmente già attenzionata dal clamore suscitato da Report, la stampa tedesca di Deutsche Welle si è immediatamente fiondata alla ricerca di maggiori informazioni sul processo e su tutto l’ambiente mafioso, intervistando sia lo stesso Procuratore Gratteri che il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, teste nel processo.

Il servizio (del quale di seguito il link https://www.facebook.com/watch/?v=2382434635236640) presenta tali dichiarazioni,tali spaccati,che in meno di 48 ore spuntano articoli sul processo e sulla ‘Ndrangheta in Spagna,Regno Unito, testate arabe,addirittura la testata internazionale asiatica The News Lens scrive in lingua cinese di “Rinascita Scott” e dell’importanza dei collaboratori di giustizia,trattando un tema che credo giustamente non essere di così tanta conoscenza dall’ “altra parte del mondo”.

Sembra quasi che all’estero abbiano trovato una certa curiosità per gli avvenimenti italiani e per le nostre organizzazioni mafiose, forse solo per sfizio e per alimentare la macchina mediatica, o forse perché pian piano anche al di fuori dell’Italia la ‘Ndrangheta sta facendo passi avanti, portando il nostro caro modello made in Italy e di corruzione e di appaltature e di inquinamento della finanza nelle istituzioni europee, sennò mondiali. Che all’estero stiano giustamente iniziando a capire la pericolosità delle nostre mafie, la loro internazionalità e la necessità comune di combatterle?

Come suggerisce il presidente dell’associazione tedesca Mafia Nein Danke, Sandro Mattioli, riferendosi ,durante un convegno di formazione dell’associazione italiana Sostenitori dei Collaboratori e Testimoni di Giustizia , al primo riconoscimento di presenza mafiosa in Germania e all’iniziazione di una politica comune europea sulla confisca dei beni ,sembrerebbe proprio di sì.

E come un boomerang, la notizia torna indietro in Italia: Forum dedica una puntata ad un caso riguardante un collaboratore di giustizia, il Movimento 5 Stelle parla assieme al ex Sottosegretario agli Interni dott.Luigi Gaetti di “Rinascita-Scott”, di collaboratori di giustizia e di Trattativa Stato-Mafia sulla piattaforma Rousseau – di questo convegno telematico (del quale il link in seguito https://www.facebook.com/ecofesta5stelledelgarda/videos/731853307734319) è da riferire l’importanza data ai familiari dei collaboratori ed al loro inserimento sociolavorativo proprio per incentivare la collaborazione, e la necessità di un’approvazione alla denuncia al livello sociale, Ranucci lascia intendere una possibile continuazione del servizio.

Questa rapida diffusione a macchia d’olio in tutto il globo di una tematica così poco sentita in Italia, dovrebbe farci riflettere, sul perché sia vista con così poca importanza nel bel paese, e soprattutto perché per parlare seriamente di una notizia italiana bisogni aspettare che essa arrivi di risonanza dall’estero,ormai edulcorata e diluita. Non dovremmo forse noi prendere l’iniziativa? Non dovremmo forse essere noi i divulgatori della nostra società? Non dovrebbero essere gli Italiani i più attenti all’Italia?

Comments (2)

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    Lucia Mazzagatti

    Nemo ho appena letto e…. Ho sentito fortissimamente dentro me stessa, di sposare ed appoggiare in pieno le sostanzialità ch’emergevano/che TU metteVi in rilievo!!! E Ti rinGrazio infatti ….si, infinitamente, per averMi stimolata/spinta moltissimo ad esprimermi !!! LuciaM

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      Nemo Bonaventura

      Grazie Lucia, un mio obiettivo è anche quello di suscitare delle reazioni ,quindi questo tuo commento non può che rendermi felice .
      Un saluto.

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