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Polizia

Cosa c’è di controproducente in una società color-blind?

Che cosa significa vivere in una società color-blind? Una società daltonica ha politiche governative neutre dal punto di vista razziale che rifiutano la discriminazione in qualsiasi forma per promuovere l’obiettivo dell’uguaglianza razziale.

L’attivista americana Michelle Alexander, nel suo libro “The new Jim Crow” ci spiega come sia possibile attuare una nuova forma di discrimiazione razziale rendendola totalmente legale.

Se da una parte Le leggi Jim Crow servirono a creare e mantenere la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici, istituendo uno status definito di “separati ma uguali” per i neri americani e per i membri di altri gruppi razziali diversi dai bianchi, Nell’era del Colorblindness non è più accettabile usare esplicitamente la razza per giustificare la discriminazione e l’esclusione.

Per ragioni largamente indipendenti dai tassi di criminalità, il sistema giudiziario americano è diventato un sistema di controllo razziale senza pari nella storia del mondo.

L’incarcerazione di massa è, metaforicamente, il nuovo Jim Crow e tutti coloro che hanno a cuore la giustizia sociale dovrebbero essere pienamente impegnati a smantellare questo nuovo sistema di caste razziali.

In passato, la polizia non poteva fermare e perquisire le persone senza un mandato come parte del principio base del “Quarto Emendamento”. Nel 1968, la legge “stop and frisk” ha cambiato questo principio.

I tribunali sono fiduciosi nella capacità degli agenti di polizia di individuare persone in possesso di droga attraverso una forma di “sesto senso” che è, di fatto, casuale. Oggi, tre quarti delle persone imprigionate in America per reati di droga sono nere o latine. La spiegazione ufficiale sono i tassi di criminalità. La verità è che la criminalità violenta è anche a tassi storicamente bassi, mentre i tassi di incarcerazione continuano ad aumentare. Perchè?

Il genio di questo nuovo sistema di casta è che è ancora possibile difenderlo per motivi non razziali. Ma ciò che si nota facilmente quando si fa un passo indietro rispetto ai singoli casi è che il sistema di incarcerazione di massa ha una sorprendente possibilità di rinchiudere le persone di colore e rilasciarle in uno status inferiore di seconda classe.

La domanda centrale, quindi, è come fa un’istituzione di giustizia penale ufficialmente “color-blind” a ottenere risultati così discriminatori dal punto di punto di carattere razziale?

Ci sono due passaggi per questo sistema: il primo è quello di dare alle autorità di polizia il potere di giudicare da sole chi arrestare, perquisire e accusare di crimini di droga, garantendo così che gli stereotipi razziali (coscienti o inconsci) possano continuare ad influenzare liberamente.

Il secondo passo consiste nel chiudere le porte dei tribunali a qualsiasi rivendicazione secondo cui il sistema di giustizia penale funziona in modo discriminatorio e nel chiedere a chiunque contesti il pregiudizio razziale del sistema di fornire in anticipo prove chiare che le disparità razziali sono opera di discriminazione razziale intenzionale.

Ci sono anche delle mancanze della Corte Suprema: innanzitutto, all’interno delle policy attuate dalla Corte dovrebbe certamente esserci un riconoscimento del fatto che gli afroamericani sono stati presi ingiustamente di mira e ciò è dimostrabile attraverso diverse azioni: gli scioperi perentori1, la decisione che la polizia possa utilizzare la razza come fattore decisionale discrezionale2.

Soffermandosi sulla difficoltà della reintroduzione in società in seguito all’arresto possiamo notare che, una volta classificati come criminali,infatti, gli individui portano il marchio dell’inferiorità per il resto dei loro giorni, nonché uno status di secondo ordine.

La severità della “guerra alla droga” ha portato a pratiche punitive senza precedenti. I funzionari possono usare il loro potere decisionale per negare ai poveri l’accesso all’alloggio con il pretesto di qualsiasi crimine o arresto.

Questo non è senza conseguenze poiché la perdita dell’alloggio può anche essere accompagnata dalla perdita dei figli, dalla paura di invitare i suoi amici e parenti stretti .

La grave minaccia pesa quindi sulle popolazioni più povere e in particolare sulle minoranze razziali che dipendono principalmente dall’aiuto degli alloggi pubblici.

Anche il processo di assunzione o della ricerca del lavoro dopo essere stato in prigione, la rimozione del diritto di voto dopo il carcere. Per recuperare tutti questi diritti, si deve affrontare un labirinto burocratico che comporta il pagamento di multe e spese processuali.

Ai tempi di Jim Crow, i neri erano stigmatizzati e segregati sulla base della razza, ma all’interno della loro comunità potevano trovare sostegno, solidarietà e accettazione. Oggi, sfidare l’incarcerazione di massa richiede qualcosa che i sostenitori dei diritti civili sono stati a lungo riluttanti a fare: difendere quelli che la legge chiama criminali.

Parlando delle prigione, dovremmo parlare dell’intera gamma di approfittatori che guadagnano grazie a l’incarcerazione di massa: le compagnie telefoniche per chiamare ed essere chiamati in prigione, i produttori di armi, l’assistenza sanitaria privata e le corporazione che usano il lavoro in prigione per evitare di pagare salari decenti.

Se vogliamo davvero smantellare il sistema di incarcerazione di massa, dobbiamo aprire gli occhi e renderci conto di questi fatti.

Si dovrebbe porre fine alla guerra alla droga. La marijuana dovrebbe essere legalizzata e dovrebbero essere assicurati posti di lavoro a salario minimo.

Qualsiasi movimento per porre fine a l’incarcerazione di massa deve affrontare questo tema come un sistema di caste razziali e non come un sistema di controllo del crimine perché il sistema attuale funziona in modo da creare crimine.

Anche se gli approcci color-blind per affrontare i problemi dei poveri di colore spesso sembrano pragmatici nel breve periodo, alla lunga sono controproducenti. Colour-blindness è il problema.

“Seeing race is not the problem, refusing to care for the people we see is the problem.” (Michelle Alexander)

Il razzismo è così radicato da necessitare l’intervento del governo per avere un po’ di progresso di cui vantarsi.

Le storie di successo dei neri hanno dato credito alla nozione che chiunque, non importa quanto povero o quanto nero possa essere, può arrivare in alto, se solo ci prova duramente.

Mentre le storie di successo dei neri hanno minato la logica di Jim Crow, esse rafforzano il sistema di incarcerazione di massa. Perché sottolineano il “lo hanno voluto loro, se lo sono meritato.”

La risposta prevedibile di un osservatore casuale è: Se una persona di colore può essere eletta presidente, può una persona di colore fare qualsiasi cosa ora?

Il messaggio è che “alcuni di noi” otterranno l’inclusione.

Ma la verità è che: Non possiamo essere liberi finché loro non saranno liberi” (P. Baldwin)

1 Gli scioperi perentori sono un sistema in cui imputati e pubblici ministeri possono eliminare dalla selezione un giurato che non gli piace, cioè che credono non risponderà favorevolmente alle prove e ai testimoni che presenteranno al processo. In teoria, gli scioperi perentori possono aumentare l’equità del procedimento eliminando i giurati che possono essere di parte ma i cui pregiudizi non possono essere esplicitamente dimostrati a un giudice. In pratica sono discriminatorie.

2 Negli Stati Uniti contro. Brignoni-Ponce: la Corte ha ritenuto che fosse consentito, ai sensi della clausola di pari protezione del quattordicesimo emendamento, che la polizia utilizzi la razza come fattore per decidere quali automobilisti fermare e perquisire.

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