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Colombia: per il Tribunale Permanente dei Popoli è un caso di genocidio

Articolo di Simona Fraudatario – Tribunale Permanente dei Popoli, coordinamento e ricerca

La repressione della protesta sociale che dal 28 aprile scorso si è riversata nelle piazze e lungo le strade di numerose città colombiane ha suscitato un’indignazione diffusa, espressa a più voci da rappresentanti di istituzioni internazionali, governi, Ong e movimenti sociali che hanno chiesto al presidente Ivan Duque di porre un freno agli abusi, di condurre indagini sui responsabili e di accogliere le richieste della popolazione. La durata della protesta è senza dubbio un sintomo del malcontento generalizzato e del senso di frustrazione derivato dalle promesse di pace e giustizia sociale che, in particolare con l’attuale governo, in carica dal 2018, sembrano essere sfumate irrimediabilmente. La repressione degli ultimi mesi, compiuta senza remore dalle forze di polizia, è stata inoltre incoraggiata da dichiarazioni pubbliche, come quelle rese dall’ex presidente Alvaro Uribe Velez, le cui posizioni sono notoriamente contrarie a soluzioni pacifiche di qualsiasi forma di tensione sociale.

In questo contesto di repressione e impunità, il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) ha portato a termine il 17 giugno scorso il processo sul Genocidio político, impunidad y los crímenes contra la paz en Colombia, avviato formalmente nell’aprile 2020 e articolato nelle udienze pubbliche del 26 gennaio e del 25-27 marzo 2021. Si tratta della quarantottesima sessione di questo tribunale di opinione, la terza realizzata in Colombia. Un fatto senza precedenti nel percorso tracciato dal TPP, istituito da Lelio Basso nel 1979 come «strumento di esplicitazione e accertamento della gravità, della responsabilità e dell’impunità delle violazioni commesse», al fine di colmare, attraverso l’esercizio del diritto di parola, «lacune istituzionali e dottrinali del diritto internazionale vigente»1.

Le tre sessioni del TPP sulla Colombia sono state realizzate in momenti molto diversi della storia recente del Paese e in risposta a istanze di giustizia da considerarsi come il prodotto di richieste storicamente determinate e formulate da individui e collettività direttamente colpiti dalla violenza. Nell’ultima sentenza, formulata da esponenti del campo giuridico, politico, economico e sociale, il TPP esorta a leggere le sessioni in linea con un percorso graduale di definizione di un quadro analitico e interpretativo «de las prácticas de la violencia en contra de los pueblos colombianos y sus derechos, en su forma, su gravedad y sus actores»2. Già nel corso della sessione del 1989-91, dedicata all’esame dei processi di trasformazione politica e transizione alla democrazia di diversi paesi latinoamericani, il TPP ebbe modo di constatare, rispetto alla Colombia, l’esistenza di una vera e propria cultura di impunità, funzionale al mantenimento di uno stato di terrore attraverso l’impiego di forme di violenza considerate «insolite e persistenti», e ricondotte all’iniziativa istituzionale ed extraistituzionale3.

Diversi anni dopo, nel biennio 2006-2008, in coincidenza con il secondo governo di Uribe, il TPP evidenziò la sistematicità e la diffusione su larga scala di gravi violazioni dei diritti umani, individuando al contempo il nesso causale tra queste e la politica di sicurezza democratica, gli ingenti finanziamenti statunitensi alla lotta al narcotraffico e la presenza significativa di imprese transnazionali in aree di controllo territoriale esercitato dai gruppi paramilitari, formalmente smobilitati con la Ley Justicia y Paz del 20054.

Relativamente alla terza sessione, un ampio spettro di realtà sociali ha richiesto al TPP di qualificare giuridicamente il ricorso reiterato alla violenza statale e para-statale lungo un arco temporale decisamente più lungo e che copre quasi un secolo della storia del Paese, dal 1929, anno del massacro degli operai dell’United Fruit Company, a oggi. L’indagine del TPP, condotta sulla base di un vasto ed eterogeneo corpo documentale, che ha incluso le testimonianze scritte e orali delle realtà sociali richiedenti e la documentazione prodotta da istituzioni colombiane e internazionali in materia di protezione dei diritti umani, si è tradotta in uno sforzo di ricostruzione della storia del paese, volto a identificare le radici profonde della violenza, in concomitanza con il mutare delle epoche storiche, dei governi, degli attori responsabili (forze statali, para-statali, mercenarie e gruppi di criminalità organizzata) e dell’articolazione dei gruppi sociali colpiti.

