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Umanita a perdere

Umanità a perdere. Sindemia e resistenze

Trenta anni fa l’antropologo medico americano, Merril Singer, coniò il sillogismo sindemia come: “l’insieme di problemi di salute, ambientali, sociali ed economici prodotti dall’interazione sinergica di una o più malattie trasmissibili, caratterizzata da ripercussioni sulle fasce di popolazione più svantaggiate” Richard Norton, direttore di Lancet (una tra le più importanti riviste medica internazionale) a fine dicembre 2020 ha scritto un testo di estrema importanza “Covid-19 is not a pandemic” in cui afferma che “Due categorie di malattie interagiscono all’interno di popolazioni specifiche: l’infezione con la sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (Sars-CoV-2) e una serie di malattie non trasmissibili. Queste condizioni si raggruppano all’interno di gruppi sociali, secondo modelli di disuguaglianze profondamente radicati nelle nostre società. L’aggressione di queste malattie, su uno sfondo di disparità sociale ed economica, esacerba gli effetti negativi di ogni singola malattia. Covid-19 non è una pandemia. E’ una Sindemia.

Il Covid-19 ha dimostrato come salute e malattia vengono da lontano, dipendono dalla società e dalla struttura produttiva. Il virus ci ha convinti della necessità di uno sguardo più complesso non solo sulle malattie ma anche di come si agisce per rafforzare una società panottica, un disvelamento di un autoritarismo serpeggiante e velenoso.

Umanità a perdere. Sindemia e resistenze” il libro curato dall’Osservatorio Repressione per Momo edizioni, è una riflessione collettiva di come la sindemia è la relazione che esiste tra una pandemia e le condizioni ambientali, socio-economiche, politiche, il livello di istruzione, la povertà, il riscaldamento globale, il problema della perdita di lavoro, che hanno ripercussioni devastanti sulle fasce di popolazione più svantaggiate di cui ancora non si vedono tutti gli effetti, anche nei termini della perdita di vite umane.

È la logica dei dominanti che presuppone un eccesso di umanità di cui si può fare a meno. Bastano alcuni esempi.

L’uso dei brevetti sui vaccini a discapito dei paesi più poveri scegliendo consapevolmente di salvaguardare i paesi ricchi e le loro capacità di produrre, consumare e depredare di materie prime i paesi ai quali i vaccini sono negati, se poi si muore nelle strade come in India o Brasile poco importa.

Le politiche verso una umanità migrante ridotta in schiavitù la cui unica possibilità è sopravvivere nelle traversate del deserto, nei lager libici e al mare.

Infine, ma non da ultimo, il tentativo di portare a compimento la sussunzione della vita intera e dell’intera cooperazione sociale alla produzione del valore stesso a livello globale.

Ecco allora crescere la quantità chi è parte di una Umanità a perdere espulsa e confinata nelle periferie delle nostre città come in tutti i sud del mondo.

Un libro dove gli autori analizzano e descrivono da un lato quanto la pandemia fosse l’occasione per accelerare, processi di controllo sicuritario politico e sociale e dall’altro le pratiche di resistenza.

Salvatore Palidda, già docente di sociologia all’Università degli Studi di Genova, ci conduce nell’inferno dei nostri tempi con “La guerra alle migrazioni nel Ventunesimo secolo”; Claudio Dionesalvi, mediattivista, insegnante di Lettere nella scuola media, con “La scuola ibernata” ci racconta come l’impatto delle misure adottate per prevenire il contagio è stato devastante sulla paideia ed ha finito per disumanizzare la scuola; Antonio Mazzeo, Peace-researcher, con “Militarismo e militarizzazione in tempi di pandemia” ripercorre fatti e accadimenti di un’emergenza sanitaria, drammatica, reale, rappresentata e manipolata come un conflitto globale e totale onde assicurare centralizzazioni e autoritarismi decisionali, militarizzazioni dei territori e della sfera sociale, politica ed economica.

L’intervento di ECOR network, un portale di approfondimento e informazione sull’aggressione del profitto contro i territori di tutto il mondo e sui movimenti di resistenza, documenta con “Estrattivismo, conflitti e resistenza nel tempo della pandemia” come i promotori delle attività di maggiore impatto sull’ambiente e sulle comunità hanno approfittato della situazione creata dalla pandemia per espandersi e riorganizzarsi..

Infine con ”Crisi pandemica e capitalismo della sorveglianza”, il laboratorio politico Off Topic analizza come la pandemica sia stata l’occasione per una crescita esponenziale della digitalizzazione dei nostri comportamenti e stili di vita ampliando a dismisura il potere di controllo delle big corporation sulle nostre vite.

Il libro può essere richiesto inviando una mail a: [email protected]

Oppure sul sito della casa editrice Momo edizioni qui

https://momoedizioni.it/catalogo/libro/umanita-a-perdere

Prezzo di copertina: 10 euro ( 136 pagine)

L’Osservatorio Repressione è una associazione di promozione sociale nata nel 2007. Si prefigge di promuovere e coordinare studi, ricerche, dibattiti e seminari, sui temi della repressione, della legislazione speciale, della situazione carceraria, la raccolta, la conservazione di materiali e di documenti inerenti la propria attività, cura la pubblicazione di materiali ed esiti delle proprie ricerche, promuove progetti indipendenti o coordinati con altre associazioni e movimenti che operano nello stesso ambito.

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