TOP
DDLZAN

#DDLZan: LE DISCRIMINAZIONI NEI CONFRONTI DELLE PERSONE LGBTI – I DATI DI UN’INDAGINE EUROPEA

Nel dibattito di questi giorni sono emerse richieste per “stralciare” la categoria dell’identità di genere dal disegno di legge Zan.
Ritornando sui risultati di dell’indagine europea, è utile concentrare l’attenzione sui dati aggregati per categoria e notare che, tra le persone che dichiarano di essere state vittime di discriminazioni e violenze per il loro orientamento sessuale, la loro identità di genere o la loro espressione di genere, le persone trans e intersex sono quelle con la percentuale più alta.


I RISULTATI DELLA LGBTI SURVEY II


Nel 2020, l’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali (FRA) ha pubblicato i risultati della LGBTI Survey II condotta nel 2019 su un campione di circa 140 000 persone LGBTI in 28 paesi.
In un articolo del quotidiano “La Repubblica” del 9 giugno 2020, Sara Ficocelli descriveva così la situazione italiana:

<<I dati relativi al contesto italiano non sono più rassicuranti: basti pensare che il 62% dei partecipanti ha raccontato di evitare di mostrare in pubblico la propria affettività e il 30% di evitare spesso o sempre di frequentare alcuni luoghi specifici per paura di subire aggressioni. Solo il 39% del campione italiano esprime liberamente la propria identità LGBT, a fronte di una media europea del 47%. (…) In ambito scolastico, il 28% delle persone LGBT italiane tra i 15 e i 17 anni ha raccontato di aver fatto coming out a scuola. Il 52% ha trovato qualcuno a scuola – tra insegnanti e gruppo dei pari – che ha fornito sempre o spesso supporto e tutela. Solo il 33%, infine, ha dichiarato che le questioni LGBT vengono affrontate in classe in modo positivo o quantomeno equilibrato.Uno dei dati più indicativi è che il campione italiano che ha partecipato all’indagine di FRA ha dichiarato di percepire un generale peggioramento delle condizioni di vita della comunità LGBT in Italia, raccontando di un aumento del pregiudizio e dell’intolleranza (41% dei partecipanti) e una scarsa fiducia nel reale impegno delle istituzioni pubbliche (8% contro una media europea del 33%)>>.

Fonte: https://www.repubblica.it/…/lgbt_e_discriminazione_a…/

IN ITALIA 1 PERSONA SU 3 DICHIARA DI ESSERE DISCRIMINATA

Tra le persone LGBTI che hanno partecipato all’indagine il 37% dichiara di essersi sentito discriminato in diverse situazioni (in particolar modo nei luoghi pubblici, il 22%). Se prendiamo i dati per gruppo, vediamo che il 39% delle lesbiche e il 32% dei gay si è sentito discriminato, mentre tra le persone trans il 55% dichiara di aver subito una discriminazione. La categoria che più dichiara di aver subito una discriminazione è quella delle persone intersex con il 59%.

Se facciamo un focus sull’Italia, vediamo che il 32%, ovvero 1 su 3, delle persone LGBTI che hanno risposto all’indagine (in totale hanno risposto 9781 persone dall’Italia) dichiara di aver subito molestie per il loro orientamento sessuale, la loro identità di genere o la loro espressione di genere. Tra le lesbiche la percentuale sale al 41%, mentre per le persone trans al 48% (al 42% per le persone intersex e al 38% per i gay).

Ma qual è l’impatto di queste esperienze di discriminazione, molestia, e violenza sulle persone LGBTI?

L’IMPATTO DEVASTANTE SULLA VITA DELLE PERSONE LGBTI

Le due conseguenze più frequentemente menzionate da chi ha risposto all’indagine sono “problemi psicologici (come depressione e ansia)” e “paura di uscire e di frequentare luoghi pubblici”. I gruppi che esprimono di più questi malesseri e queste conseguenze come impatto sulla loro salute e sulla loro vita sono le persone trans e le persone intersex. Tale dato indica che questi ultimi gruppi di persone sono quelli che maggiormente soffrono delle violenze subite, considerato anche che sono quelle che più subiscono discriminazioni nel corso della loro vita e che dunque con più difficoltà riescono a ritrovare una serenità e a condurre una vita “soddisfacente”.