Tra questi compaiono, con enfasi diversa e specificità lungo il tempo, popoli indigeni e afrodiscendenti, comunità e organizzazioni contadine, organizzazioni sindacali, movimenti politici di opposizione e difensori dei diritti umani, che il TPP ha associato al concetto di gruppo nazionale in quanto espressione di ideali, obiettivi e aspirazioni comuni. Con l’affermarsi di politiche anti-insurrezionali nel Paese, è stata disegnata, attorno a questa componente del gruppo nazionale, una otredad negativa, ovvero una raffigurazione ideologicamente determinata avente il fine di separare ed escludere dal corpo sociale coloro che non aderiscono al progetto di riformulazione politica, sociale, economica, territoriale e culturale voluto dalle oligarchie del paese. Secondo la ricostruzione del TPP, questo progetto mira a trasformare le caratteristiche etniche, politiche e altre specificità riconducibili ai legami sociali e alla relazione con la terra e il territorio.

La repressione che si è manifestata fino ad oggi in maniera «profunda y profusa» risponde, dunque, a un piano di «destrucción parcial del grupo nacional» che il Tribunale qualifica nei termini socio-giuridici di «genocidio continuado» o «de larga duración» perpetrato ai danni di una parte del gruppo nazionale, superando la visione restrittiva della Convenzione sul genocidio del 19485. Così facendo, il Tribunale colloca i crimini di guerra e contro l’umanità riconosciuti nelle sentenze precedenti nell’ «escenario global y sostenido en el tiempo del genocidio», volto a scardinare la realtà plurale del gruppo nazionale6.

Tra i numerosi elementi degni di nota di questa sentenza, vi è il tentativo di affermare un’interpretazione unificante della violenza, spiegandone la continuità sulla base di ragioni ricondotte a significati politici e ideologici. Il fine ultimo di questo lavoro può essere individuato nel proposito di invertire la tendenza categorizzante e divisiva che frammenta la narrazione sulla violenza statale e para-statale in quanto funzionale al progetto di trasformazione in atto ancora oggi. Il genocidio, infatti, «cobre su realización simbólica en el momento en que el pueblo ya no es capaz de narrarse la historia que ha vivido»7. La terza sessione del TPP sulla Colombia sembra proporsi come un ulteriore passo compiuto dalle forze sociali colombiane per riappropriarsi, in una fase di sperimentazione di nuove forme di repressione, della propria identità e del progetto di vita depotenziato dagli ostacoli politicamente e intenzionalmente indotti per arrestare il processo di pace.

1 Statuto del Tribunale Permanente dei Popoli, testo disponibile al sito http://permanentpeoplestribunal.org/tribunale-permanente-dei-popoli/statuto/, p. 1.

2 Tribunale Permanente dei Popoli, Genocidio político, impunidad y los crímenes contra la paz en Colombia, Sentencia, testo è disponibile al sito http://permanentpeoplestribunal.org/wp-content/uploads/2021/06/SENTENCIA-TPP-COLOMBIA-16-JUNIO-2021_CON-ANEXOS_DEF.pdf., p. 3. La giuria del TPP è stata composta da: Andrés Barreda, Luciana Castellina, Lottie Cunningham Wren, Graciela Daleo, Mireille Fanon Mendès-France, Daniel Feierstein, Luigi Ferrajoli, Michel Forst, Esperanza Martinez, Luis Moita, Antoni Pigrau Solé, Philippe Texier, Raul Vera.

3 Tribunale Permanente dei Popoli, L’impunità per i crimini contro l’umanità in America Latina, Sentenza, testo disponibile al sito http://permanentpeoplestribunal.org/wp-content/uploads/1991/04/Impunit%C3%A0-in-AL_TPP_IT.pdf, p. 5.

4 Cfr. Tribunale Permanente dei Popoli, Empresas transnacionales y derechos de los pueblos en Colombia, Sentenza, testo disponibile al sito http://permanentpeoplestribunal.org/imprese-transnazionali-e-diritti-dei-popoli-in-colombia-2006-2008/.

5 Per le citazioni, cfr. Tribunale Permanente dei Popoli, Genocidio político, impunidad y los crímenes contra la paz en Colombia, testo disponibile al sito http://permanentpeoplestribunal.org/wp-content/uploads/2021/06/SENTENCIA-TPP-COLOMBIA-16-JUNIO-2021_CON-ANEXOS_DEF.pdf, p.68.

6 Ibid., p. 105.

7 Ibid., p. 85.

 

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