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Mumia Abu-Jamal

Mumia’s Life Matter: Continua la battaglia per la vita di Mumia Abu-Jamal

Il popolo afroamericano ha acceso i riflettori sulla condizione di ingiustizia sociale a cui è sottoposto negli USA da parte delle forze dell’ordine.

Abbiamo visto uomini immobilizzati a terra con violenza fino a smettere di respirare e altri uccisi da colpi sparati a bruciapelo senza alcuna reale necessità, in quelli che più che arresti sembrano vere e proprie esecuzioni.

Le immagini amatoriali hanno costretto l’opinione pubblica a osservare quello che da sempre avviene, lontano dai loro sguardi, nelle strade d’America, e a prendere posizione.

Ma ci sono situazioni in cui l’ingiustizia razziale e politica agisce ancora nel buio.

Mumia Abu-Jamal è un giornalista e attivista politico detenuto da 40 anni, nel carcere di Mahanoy in Pennsylvania, per la morte dell’ufficiale di polizia Daniel Faulkner avvenuta a Philadelfia nel 1981. A febbraio il coordinamento che lo sostiene, l’International Concerned Family and Friends of Mumia Abu-Jamal, ha fermamente richiesto cure adeguate alla sua grave situazione sanitaria. Oltre a una patologia cardiaca cronica, soffre di cirrosi epatica causata da epatite C, ipertensione e una grave condizione debilitante della pelle. Inoltre, alla fine di febbraio gli è stato diagnosticato il COVID-19. Il 19 aprile è stato operato al cuore con intervento di bypass coronarico.

L’ospedalizzazione però è stata in condizioni disumane: incatenato al letto nonostante le ferite alla pelle e le conseguenti piaghe e gli sono state vietate le visite e l’accesso ai canali internet.

Un gruppo di esperti dell’Alta Commissione per i diritti civili delle Nazioni Unite scrive in un documento ufficiale:

“Siamo preoccupati che le condizioni del signor Abu-Jamal possano essere collegate ad anni di abbandono medico da parte del Dipartimento di correzioni dello stato della Pennsylvania.

Questa situazione potrebbe anche essere il risultato della discriminazione razziale contro le persone di origine africana da parte delle autorità carcerarie e statali.

Chiediamo alle autorità di prendere tutte le misure urgenti per proteggere l’integrità fisica, la vita e la dignità del signor Abu-Jamal, in linea con gli obblighi internazionali in materia di diritti umani”

Richard Coit, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

Il Dr. Alvarez, suo medico curante, ricorda che ci sono sufficienti prove giuridiche e mediche, ben documentate in tribunale, che testimoniano che Mumia ha sofferto danni gravi perché medici, legali, poliziotti e giudici, negli anni di detenzione, non hanno osservato le norme appropriate.

‘La cirrosi epatica e la maggiore probabilità di cancro al fegato sono il risultato della sua epatite C che non è stata trattata per quasi due anni fino a quando gli avvocati hanno ottenuto un’ingiunzione preliminare che ha costretto il Dipartimento di correzione della Pennsylvania a soddisfare le linee guida di trattamento nazionali di base e dargli la cura antivirale anti-Hep C ad azione rapida. Inoltre, Mumia è stato trattato con steroidi topici per la sua condizione della pelle, che ha causato una reazione diabetica. Il personale medico della prigione ha trascurato di monitorare i livelli di glucosio che hanno provocato chetoacidosi, richiedendo che Mumia fosse portato d’urgenza in terapia intensiva’

Perchè tanto accanimento su un uomo di 68 anni che ha passato più di metà della sua vita in carcere?

Per capirlo partiamo dall’inizio di uno dei più controversi casi giudiziari della storia contemporanea statunitense.

Mumia inizia da giovane la sua militanza politica nelle strade di Philadelfia, una città piena di tensioni fra le autorità prevalentemente bianche e la comunità afro e altre minoranze etniche.

Aderisce al progetto dei Black Panther locali e nel 1969 diventa Presidente della Black Journalist Association e lavora in una radio come giornalista, guadagnandosi il soprannome ‘la voce dei senzavoce’.

Nelle sue trasmissioni denuncia i numerosi casi di brutalità della polizia e l’uso sproporzionato della forza con conseguenze letali e, soprattutto, la corruzione di agenti delle forze dell’ordine e di dirigenti politici locali.