Se infatti prendiamo in considerazione il grado di “soddisfazione rispetto alla propria vita” (“life satisfaction”), in linea con la media europea, in Italia osserviamo che a fronte di un indice medio di soddisfazione di 6,3, e a fronte di un indice di 6,5 per lesbiche e gay e di 6,4 per le persone bisessuali, le persone trans e intersex raggiungo appena, rispettivamente, il 5,6 e il 5,9.

Infine, un ulteriore dato che dovrebbe allarmare le istituzioni. Le vittime LGBTI di discriminazioni, molestie e violenze fisiche e sessuali presentano tassi bassissimi di denuncia e di segnalazione, sia in Europa che in Italia. E quando le vittime decidono di denunciare si rivolgono di preferenza alle organizzazioni e alle associazioni, e solo una bassissima percentuale si rivolge alla polizia.In particolare, il 41% in UE e il 30% in Italia dichiara di non segnalare o denunciare le discriminazioni subite perché “tanto non cambierebbe nulla”, il 33% in UE e il 26% in Italia perché “non ne vale la pena, è diventata un’abitudine”, il 22% in UE e il 21% in Italia perché “non sarebbe stato preso sul serio” e un altro 22% in UE e ben 28% in Italia perché “non vuole rivelare il proprio orientamento sessuale, la propria identità di genere e le proprie caratteristiche sessuali”, e infine un altro importante 21% in UE e 23% in Italia (più di 2 su 10) “non ha fiducia nelle autorità”.

Questi sono alcuni dei dati disponibili per l’Europa e per l’Italia che danno un’idea delle condizioni di vita delle persone LGBTI, e di come tra queste le persone trans e le persone intersex siano tra le più discriminate, le più isolate e quelle che più delle altre si trovano in situazioni di vulnerabilità sociale.

Per completezza e per chiarezza, allego qui sotto le definizioni di “identità di genere” e di “espressione di genere” utilizzate per rilevare questi dati. Perché senza queste categorie e senza queste definizioni, la realtà di queste esperienze di vita resterebbe del tutto invisibile, non rilevabile, o peggio negata dalle istituzioni e dalla volontà politica di chi si oppone al loro riconoscimento. Così si esprime una delle persone LGBTI che ha partecipato all’indagine: “La mia esistenza è resistenza. Ogni giorno devo lottare per dimostrare che esisto.

Sono completamente esausta”.“Stralciare” il genere e l’identità di genere dal #DDLZan significa negare la realtà di queste discriminazioni e di queste violenze. Per riprendere una nota formula che acquisisce qui il suo pieno significato, significa negare loro il diritto di avere diritti.Il report della LGBTI SURVEY II, intitolato “A long way to go for LGBTI equality” è disponibile gratuitamente qui: https://fra.europa.eu/…/fra-2020-lgbti-equality-1_en.pdf

****DEFINIZIONI-

L’identità di genere si riferisce all’”esperienza intima e individuale profondamente sentita di ogni persona del genere, che può corrispondere o meno al sesso assegnato alla nascita, incluso il senso personale del corpo (che può comportare, se scelto liberamente, la modifica dell’aspetto o della funzione corporea attraverso interventi medici, chirurgici o di altro tipo) e altre espressioni di genere, tra cui abbigliamento, linguaggio e maniere di fare”. Le persone la cui identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita vengono comunemente chiamate transgender. Questo gruppo include persone che desiderano, ad un certo punto della loro vita, sottoporsi a trattamenti di riassegnazione del genere (di solito si parla di persone transessuali), così come persone che si “travestono” o persone che non si considerano, o non vogliono considerarsi, come “uomini” o come “donne”. Alcuni di loro si definiscono “gender variant”.- L’espressione di genere si riferisce, quindi, alle modalità di manifestazione da parte di una persona della propria identità di genere, per esempio attraverso il comportamento “maschile”, “femminile” o “gender variant”, l’abbigliamento, il taglio di capelli, la voce o le caratteristiche del corpo. Poiché le esperienze di omofobia, transfobia e discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere spesso trovano le loro radici nelle percezioni sociali dei ruoli di genere, questa indagine ha incluso anche questo elemento.

Post a Comment