TOP
Lucha Y Siesta

LUCHA Y SIESTA: LA BELLEZZA E’ NOSTRA – PARTE II

(parte I: QUI)

Le edicole laiche nascono dalla creatività di Marta Cavicchioni, un’ artista e illustratrice che ricerca le forme di arte urbana e femminista, “un’ arte pubblica laica, che prende posizione, che non è neutrale”

Durante Bande de Femmes, festival del fumetto e illustrazione delle donne organizzato dalla Libreria Tuba dal 23 Giugno al 3 Luglio 2021, Marta ha curato il laboratorio “Non più sante tra le nuvole”. Come già nel progetto “Memorie di donne stradarole” https://donnestradarole.wixsite.com/website, le edicole sacre diventano opere laiche per ricordare nelle strade donne che hanno fatto la storia e rinominare con segni concreti i luoghi che attraversiamo.

Ora le edicole sono parte del giardino della casa delle donne Lucha y Siesta, giusta destinazione di un laboratorio fatto di creatività e relazioni femministe. Sembrano piccole case ha osservato una donna passando, forse per quella forma familiare a punta che ha il sapore della lotta e della siesta, case colorate, che raccontato storie dedicate ad illustratrici e fumettiste da ricordare e riconoscere, biografie che vogliamo diffondere.

Si parte con Iela Mari Ferrario, edicola realizzata da Cecilia Milza, ha rivoluzionato il mondo dell’editoria per l’infanzia con i libri ‘circolari’, prevalentemente muti, in cui l’inizio e la fine delle storie si connettono, in un’interminabile potenzialità immaginativa. Luminoso contributo a stimolare la fantasia di lettrici e lettori, rendendoli partecipi del processo di costruzione della storia.

Seguiamo con Sofia Chiostri, autrice di cartoline: scene art decò di balli in maschera, flapper, odalische, sirene. Lorena Umena che l’ha disegnata, la immagina leggera, colorata e vivace come le sue donne, in opposizione al contesto storico della seconda guerra mondiale.

E Bianca Pellizzari, una vita brillante, ricca di contatti con persone note, arricchita di viaggi ed esperienze emozionanti. L’autrice Nicoletta Vincenzi la rappresenta come una donna/valigia per una vita fatta di grandi viaggi. La matita sulla quale si poggia rappresenta la passione per il suo lavoro che è stata alla base delle sue scelte di vita; dalla punta nascono triangoli geometrici, la sua arte/creatività, che si espandono verso l’alto e irradiano il suo mondo illustrato. Le scarpe, ricamate di rosso, sono invece un richiamo al suo contributo alle illustrazioni del Mago di OZ”.

Andreina Zandrino, una donna libera fiera e creativa che negli anni ’20 e ’30, sulla scia dello stile déco, realizzò illustrazioni, manifesti e cartoline con donne dalle linee morbide e abbigliate alla moda, con piume, cappelli e ventagli. Successivamente le sue donne sono diventate meno leziose e più reali per raccontare il popolo e le difficoltà della guerra. Nell’edicola a lei dedicata, l’autrice Laura Bove riporta una piuma di pavone che richiama uno dei suoi dipinti, ma anche l’attenzione alla resa dei piumaggi e la presenza di animali selvatici in questo caso il ghepardo. “Nella mia edicola, il felino è stato realizzato e inciso su una matrice di linoleum, di spalle, come molte volte sono stati rappresentati nei secoli i corpi nudi delle donne. Il felino è anche spesso associato al corpo femminile per la sua sensualità. Sul dorso dell’animale le iniziali “A. Z.” rappresentate come le chiavi di violino della famosa foto di Man Ray “Le violon d’Ingres”, altra immagine iconica della bellezza femminile nell’arte.

Lina Buffolente, immaginata da Chiara Sardelli come una dea Kali che mostra le sue opere. Tra le prime fumettiste europee si è distinta per aver realizzato diverse serie di fumetti per Monello e Intrepido. Donna normale, grandissima fumettista.

Augusta Rasponi del Sale, realizzata da Emilia de Cola, debutta nel 1898 con un calendario dove i protagonisti sono i bambini. È nota la sua collaborazione col «Giornalino della Domenica», col «Corriere dei Piccoli» e l’Italia. È delizioso il libro “Tur-Lu-Ri”, pubblicato in Francia, che racconta una storia di bambini durante il Rinascimento, col quale, oltre al tocco fresco e accattivante, dimostra un’ottima conoscenza della storia dell’arte. Con la stessa casa editrice pubblicherà Muguet. A Londra, nel 1900, uscirà il suo Mother Duck’s Children. È proprio in questa città, presso il Vittoria and Albert Museum, che sono esposti molti dei suoi disegni.

Elve Fortis De Hieronymis, realizzata da Maria Di Paolo, insieme a Munari e Luzzati fu promotrice di una nuova letteratura per i più piccoli, dedita al fare, ad un apprendimento fatto di sperimentazione diretta e non più solo passivo tra lettore e fruitore. Di questa esperienza l’autrice dice “Lavorando io con alunni con esigenze particolari ho iniziato ad appassionarmi al suo operato, alle sue filastrocche, al suo modo di trasportarti da un punto alle linee fino all’ esplorazione delle arti più complesse e svariate”.

Maria Enrica Agostinelli, edicola realizzata da Antonella Gonzalez che di lei racconta quanto questa donna si differenzi dal realismo di quegli anni 60-70, con un suo modo tutto particolare e moderno nell’usare gli acquarelli. Ha collaborato con Gianni Rodari, Munari e Italo Calvino. Sull’edicola sono ricordate due opere: Sembra questo, sembra quello e il Barone Rampante, in un’ azione verso la fantasiosa scelta di vedere e sognare cose diverse da quelle di tutti i giorni.

Bahiga Thomassian di Marta Cavicchioni . Bahiga in Egitto, dove è nata, ha lavorato per il settimanale a fumetti Samir e in Libano ha realizzato fumetti e copertine per la rivista “Il tappeto volante”. Si è distinta per bravura e in quanto fumettista donna nel Medio Oriente. Poi si trasferì in California, dove ancora vive con il suo enorme gatto, e ha lavorato per Hanna e Barbera, Walt Disney e Universal Studios e come caricaturista di Hollywood. Per questa edicola l’artista ha lavorato rielaborando le pubblicità di “cose per donne” degli anni 50/60, gli anni della sua ascesa professionale. Un accenno alla storia egizia nelle mani, all’arte egizia, i geroglifici. Il tappeto volante che l’ha portata in giro per il mondo è chiaramente il foglio qui rappresentato. 

Col tappeto volante della fantasia e nella concretezza di un luogo di elaborazione e rivendicazione politica, continuiamo a fare spazio ai corpi e alle storie delle donne, per costruire luoghi di arte femminista e transfemminista e di bellezza diffusa a fruizione libera e gratuita.

Diamo Lucha alla citta!

La Casa delle Donne Lucha y Siesta a Roma è un luogo materiale e simbolico di autodeterminazione delle donne contro ogni discriminazione di genere. Un esperimento innovativo e riuscito: un progetto politico che promuove nuove formule di welfare e di rivendicazione dei diritti a partire dal protagonismo femminile; un progetto ibrido tra casa rifugio, casa di semiautonomia e centro antiviolenza; un progetto nato dalla lotta e dall’autorganizzazione delle donne che da più di 11 anni fornisce informazione, orientamento, ascolto e accoglienza.

Post a Comment