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Donna in fronte al mare

Cambiare il nome delle strade per cambiare il futuro

Se facciamo attenzione ci accorgeremo ben presto che le vie, le piazze, i giardini che ogni giorno percorriamo portano i nomi di generali, condottieri, poeti, scrittori, politici. Uno stradario composito che ci consegna una vasta rappresentazione (maschile) del mondo.

Per modificare questo paradigma è nata Toponomastica femminile, associazione fondata quasi dieci anni fa per restituire visibilità alle migliaia di donne che hanno avuto grandi meriti nel miglioramento della nostra società, ma che non hanno ancora ottenuto un riconoscimento nello spazio pubblico.

Il gruppo di ricerca, formato da oltre trecento associate/i e diecimila simpatizzanti su Facebook, pubblica articoli e dati su ogni singolo territorio e sollecita le istituzioni affinché strade, piazze, giardini e spazi urbani in senso lato, siano dedicati alle donne.

Dal censimento toponomastico nazionale condotto dal gruppo, risulta infatti che la media di strade intitolate a figure femminili va dal 3 al 5% (in prevalenza madonne e sante), mentre quella delle strade dedicate agli uomini si aggira sul 40%.

L’associazione si occupa, tra le altre cose, di censire i toponimi su tutto il territorio nazionale, evidenziando ‘l’indice di femminilizzazione’ di ciascuna provincia italiana, ovvero il rapporto percentuale tra intitolazioni maschili e femminili.

“L’obiettivo principale – spiega Paola Malacarne, psicologa clinica e di comunità, ex-insegnante e ora Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di San Casciano in Val di Pesa e parte integrante dell’associazione – non è solo l’intitolazione di una via, ma anche la ricostruzione di una memoria collettiva per dare di nuovo visibilità alle donne e superare la violenza dell’oblio”.

Una dimenticanza costruita nei secoli da un sistema patriarcale che, in modo cosciente o meno, relega la metà del mondo nell’ombra. “Ciò che non viene nominato, non esiste – continua Malacarne – Il tempo e lo spazio appartengono agli uomini. E lo stesso possiamo dire della memoria e delle strade”.

È per questo che l’associazione si (pre)occupa di aumentare la presenza femminile sulle targhe dei nomi dei luoghi che percorriamo ogni giorno. Non una semplice operazione di nomina, ma un processo di presa di consapevolezza che è tanto importante quanto il risultato stesso.

E soprattutto è un’apertura verso il futuro: “L’assenza delle donne nella toponomastica è strettamente legata all’assenza di modelli femminili – prosegue – Questo incide sul nostro immaginario di realizzazione e impedisce di avere riferimenti a cui ispirarsi, restringendo gli orizzonti delle nuove generazioni”. Il messaggio che passa è che alle donne non si diano nomi alle strade perché non hanno fatto nulla di importante nella storia. “Questo mancato riconoscimento ci rende persone senza valore e quindi possiamo essere usate e abusate, condizione che prepara il terreno per violenze più macroscopiche”.

Anche i cartelli che popolano le strade sono più maschili di quanto ce ne rendiamo conto e questo influenza la nostra visione fin da piccolissime.

“Avete mai osservato davvero i cartelli che indicano la presenza di una scuola? – fa notare Paola Malacarne – Sicuramente vi ricorderete che ci sono un bambino e una bambina che corrono e si tengono per mano. Ma come vengono rappresentati? Il bambino più grande, in primo piano, con una cartella grande in mano; la bambina, invece, è in secondo piano, più piccola, quasi trascinata dal bambino e con una borsetta che difficilmente potrebbe contenere libri e quaderni, ovvero, gli strumenti del sapere”.

Uno degli aspetti più interessanti di Toponomastica femminile è sicuramente la collaborazione con le istituzioni e con la cittadinanza, alla ricerca di un’apertura riguardo al tema e di una collaborazione che coinvolga tutta la comunità. Il movimento è bidirezionale, con l’associazione che contatta i vari enti per il lancio delle proprie campagne o con scuole e comuni che autonomamente decidono di organizzare alcune iniziative. “Per la Giornata nazionale dell’albero, una scuola ha deciso di piantarne uno in una posizione strategicamente visibile e l’ha dedicato a Wangari Muta Maathai, ambientalista, attivista politica e biologa keniota, prima donna africana a ricevere il Premio Nobel per la Pace nel 2004”.

Oppure sono gli stessi comuni a fare il primo passo, come quando uno di questi “ha interpellato studenti e famiglie per decidere a quale importante donna dedicare una nuova strada. Un lavoro interessante, dove le classi si sono spartite le zone della loro città e hanno iniziato un lavoro di ricerca e archivio, per vedere quante donne fossero effettivamente presenti fra i nomi delle strade”. Un’attività, questa, che l’associazione invita a fare quotidianamente: ogni persona, infatti, camminando per le vie di una città, può fare una foto quando incontra una strada dedicata a una donna e mandarla al sito. In questo modo, aiuterà Toponomastica femminile nel suo progetto di mappatura e censimento delle vie italiane, e anche straniere, grazie ai progetti che riguardano alcune città all’estero.

Le strade sono solo una delle opzioni prese in considerazione: rinominare una via già esistente è infatti molto complicato e andrebbe a creare disagi agli abitanti. Esistono però strade di nuova costruzione, strade ‘doppie’ nei casi di accorpamento tra comuni, oltre a luoghi nelle nostre città che potrebbero modificare il loro nome senza problemi o che addirittura ne stanno aspettando ancora uno, come parchi, scuole, panchine e alberi. Di fatto, la logistica non è il maggior ostacolo che Toponomastica femminile incontra sul proprio cammino. “L’indifferenza e l’inconsapevolezza sono le più grandi difficoltà. Ma una volta superate si ottengono risultati eccellenti”.

Per poter partecipare al progetto, si può andare sul sito www.toponomasticafemminile.com e mettersi in contatto direttamente con l’associazione. Un modo per iniziare a guardare con un occhio critico gli spazi che ci circondano e per intervenire su quello ‘squilibrio di potere’ che anche la toponomastica rileva costantemente.

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