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I can't Breathe

Quando i neri potranno finalmente respirare?

Ad un anno dalla morte di George Floyd, a 100 anni dalla strage di Tulsa, a 156 anni dal Juneteenth la vita dei neri è ancora in pericolo, ed allora la domanda è d’obbligo: quando sarà concesso a noi neri di poter respirare?

Questi casi sono tutti made in USA, ma la storia ha dimostrato che la prevaricazione nei confronti dei neri esiste a livello globale, noi neri ovunque andiamo non possiamo respirare un sospiro di sollievo, da nessuna parte.

L’anno scorso c’erano tutti i media a seguire le marce di George Floyd, tutti ne parlavano, tutti sui social mettevano il riquadro nero, tutti gridavano Black Lives Matter, eppure ad oggi quanti ancora stanno parlando? Quanti hanno smesso di parlare dopo 1 mese o 2? Quanti hanno capito la differenza tra essere un “non razzista” ed un “antirazzista”? Quanti hanno capito che dire “di colore” o fare blackface sia sbagliato? Quanti hanno veramente capito? Pochi, ed è il motivo per il quale i neri ancora non possono respirare.

Pochi giorni fa si è celebrato il centenario della strage di Tulsa, generata a causa del razzismo di due persone bianche che hanno accusato una persona nera, e tramite i media che generavano fake news ed incitamenti al linciaggio ed all’odio ne è scaturita una delle più disastrose stragi del 20esimo secolo Americano, ad oggi i pochi sopravvissuti ancora in vita chiedono una giustizia che probabilmente non vedranno mai… nessuno dei sopravvissuti alla strage di Tulsa tirerà un sospiro di sollievo.

Centocinquantasei anni fa veniva celebrato il primo Juneteenth, la quale data siglava la celebrazione della fine della schiavitù in Texas e non solo, in tutti gli Stati Uniti, ma la situazione odierna è tale da considerare superate le stragi del passato? I neri sono davvero liberi? No, perchè basta un pettine in mano, un cappuccio messo sù per ricevere una pallottola addosso, basta essere neri per essere vittime di racial profiling e venire seguiti, perseguitati, e molto, troppo, spesso uccisi… i neri non sono ancora liberi, quando lo saranno?

Quando i neri potranno finalmente respirare?

Ad oggi globalmente le voci dei neri non sono ancora ascoltate come dovrebbero ma prima di continuare a parlare di come oltre all’America i neri non siano liberi guardiamo casa nostra.

Che cosa abbiamo visto nelle ultime settimane? Che cosa abbiamo visto negli ultimi mesi nel nostro stivale? Abbiamo assistito al peggio che i nostri media potevano darci, abbiamo assistito a più persone bianche, dire a dei neri su cosa si devono o meno offendersi, abbiamo assistito a persone RIFIUTARSI di scusarsi coi neri, abbiamo assistito persone scusarsi con tutti TRANNE che con i neri, abbiamo assistito persone dire che la nostra pelle, il nostro colore, rappresenta la bruttezza, abbiamo assistito persone ridere di noi, abbiamo assistito persone ripetere suddette parole che sanno ci feriscono, abbiamo assistito suddette persone essere supportate non solo in televisione ma anche sui giornali, abbiamo assistito suddette persone supportate dai rappresentanti della politica del nostro Paese, come se noi neri non ne facessimo parte, abbiamo assistito ai giornali fingere di non vedere le nuove, recente manifestazioni che riguardano il nostro paese per le nostre comunità (e/o parlarne in maniera distorta), abbiamo visto il mondo ricordare George Floyd per il suo anniversario e l’Italia fare spallucce, abbiamo assistito all’Italia intera dire ai neri di stare zitti, e di non rompere le scatole, come se fossimo ospiti di qualcuno e dovessimo avere un modo più consono di comportarsi in casa di altri… beh: noi neri siamo a casa nostra e ci comportiamo come tale.

Abbiamo assistito alla parte di più subdola di questo paese, che ha tentato in vari modi di dire ciò che sapeva di non poter dire: ci hanno provato con il dialetto, ci hanno provato con le canzoni, ci hanno provato con la comicità, ci hanno provato con le citazioni, ci hanno provato in tutti i modi sapendo che sbagliavano in ciò che facevano ma hanno voluto dimostrarci che loro erano liberi di dire e fare ciò che volevano, e che nessuno poteva fermarli.

E’ questa la libertà di respirare che ci concede l’Italia ad un anno della morte di George Floyd? No grazie, noi vogliamo respirare per davvero.

Vogliamo essere in grado di andare in giro per i negozi senza essere seguiti, o pagare senza che nessuno ci spruzzi lo spray addosso.

Vogliamo essere liberi di andare al parco (o di portarci i nostri bambini) senza paura che un bullo gli dica che questo scivolo sia “riservato ai bianchi”.

Vogliamo essere liberi di andare a scuola senza che un compagno di classe ripeta a pappagallo quello che ha visto in tv, o un professore di storia ogni volta che si parli di neri punti il dito su di noi.

Vogliamo essere liberi di andare a scuola e non essere presi come esempi di persone non ancora integrate, o vittime di bullismo, razzismo e xenofobia, come purtroppo accade nella realtà.

Vogliamo essere liberi di essere tutelati, e che le persone così come ci pensano due volte prima di tirare fuori un bestemmione ci pensino due volte prima di dire la parola con la N.

Vogliamo essere liberi di vivere nel nostro paese serenamente, come tutti gli altri.

Detto ciò sappiamo che le cose non cambieranno facilmente, sappiamo anche che nell’arco della nostra vita pochi saranno i cambiamenti radicali che vedremo nei nostri confronti, ma se i nostri antenati non avessero fatto nulla noi saremmo in una posizione ancora peggiore, e questo è il motivo per la quale lottiamo.

A tutte le persone non nere (non solo bianche, altri POC compresi), potete rientrare in due categorie e due soltanto: alleati (anti razzisti) o avversari (non razzisti e razzisti). Volete davvero farci respirare? Fateci parlare, fateci dire cosa pensiamo, cosa sentiamo, perchè è ora che questo spazio ci venga dato.

A tutte le persone nere: non permettete a nessuno di togliervi la possibilità di respirare, se ci affidiamo all’umanità di “alcuni alleati” non ne usciremo più, quindi (con forza e decisione) prendetevi questo diritto di respirare, di parlare, di dire cosa sentite.

Fatelo per le persone che amate, per le persone per le quali dareste la vita, ma soprattutto per voi stessi.

Per quanto riguarda la sottoscritta: quando potremmo noi neri respirare? Adesso, noi dovremmo già poter respirare da adesso, ma non tutti possono, motivo per il quale la mia educazione antirazzista non è ancora finita, e continuerò a farlo finchè avrò vita.

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