Nel 1978 prende le difese della comunità Move, denunciando l’accanimento repressivo nei suoi confronti.

Il 13 maggio 1985, il quartiere generale di Move nella Osage Avenue a Philadelphia, dove vivono e lavorano gli esponenti del movimento, viene raso al suolo con bombardamenti da elicotteri in una operazione di polizia mai vista prima sul suolo statunitense. Nell’attacco vengono uccise undici persone, tra i quali cinque bambini.

Mumia segue il processo al fondatore, John Africa, che viene infine prosciolto.

Il suo appassionato sostegno gli costa il licenziamento dall’emittente e l’esasperazione della polizia e dei politici locali nei suoi confronti.

Durante il suo turno di lavoro come taxista notturno, all’alba del 9 dicembre 1981 nel quartiere sud della città, dove aveva appena portato un cliente, si ritrova sulla scena di una colluttazione in cui è coinvolto suo fratello. Nella sparatoria che ne segue perde la vita un poliziotto mentre lui resta gravemente ferito.

Viene arrestato e accusato dell’omicidio e nel luglio 1982 condannato alla pena di morte.

Mumia si è sempre dichiarato innocente.

I’m going to help them fry that nigger.”

il Giudice Albert Sabo uscendo dalla prima seduta del processo

La difesa ha sempre affermato che il processo è stato seriamente compromesso da una serie di vizi procedurali e irregolarità. Sono state rilevate diverse contraddizioni nelle prove a suo carico e i testimoni si sono spesso contraddetti.

Il pubblico ministero di questo caso, Joseph McGill, puntò alla pericolosità dell’atteggiamento antistituzionale dell’accusato. Gli fece ammettere durante una seduta di essere favorevole allo slogan ‘Power to the People’. Otto anni dopo venne appurato che in un caso lo stesso Mc Gill aveva fabbricato false evidenze, facendo stare in carcere per 12 anni un innocente.

Negli anni, sono state presentate diverse richieste di revisione della sentenza da parte dei suoi sostenitori, a cui si sono uniti Amnesty International, la Commissione per i diritti umani dell’Onu, il presidente Nelson Mandela e anche il Parlamento Europeo.

Nel 2011 la pena capitale è stata commutata in ergastolo grazie alla strenua mobilitazione internazionale a cui hanno aderito numerose personalità come la scrittrice premio Nobel Toni Morrison, Noam Chomsky e la band Rage Against the Machine.

The state would rather give me an Uzi than a microphone.” Mumia Abu-Jamal

All’interno del carcere Mumia ha proseguito la sua attività di controinformazione sociale e politica, usando ogni mezzo a disposizione. In un’intervista dice “confesso, sono un nerd” a proposito dei podcast che registra dal suo cellulare, diffusi poi in tutto il mondo.

I suoi libri sono un’analisi lucida del sistema carcerario americano e pongono l’accento sulla disumanità della pena di morte.

Nel 2004 è uscita l’autobiografia ‘Vogliamo la libertà’ in cui ripercorre la storia della sua appartenenza alle Black Panther.

Attraverso articoli e registrazioni riesce a raggiungere anche gli studenti universitari a cui sono dirette le stimolanti analisi libertarie su economia politica e società attuale.

“I spend my days preparing for life, not preparing for death,” Mumia Abu-Jamal

Il 24 aprile Mumia ha compiuto 68 anni, purtroppo in condizioni di estrema precarietà fisica.

Nel mondo la rete di solidarietà sta organizzando campagne di pressione perché venga rilasciato.

Sua moglie Wadiya Jamal e Pam Africa, fondatrice di Move insieme agli altri sostenitori sono in continua mobilitazione e chiedono la massima partecipazione.

Come dicono gli studenti della Jubilee School di Philadelfia, in una lettera pubblica al giornale della città: ‘Mumia ha sempre combattuto per la giustizia e la libertà, ora è arrivato il nostro momento di combattere per la sua vita’.

https://mobilization4mumia.com/

https://bringmumiahome.com/

Qui e là

nei barrios e nelle favelas

tra quelli che hanno meno

battono cuori di speranza

volano scintille di vittoria

Mumia Abu-Jamal

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