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Without Hope Frida Kahlo

Dolore Cronico: Quel dolore invisibile che ti rende invisibile

In Copertina: “Without Hope” Frida Kahlo

Tutti pensano di sapere cosa sia il dolore, è vero chiunque nella vita l’ha provato ma c’è una grossa differenza tra quello acuto (si manifesta all’improvviso in chi sta bene ed è limitato nel tempo: è il sintomo di un danno di fronte a cui il nostro corpo tenta di difendersi) e quello cronico.

Esistono due categorie importanti di dolore cronico: il dolore nocicettivo (determinato dall’attivazione dei recettori del dolore, chiamati nocicettori, viene evocato da una serie di fattori in grado di produrre una lesione ai tessuti. Le cause di questo tipo di dolore sono le infezioni, infiammazioni, traumi meccanici, degenerazioni tissutali, ustioni, allergie) e il dolore neuropatico (lesione o malattia che colpisce il sistema nervoso ed in particolare il sistema somatosensoriale. Esempi sono la sciatica, la neuropatia del pudendo. L’ endometriosi, la vulvodinia,la neuropatia diabetica, la nevralgia posterpetica, la sclerosi multipla ecc ).

Il dolore cronico persiste per almeno sei mesi e pùò diventare esso stesso una malattia: in particolare quando si associa a disfunzioni, anche senza lesioni evidenti, dei nervi periferici e/o del sistema nervoso centrale.

Convivere con questo tipo dolore non è una scelta e per nulla facile perché compromette negativamente la qualità di vita di chi ne soffre, danneggia la sua condizione mentale ed è difficile da trattare. Ha un impatto negativo a livello personale, lavorativo, sociale e familiare. Soffrire di dolore cronico ti altera tutto l’ organismo, non è solo una sgradevole sensazione. Può modificare la percezione della vita, la capacità di utilizzare le proprie risorse rendendo difficile l’affrontare la quotidianità e determinando una riduzione importante della qualità di vita. È una sofferenza persistente, ti domina. È logorante, martellante, intenso, sordo, straziante, pungente. Ti soffoca, ti lascia senza fiato, ti fa piangere, ti fa urlare, non ti fa dormire, non ti fa mangiare. Ti divora da dentro, ti ruba tutte le energie, ti devasta l’ anima. Ti spezza la vita. Non si vede ma è reale!

E’ quel dolore che non passa con niente, ti isola, ti emargina, ti discrimina, ti fa sentire completamente solo perché nessuno ti crede e ti comprende. Purtroppo, viviamo in una società che tende ad umiliare, deridere qualcosa che non si vede. Ebbene sì, questo è quel dolore invisibile che ti rende invisibile. Ti avvolge nella sua oscurità, tutto ciò che provi e che senti viene filtrato dalla sofferenza. Colpisce maggiormente le donne.

“Fa male da impazzire, fa male da morire”: si pensa siano solamente dei modi di dire ma, in realtà, non è così. Non è facile descrivere il dolore che si prova, perchè è qualcosa che non possiamo né toccare né vedere. Non lo si può paragonare a nulla. Non riesci a fare le cose più semplici: lavorare, accudire i figli, pulire casa, fare una passeggiata, organizzare una cena, fare la spesa, uscire con gli amici ecc, non riesci neanche ad accudire la tua persona e ti chiedi come sia possibile che una cosa del genere sia capitata proprio a te. Ti senti imprigionato in un corpo che non riconosci più, non te lo senti più tuo, vorresti tanto cambiarlo ma non è possibile. Lo devi accettare così com’è.

Vi cito alcune fonti di dolore cronico: problemi muscolo-scheletrici, emicranie e cefalee, fibromialgia, artrite, cancro, endometriosi, vuvodinia, cistite interstiziale, neuropatia del pudendo, fibrosi cistica, morbo di chron malattie neurologiche ecc.

Il dolore cronico non ha uno sguardo. Come vi dicevo è invisibile, spietato e non tutti possono comprendere quanto stai male e la tua battaglia contro questo mostro. E se ti vedono sorridere significa che stai fingendo, che vuoi solo attirare l’attenzione. Ma si sbagliano! Essere sorridenti non vuol dire non soffrire ma semplicemente che vuoi essere più forte, che stai combattendo con tutte le tue forze perchè non vuoi dargliela vinta. Vuoi essere tu ad annientarlo e non il contrario. E sei riuscito a fare tutto questo abbracciando il dolore: hai imparato ad accettarlo e a conviverci, ad amarti come sei e sei consapevole che ci saranno giorni buoni ed altri cattivi. Combatti sempre la tua battaglia, non smettere mai di amare la vita.

Quello che voglio dire alle persone estranee a tutto ciò è di cambiare mentalità capendo che non è necessaria una ferita evidente perché il dolore sia autentico, e prima di giudicare la sofferenza di qualcuno, sarebbe opportuno pensare a quale battaglia sta sopravvivendo e contro chi sta combattendo.

È fondamentale che il dolore cronico venga riconosciuto e diagnosticato prima possibile in modo da poter essere trattato precocemente ed evitare cosí il peggioramento di qualità di vita. E’ necessario farsi seguire da un team multidisclipinare in modo da avere un trattamento multifattoriale e non solo farmacologico. Rivolgiti il più presto possibile allo specialista più adatto: in base alla patologia, oltre ai terapisti del dolore, sono necessari anche fisioterapisti, fisiatri, psicologi, neurologi, oncologi, reumatologi ed altri specialisti, in modo da formulare la strategia terapeutica più utile per il tuo caso.

Purtroppo è spesso sottovalutato, ignorato pur essendo molto diffuso.

Nel 2010 in Italia ( è uno dei pochi paesi al mondo ad avere una legge a tutela del dolore cronico) è stata approvata la legge 38/2010 che sancisce il diritto all’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.

<<Tale legge assicura al malato e alla sua famiglia alcuni principi fondamentali:

  • il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona malata;
  • un’adeguata risposta al bisogno di salute;
  • l’equità nell’accesso all’assistenza;
  • la qualità delle cure e la loro appropriatezza alle specifiche esigenze individuali;
  • un sostegno adeguato sanitario e socioassistenziale.

Gli aspetti di maggiore rilevanza e innovazione della legge sono:

  1. La rilevazione del dolore all’interno della cartella clinica
  2. La promozione e l’integrazione di reti nazionali per le cure palliative e per la terapia del dolore
  3. La semplificazione delle procedure di accesso ai medicinali impiegati nella terapia del dolore
  4. La formazione del personale medico e sanitario nello specifico ambito delle terapie antalgiche

-Per individuare i centri che effettuano le cure palliative e la terapia del dolorevisita il sito di FederDolore Coordinamento italiano centri di terapia del dolore: www.salute.gov.it

– Per individuare i centri che effettuano per le cure palliative e ricevere altre importanti informazioni visita il sito dell’osservatorio italiano cure palliative: www.federdolore.it >>

Comments (1)

  • Mara Conte

    GRAZIE per dare voce a NOI INVISIBILI 🙏
    Grazie a Michela Masat , che ci mette SEMPRE la faccia …
    Grazie da ME … che NON mollo;“sempre pronta alla prevenzione … con l’informazione ,Il Più Corretta Posdibile “ … con la mia storia di vita “ .

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