TOP
Shangai Baby

PER UN SESSO LIBERO: Shanghai Baby di Zhou Weihui

<Volevo liberarmi dell’ira e dell’indignazione proprie della mia generazione.

Volevo penetrare il cuore della città, come un bruco deciso a entrare in una grande mela.>

La nostra storia comincia a Shanghai, nel 1999: questa è una città dalla storia molto singolare, con influenze europee e un’atmosfera decadente, è una città piena di luci al neon accecanti e soffocanti, con party esclusivi frequentati da ricchi uomini d’affari occidentali e da donne cinesi elegantissime con qipao attillati e provocanti.

Shanghai è una città che non dorme mai, dove il traffico e lo smog giornalieri lasciano il posto a fotografi, pittori e personaggi stravaganti, che come vampiri popolano la notte e la governano.

In quest’atmosfera goliardica e bohémienne, tra lo scorrere del fiume Huangpu e l’angoscia da fin du siècle, facciamo la conoscenza di Coco, la protagonista di questa storia.

Shanghai Baby: tra gesta erotiche e malessere esistenziale

Pubblicato in Cina nel 1999 e edito in Italia da BUR, Shanghai baby è il romanzo esordiente di Zhou Weihui, rappresentante della letteratura femminile (e femminista) cinese contemporanea. Censurato in Cina per contenuto pornografico, questo romanzo narra le vicende di Coco – nome di battesimo Ni Ke – ragazza shanghaiese di venticinque anni laureata in lingua e letteratura cinese all’Università Fudan di Shanghai (uno degli atenei più prestigiosi della Cina) e figlia di una tipica famiglia cinese, il cui padre è docente di storia alla Fudan mentre la madre è una casalinga che non aspetta altro che la figlia metta la testa a posto, si trovi un uomo tranquillo e si costruisca una sua famiglia.

Nonostante questo contesto familiare e sociale perfettamente confuciani, Coco ha assunto come “maestri” di vita Coco Chanel (a cui deve il suo nome occidentale), Sylvia Plath, Marguerite Duras, Marguerite Yourcenar, Erica Jong, Henri Miller e Allen Ginsberg, e proprio in nome di questi nuovi padri e madri deciderà di dedicare la sua vita a se stessa sovvertendo quello schema confuciano inculcatole dai genitori (che fanno parte di “una generazione di cento anni più vecchia di lei”). Per questo Coco decide di lasciare il posto di giornalista trovato dalla madre per fare la cameriera in un bar, preferendo di gran lunga indossare una camicia di seta bianca, una minigonna, tacchi a spillo ed essere guardata dalla clientela maschile piuttosto che scrivere articoli che non le piacciono. Nel corso del romanzo si vedrà poi come la stessa Coco – spinta dal suo fidanzato Tiantian – deciderà di dedicarsi interamente alla scrittura di quello che la stessa ha definito “il romanzo del secolo”, che scatenerà tanto scalpore ma che sarà letto da tutti e rappresenterà la nuova società cinese, ossia ragazzi “giovani, sofisticati[…]” e dalla mentalità più aperta.

Coco è una donna consapevole della sua bellezza, è attraente, audace, vanitosa, sfrontata ma anche fragile. Coco è una donna che fa di tutto per essere notata per la sua bellezza e per la sua audacia; tutto il romanzo è inondato da questa sua vanità e da questa carica sessuale che in parte riflettono le vicende personali dell’autrice stessa. È importante soprattutto sottolineare come, al di là dei suoi tratti caratteriali, Coco sia “figlia” di una Cina aperta, bel lontana dalle rivolte studentesche e dall’incidente di Piazza Tian’An Men del 1989: si parla di una Cina dedita al commercio, immersa nella globalizzazione e nel consumismo più sfrenato.

