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Come farsi una risata senza l’aiuto di Pio e Amedeo

“E fattela una risata” è una frase che ogni femminista si è sentitə rivolgere almeno una volta nella vita. Diciamo che fa curriculum.

È sempre interessante notare come chi suggerisce questo consiglio non si ponga mai il dubbio se ancora possiamo ritenere divertenti battute totalmente prive dell’effetto sorpresa che dovrebbe risiedere nella punchline, dato che non rappresentano delle novità.

Quindi ho pensato di fare così: spiegare alcuni concetti base del femminismo usando le parole di alcune comiche. Purtroppo l’umorismo deriva anche dal linguaggio corporeo e dall’uso della voce, per cui leggere non è la stessa cosa che gustare le loro performance. Se potete, andatele a recuperare.

ALERT:

Nel caso alcune di queste battute dovessero offendervi, ricordate la regola d’oro del cabaret: se sei una minoranza, non conti.

Non è colpa mia, non ho scritto io le regole. Gli uomini lo hanno fatto.”

Hannah Gadsby, Douglas

FEMMINISMO INTERSEZIONALE

In questo periodo molte persone si confrontano con le loro oppressioni e le donne bianche cercano di farne parte. Adoriamo far parte delle cose. Vogliamo solo essere invitate. Forse, fare qualche decorazione. Magari prenderne il controllo completo.

E non sto dicendo che le donne bianche non sono state oppresse: in passato non potevamo votare o avere conti in banca, ma perlopiù avevamo le case più belle, quindi avevamo un’oppressione diversa. Era un’oppressione con l’aria condizionata. Quando abbiamo iniziato a lottare per l’uguaglianza, l’abbiamo fatto male. Dicevamo: “Vogliamo dei lavori” e le donne nere: “Ce li abbiamo! A casa vostra, stiamo lavorando per voi proprio ora! I vostri figli ci chiamano spesso “mamma”!”. E noi: “Sono molto confusa… In più, il bimbo sta piangendo, puoi andare da lui?”.

Michelle Wolf – Joke Show

GENDER PAY GAP

Non vorrei di certo essere un maschio bianco etero. Non in questo periodo storico, perché non è un buon momento per loro. Non vorrei diventare uno di loro neanche se mi pagassero. Anche se la paga sarebbe comunque più alta.”

Hannah Gadsby, Nanette

GENITORIALITÀ CONDIVISA

Nella società c’è un doppio standard di valutazione. Ci vuole davvero poco ad apparire un buon padre. E ci vuole davvero pochissimo ad apparire una pessima madre. La gente si congratula con mio marito perché viene con me dal medico: “Oddio, è incredibile, è davvero presente!”.

Indovina chi altri va a quegli appuntamenti?!? Sono la star dello show! Non ci sarebbe niente da vedere se non ci fossi io! Ma lui è un eroe perché gioca a Candy Crash mentre mi tolgono il sangue. E se io mi faccio due tiri di coca al settimo mese, sono una pessima madre!”

Ali Wong, Baby Cobra

IL SECONDO SESSO

Sono tempi difficili e disorientanti per voi ragazzi e non riuscite a reagire, perché per la prima volta in assoluto siete diventati una sottospecie di umani.

Come? Abbiamo inventato le categorie, ma non erano per noi! Noi siamo neutri!”

Non più. Sono sempre stata giudicata per quello che sono, una lesbica grassona, ma non ho mai fatto una piega. Ma voi ragazzi? Sentite “maschio, bianco, etero” e fate “è sessismo al contrario!”. Invece no. Avete scritto le regole? Leggetele!”.

Hannah Gadsby, Nanette

IPERSESSUALIZZAZIONE

La nostra società si basa sulle insicurezze femminili. Prendete le riviste: “Sei splendida, ma devi perdere 5 chili”. I messaggi sottintendono sempre un giudizio morale: “La sessualità è tua, ma se scopi con più di un uomo sei una puttana”. Persino l’eyeliner ha messaggi sessuali. Si chiama Cattivona, lo vendono con un diavoletto che ti istiga stando sulla spalla che ti dice: “Sììì, vuoi fare sesso in un cassonetto!”.

L’ammiccamento sessuale non mi dà fastidio, ma il messaggio è negativo per la donna e positivo per l’uomo. L’uomo penserà: “È una cattivona, me lo toccherà di sicuro. Eccolo!”. Non esistono prodotti maschili con un messaggio negativo per l’uomo e positivo per la donna. L’uomo che si spruzza la colonia non sente la voce: “La richiamerai in tempi ragionevoli!”.

Iliza Shlesinger, Freezing Hot

MALE GAZE

Se andate a vedere tutte quelle vecchie opere esposte nelle gallerie, sembra che le donne esistano da un po’. Da ancora prima dei vestiti.

La storia dell’arte mi insegna che, tradizionalmente, le donne non avevano tempo per pensare: erano troppo occupate a pisolare nude nella foresta!

L’arte occidentale è fatta di uomini che ritraggono donne come vasi di carne dove piantare i propri gambi.”

Hannah Gadsby, Nanette

Il gruppo del “E fattela una risata!” spesso coincide con quello del “non si può più dire niente!”, come ci hanno dimostrato recentemente Pio e Amedeo, che rivendicano il loro sacrosanto diritto di portarsi a casa la pagnotta facendo il minimo sindacale, ovvero non inventarsi nulla di nuovo e riciclare il già sentito.

Eppure alcune delle più famose stand up comedian sono riuscite a far ridere su cose indicibili.

MESTRUAZIONI

La parte migliore dell’essere incinta è non avere le mestruazioni.

Ho capito quanta vergogna ci abbiano fatto provare per il nostro ciclo. Tutta la vita, come se l’avessimo scelto noi. “Oh, non riesco a togliermi l’abitudine di sanguinare!”. Dovrebbe essere un segreto – appena ti vengono mamma dice: “Sei una donna ora ed è disgustoso!”.

E la cosa più imbarazzante che ti possa succedere da piccola è che qualcuno scopra o veda che hai le mestruazioni. A quell’età per gli uomini niente è più imbarazzante delle erezioni indesiderate, no? Poi crescono e le mostrano a tutti. Forse dovremmo fare come loro.”

Amy Schumer, Growing

ABORTO

L’anno scorso ho avuto un aborto spontaneo. È una cosa comune. Molte ventenni, nel sentirlo, dicono: “Oddio, è così angosciante e terribile!”. Ho 33 anni: quando li avrete anche voi conoscerete un sacco di donne che hanno avuto un aborto spontaneo. È una cosa comune e vorrei che più donne ne parlassero, in modo da non sentirsi uno schifo se succede.

Mia madre viene dal Terzo Mondo e quando gliel’ho detto mi ha risposto: “Be’, sì, da dove vengo io, è come perdere un paio di scarpe.”

Ali Wong, Baby Cobra

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