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Capelli e razzismo

Black is Beautiful, ma lo sono anche i nostri capelli?

Scritto da Alessia Reyna e Carola Gioco

In copertina:  illustrazione di Claudia Tommasetti

Nel 2017 uscì “Hair Nah” un gioco dove la protagonista è una donna Nera. Appena dopo il primo schermo il giocatore può scegliere il colore di pelle del personaggio principale, le opzioni sono varie sfumature di pelle nera. Poi si possono scegliere fra vari stili di capelli tra cui afro, treccine e nodi bantu. L’obiettivo del gioco? Schiaffeggiare via le mani di tutte le persone bianche che cercano di toccare i tuoi capelli durante il tuo viaggio.

All’uscita di questo gioco la comunità nera internazionale si sentì subito vista e rappresentata. L’avere una quantità infinita di mani bianche che cercano di toccarti i capelli facendoti domande come “Li posso toccare?” “Ma sono tuoi?” è un’esperienza giornaliera per qualsiasi donna nera che abita in una nazione prevalentemente non nera.

Sembra che ogni volta che una donna Nera debba interagire con un estraneo Bianco le vengono poste delle domande quasi rituali riguardo i suoi capelli e alla loro cura alle quali deve rispondere o viene ritenuta maleducata. Ancora peggio a volte quelli che pongono queste domande si arrogano il diritto di toccare i capelli della donna, a volte senza nemmeno chiedere.

I capelli delle donne Nere sono sono sempre oggetto di speculazioni e di curiosità morbosa da parte dei bianchi. Ma sono anche alla base di uno strano paradosso. I capelli neri sono allo stesso tempo ritenuti un oggetto di curiosità e un qualcosa di sporco, non professionale e non adatto alla vita di tutti i giorni.

Varie sono le storie di donne nere alle quali è stato rifiutato un lavoro per via dei loro dread o delle loro treccine, molte ragazzine sono state bullizzate per i loro capelli naturali. Questo ha fatto sì che negli anni le donne nere abbiano dovuto rendere i loro capelli conformi agli standard bianchi. La maggior parte delle donne nere quando pensa alla propria infanzia si ricorda l’odore dei capelli bruciati grazie ai pettini riscaldanti usati per stirare i capelli, o si ricordano il bruciore delle stirature chimiche usate per distruggere i loro bellissimi ricci e renderli più piatti in modo che si potessero poi lisciare pur di renderli più simili ai capelli dei bianchi e quindi essere accettati nella società. Un altro ricordo sono le ore passate ad applicare una “weave” pur di avere dei capelli che si potessero acconciare come quelli dei bianchi.

Tutto questo per far sì che queste donne non fossero ripudiate e rifiutate da un mondo principalmente bianco che non si è mai interessato a capire questi capelli ma anzi li ha resi un simbolo di inferiorità nera e di supremazia bianca.

I capelli neri non sono solo un paradosso ma anche una parte della storia delle donne nere.
Partendo in Africa dove lo stile di treccine usate indicava l’appartenenza ad una particolare tribù e quindi conferivano un identità alle donne. Per poi passare alle donne schiavizzate in America che usavano le treccine per nasconderci semi e riso così che una volta scappate dalle piantagioni avessero qualcosa da mangiare durante il loro viaggio verso la libertà. Negli anni 60 le donne nere hanno cominciato ad apprezzare i loro capelli naturali e le afro soprattutto negli stati Uniti con i Black Panthers, e i loro capelli erano ritenuti segno di militanza nera e quindi disprezzati a livello nazionale.
E oggi?
Oggi i capelli delle donne nere sono ancora rifiutati e disprezzati.
Qualche giorno fa la federazione internazionale del nuoto ha rifiutato alle nuotatrici Nere l’uso di cuffie fatte apposta per i capelli naturali neri. Sha’Carri Richardson, velocista statunitense, è appena stata fortemente criticata per aver corso con una “weave”. Insomma qualcuno ha sempre da ridire sui capelli delle donne Nere, mentre star internazionali bianche copiano queste acconciature e vengono lodate e pagate, usando le stesse identiche acconciature per le quali alle donne nere vengono rifiutati lavori.

Ma come si sentono le donne nere al riguardo?

Ogni donna nera potrà condividere la frustrazione che molte volte prova vero i propri capelli, soprattutto in Italia dove è a volte quasi impossibile trovare luoghi che vendano prodotti adatti alla cura dei capelli afro. La frustrazione del vedersi e rifiutati i lavori nei quali eccellono per via dei loro capelli semplicemente perché preferiscono avere dei capelli sani. Ricordiamoci che un Afro naturale senza stirature chimiche e senza l’utilizzo di piastra o pettini riscaldanti è un capello sano, un diritto che viene rifiutato alle donne nere pur di rendere i loro capelli più simili a quelli delle donne bianche. La frustrazione di essere trattate come animali in un “petting zoo”, queste vengono fissate e toccate senza permesso per poi essere fatte sentire in colpa se si rifiutano di essere deumanizzate in questo modo.

Per fortuna grazie all’internet al giorno d’oggi molte donne nere si sono riunite in gruppi su facebook o altri social media per discutere i loro capelli e le loro acconciature. Per parlare di come renderli più sani e belli. Questi gruppi insegnano quello che non viene insegnato ai parrucchieri bianchi cioè la chimica del capello nero e quali prodotti e tecniche devono essere usate per far si che i ricci risaltino il piu possibile. In questi gruppi i loro capelli vengono finalmente apprezzati e questo, piano piano, arriva anche nel mondo offline dove si vedono sempre più donne nere con i loro capelli naturali.
Purtroppo molte donne bianche cercano di entrare in questi gruppi vantandosi dei loro ricci e pretendendo consigli e trucchi per come renderli più ricci. Trucchi che poi vengo condivisi su tiktok e altre piattaforme senza dar credito alle donne nere che li usano da secoli. Come l’uso della cuffia da notte che ora varie start up guidate da donne bianche stanno vendendo come la nuova manna per i capelli mentre le donne nere lo usano da sempre e anzi venivano ridicolizzate nei film proprio per l’uso di queste cuffie.

Si fa sempre un passo avanti e due indietro ma quello che è più importante è che le donne nere imparino ad apprezzare ed amare i propri capelli e se ne prendano cura. Naturalmente se vogliono lisciarsi i capelli è un loro diritto ma ciò non deve essere fatto per conformarsi ad uno standard bianco o per poter essere assunte per un lavoro e accettate dalla società.

Attraverso l’amore per i nostri capelli possiamo portare avanti la lotta contro il razzismo e rendendoli più comuni e visibili possiamo migliorare la posizione della comunità nera. Non dobbiamo piegarci agli standard bianchi ma anzi dobbiamo affermare che “Black is beautiful” nero è bello e lo sono pure i nostri capelli.

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