Coco e Weihui: tra sesso e società

In questo romanzo si possono tracciare due elementi fondamentali: il primo riguarda la presenza costante di due liquidi, ovvero quello seminale e quello dell’inchiostro nero. Elementi che ricordano molto i colori dello yīn阴e dello yáng阳, rispettivamente elemento oscuro, freddo e debole il primo (relegato alla figura femminile), luce, calore e vigore il secondo (associato a quello maschile). Il secondo elemento si ricollega a quello appena esposto ma funge quasi da perno attorno a cui ruota tutta la storia: oltre alla presenza costante degli uomini nella vita di Coco (soprattutto nella sfera sessuale) si assiste anche ad un ribaltamento della “tradizione confuciana” e delle relative norme comportamentali. Per la prima volta si vede una donna padrona del suo corpo e della sua sessualità: Coco infatti vive di sesso e vive per il sesso. Questo è energia per la sua creazione e per il suo essere donna; per lei l’orgasmo è qualcosa che rigenera le corde vocali di una donna, è ciò che la rende bella, desiderata e viva. Il sesso permea tutto il romanzo, e a volte sembra proprio di assistere a queste scene brutali cariche di passione ma anche portatrici di sofferenza, in cui si può toccare con mano ciò che lei descrive con immediatezza e altrettanta elaborazione. Per citare il maestro Battiato:

l’eros che si fa parola…

tutti i muscoli del corpo /

pronti per l’accoppiamento

Il vigore fisico e sessuale di Coco si contrappongono alla debolezza mentale e fisica di Tiantian (un ragazzo dall’animo sensibile ma incapace di soddisfare sessualmente la sua fidanzata Coco) che spingeranno Coco a tradirlo con Mark, un imprenditore tedesco giunto a Shanghai per affari. Per il solo piacere del sesso lei si lascerà “soggiogare” da quello che lei definisce “un nazista con gli stivali”, da un uomo che sa di desiderarla solo per la sua bellezza orientale.

L’obiettivo di questo romanzo – oltre a suscitare scalpore – era anche di parlare di una figura femminile diversa da quella elogiata dai poeti cinesi o da quella del bildungsroman di stampo maoista: Coco è una donna consapevole del suo corpo, della sua sessualità e che per certi aspetti sa cosa vuole, soprattutto dagli uomini. Ma soprattutto, si nota come in questo romanzo si parli del sesso come dimensione a sé stante, ossia lontana dai doveri coniugali che implichino forzatamente il concepimento, la nascita di un bambino e la costruzione di una famiglia.

La scelta consapevole di Coco di tradire alla luce del sole quello che per lei è l’amore della sua vita si concluderà in modo drammatico, portando la nostra protagonista a fare una sorta di bilancio di ciò che è stata la sua vita.

Nonostante questo atteggiamento apparentemente superficiale da parte di Coco, l’autrice Zhou Weihui ha colto l’occasione per parlare anche del pregiudizio che molte persone hanno nei confronti della protagonista: una donna che non si dedica alla famiglia non è una donna da tenere in considerazione. Nel mio primo articolo avevo parlato del fenomeno delle cosiddette leftover women, ma Coco viene reputata in maniera ancor più negativa: lei è dissoluta, è consapevole di ciò che fa e che dice, lei disonora i suoi genitori con le sue storielle mai serie, non è rispettabile e gli uomini la trattano di conseguenza.

Conclusioni

Ciò che ci viene mostrato in questo romanzo – oltre alle tematiche già elencate – è un’istantanea di una società in cui la politica cinese ha fallito, dove le figure maschili per eccellenza sono scomparse, hanno perso la loro virilità e il loro potere decisionale (probabilmente riflesse nella figura di Tiantian) per trovare spunti e ispirazione altrove (probabilmente la figura di Mark).

Quello che Coco voleva che fosse il “romanzo del secolo” lo è realmente stato in Cina, fungendo da apripista per la letteratura femminista. Ciò che Coco riportava in maniera sottile serpeggia ancora oggi nella mente di molte persone (non solo in Cina), e talvolta non si perde l’occasione di farlo notare.

Questo romanzo in fondo parla di scelte fatte nel lavoro, nella vita privata e nel modo di essere. E per quanto possa sembrare scontato in un contesto occidentale vedere dei riferimenti alla Yourcenar o alla Duras, in Cina queste sono delle vere e proprie paladine.

Nonostante siano passati ormai molti anni e la Cina sia cambiata dal punto di vista economico e geo-politico, certi meccanismi sono rimasti intatti. Ma questo romanzo non è altro che una piccola goccia che, a poco a poco, scaverà nella roccia.

E forse lo sta facendo ancora.

Post a Comment