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Intersezionale

Desiderio

Racconto: Desidero desiderare

di Luigi Romolo Carrino

Lourdes, ci sono stato. Qualche volta in pizzeria, un paio di amici ce li ho e mi ci portano. Il concerto di Fiorella Mannoia è l’ultimo che ho visto, mi hanno portato sempre loro, Franco e Michele. Anche quello di Tiziano Ferro, l’anno scorso. L’assistenza medica sempre, a casa e in ambulatorio, anche in ospedale. 

L’amicizia, tutt’al più, niente di più.

L’anno scorso sono stato in discoteca. La pensione, ce l’ho. Pranzo ci pensa mia sorella Rachele. Cena ci pensa mia madre Anna. Anche a Medjugorje quest’anno, viaggio assurdo. Allo stadio no, mai stato, mi piacerebbe andarci a vedere la Roma, un bel derby Lazio-Roma lo vedrei volentieri. 

La compassione, tutt’al più. Anzi: quasi sempre, ma solo questa.

Riesco a lavarmi da solo. Mi alzano, mi mettono nella vasca nudo, mia madre Anna e mia sorella Rachele, poi faccio tutto io. Loro sono qui, sempre qui con me, restano dietro la porta. Quando ho finito, mi tirano fuori. Aspetto e aspetto, aspetto anche che l’erezione svanisca e spero sempre che loro non se ne accorgano di quello che ho lasciato galleggiare nell’acqua, quando mi tirano fuori. Anche le chat erotiche per farmi una sega, quasi ogni sera ci provo, ma Anna e Rachele arrivano all’improvviso, entrano in camera quando vogliono. Comunque inquadro solo il cazzo, la faccia qualche volta, sto attento a non inquadrare i braccioli della sedia. Il mio corpo non è bello da vedere, lo era. 

Pygmalion and the Image – The Heart Desires (1878) painting in high resolution by Sir Edward Burne–Jones. Original from Birmingham Museum and Art Gallery. Digitally enhanced by rawpixel.

La simpatia delle ragazze che mi danno una carezza, sempre, tutt’al più. 

Le gambe sono magre, lo sono diventate, troppo rispetto al resto del corpo. Le gambe non camminano da cinque anni, un incidente con la macchina nuova, con la patente nuova. Il torace, anche quello inquadro, ma per pochi secondi perché Rachele e Anna, Anna e Rachele. 

Il sorriso, tutt’al più.

Ho tutto ciò che mi serve, tutto giusto, ho tutti i diritti, ho tutto tranne un padre, sicuro con lui avrei potuto parlare, sicuro mi avrebbe portato da una puttana ogni tanto, l’avrebbe fatto. Ma con Anna. Ma con Rachele. Non se ne parla, non una parola. Nemmeno un fratello, sicuro anche con lui avrei potuto parlare, sicuro mi avrebbe portato da una puttana. Non voglio la compassione, la simpatia, il sorriso, l’amicizia. Da una ragazza io voglio le tette. Da una ragazza io voglio un pompino. Da una ragazza io voglio essere amato, scoparci, fare cose sozze, cose belle, arrapanti, cose che fanno tutti. Ne ho parlato con Franco. Ne ho parlato con Michele. Gliene parlo, spesso. Per un po’ hanno glissato, “nelle tue condizioni”. Che condizioni? Le gambe sono rotte, il cazzo mi funziona, la testa mi funziona. Ma li tartasso, li sto tartassando. Michele si è proposto per farmi una pompa, così, per amicizia, perché lui scopa ovunque e con chiunque, per farmi un piacere. Grazie Michele, sei un amico. Franco ha trattato con una escort, Noemi è il suo nome. Vuole molti soldi, con un disabile è il triplo della tariffa. Non c’è problema, glieli do. Meglio in casa, però. Ma chi glielo dice a Rachele? Chi glielo dice a Anna?

Non sono bello da vedere. Questo lo so. È morta la mia bellezza, ma non sono morto io, la mia pulsione, il mio desiderio. 

– Puoi provare con un’altra come… come te, tutt’al più – dice Michele. Vaffanculo. Michele. 

È anche l’idea che ha Rachele. L’idea che ha Anna.

Tutt’al più vi mando affanculo uno dietro l’altro.

Ho tutti i diritti, ma non il sesso, non posso chiavare, ho tutti i diritti tranne quello di desiderare. E io desidero desiderare. 

Anna è uscita. Ha fatto finta di non sapere. Rachele accoglie Noemi come fosse un’infermiera. Io sono in camera e aspetto, nel letto. Sento la voce di mia sorella che saluta. Sento la porta che si apre e Noemi entra, mia sorella chiude la porta. È gentile, giovane, mi arrapa. Cinque anni senza sesso, il mio comportamento è alterato da questa assenza, non so cosa fare. Sono impacciato, imbarazzato. Noemi si toglie la maglietta, il reggiseno, le sue tette bianche, sono eccitatissimo. Lei vede la mia erezione sotto le lenzuola, si abbassa, mi scopre, me lo prende in bocca, non arrivo a cinque minuti e vengo. 

Apro il comodino, prendo i soldi e glieli conto. 

“Non chiamarmi più per questo”, lei dice. 

È simpatica, sorride, c’è compassione nei suoi occhi, potrebbe diventare una mia amica. Sta per andare, si ferma sulla porta e torna indietro. Si abbassa e mi dà un bacio, una carezza. E se ne va.

Luigi Romolo Carrino 

Napoli, 1968. Laureato in informatica nel suo percorso letterario ha affrontato tematiche sociali di vario tipo. In Pozzoromolo (Meridiano Zero, 2009) selezionato nel 2011 per il Premio Strega, e in Esercizi sulla madre (Perdisa Pop, 2012), selezionato nel 2013 per il Premio Strega, tratta il tema dei manicomi. In Acqua storta (Meridiano Zero, 2008) La buona legge di Mariasole (Edizioni e/o, 2015) e Alcuni avranno il mio perdono (Edizioni e/o, 2017) racconta in modo autentico Napoli, la città dove è nato e vive. Per Azimut ha pubblicato nel 2010 una raccolta di racconti dal titolo Istruzioni per un addio, mentre si è addentrato nello spinoso tema dell’omosessualità nel mondo del calcio con l’opera Il pallonaro (goWare, 2014). Il suo ultimo romanzo è Non è di maggio (Arkadia, 2021).

CRACK è una rivista letteraria indipendente nata a Torino nel 2018. Pubblica racconti brevi , altre narrazioni e rubriche sul mondo dell’editoria. È gratuita ed è disponibile sia in versione elettronica sia cartacea, scopri di più su www.crackrivista.it

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