CHE GENERE DI ROMANZO? Presentazione di “Transagonistica”
TW: transfobia
(Battaglia Edizioni 2021, con prefazione di Wu Ming 2)
Che genere di romanzo esce da un mix tra mondo del calcio e mondo della transessualità? Una storia sportiva, dove talento e imprese sul campo servono a raggiungere il successo, oppure una storia di denuncia della discriminazione e dell’omofobia nello sport?
Calcio e transessualità hanno punti di contatto profondi, a partire dal rapporto speculare che intrattengono con la mascolinità, accentuata in un caso e rifuggita nell’altro. È il rapporto con il corpo a collegare i due mondi di “Transagonistica”: per David Foster Wallace lo sport è una delle poche opportunità dell’essere umano per riconciliarsi con la finitezza del proprio corpo, così come la transizione da un genere all’altro aspira a una riconciliazione dell’individuo con il proprio aspetto fisico e non solo.
Proprio la scomparsa di un corpo segna l’inizio di “Transagonistica”: quello del talentuoso calciatore soprannominato “Alieno”, di cui si perdono le tracce dopo l’invasione di campo di una manifestante nuda. Che fine ha fatto il talento? E qual è, se c’è, il rapporto tra il calciatore e la manifestante? Con questi interrogativi sullo sfondo si dipanano le vicende – diverse per genere – dei tre protagonisti.
La prima riguarda Devis, quattordicenne che perde la passione per il gioco a causa della disciplina con cui il padre lo allena, e al contempo si accorge del proprio interesse verso i corpi dei compagni, alla vigilia del provino che potrebbe cambiargli la vita. Il calcio presenta qui la disforia tra una dimensione professionale, che imprigiona le pulsioni alla libertà in una ripetitività performante, e il continuo emergere della dimensione ludica, del gioco, della voglia di vivere che proprio le maglie di questo dispositivo vuole dribblare, in campo e negli spogliatoi.
La seconda storia riguarda Viola, un’estetista che non vuole alcun legame con il calcio dopo quanto accaduto al fratello. Così, quando un giocatore vip la nota e la corteggia, lei risponde alle avance dell’uomo e all’invidia delle colleghe con una freddezza che si tinge, lentamente, di violenza e sadismo.
Trait-d’union tra i due personaggi è la “Trav-O” e le peripezie che costei vive per portare avanti la propria transizione mtf. Nella sua esistenza ai limiti, difficoltà economiche, sociali e fisiche s’intrecciano alle incertezze sul da farsi con il proprio corpo, su come maneggiarlo e trasformarlo, in una ricerca spasmodica del sé attraverso l’inseguimento di un orgasmo che ormoni e trattamenti le impediscono.
Dall’avanzare delle tre vicende, che si intrecciano come passaggi di un’unica azione lunga anni, emergono indizi sulla sparizione del calciatore e su uno dei drammi che stava vivendo. Si tratta dell’imperativo per etimologia che caratterizza il “fenomeno”, quello d “apparire” con il proprio corpo dovendo però celarne l’intimità (lo stesso obbligo di “performance” e iperattività che, secondo Byung Chul Han, caratterizza il lavoratore della società della stanchezza odierna).
Un’etimologia ne suggerisce anche la via di fuga: “de-ludere” – sé stessi, le proprie aspirazioni, il pubblico che ti vede e incita come una divinità – ovvero “uscire dai giochi” e disertare, magari scomparendo nel nulla come l’Alieno, per sottrarsi a un ingranaggio che seduce con la promessa di soddisfare desideri e, poi, richiude in una catena performativa che tali impulsi soffoca.
Riprendendo la domanda sui “generi” del titolo, proprio la messa in discussione del binarismo di genere nello sport – mondo in cui la separazione tra maschile e femminile è fondante – può invadere, come fosse una manifestante nuda, anche il campo della letteratura, se si considera che “genere” non è solo quello anagrafico dei corpi, ma anche quello grammaticale e letterario. Come le concordanze grammaticali della lingua possono sfasare e ostentarsi disforiche e di genere misto, ugualmente il “genere” letterario può “de-generare”, in un’opera in cui il noir di un calciatore scomparso nel nulla, il “coming of age” di un adolescente che deve trovarsi, la storia di vendetta di chi è stata vittima di violenza maschile, i corpi che si intrecciano tipici tanto dei romanzi sportivi che di quelli erotici, si mischiano le une con gli altri in un romanzo che si vuole anch’esso transgender.
È una posizione analoga a quella delle esistenze di esseri né “m” né “f ” (o sia “m” che “f ”) che, tramite il loro rifiuto del genere anagrafico imposto, forniscono un paradigma prezioso di apertura al possibile e oltre.