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Gli Occhi del Covid Maggio: Valerio Evangelisti, i delfini russi e la fictosessualità

È norma non scritta che nei miei articoli la sezione “Necrologi più o meno tristi” sia posta in fondo allo scritto, come ultima cosa da lasciare all’eventuale lettore. Un po’ perché cominciare con i morti del mese potrebbe abbassare il morale (mio e degli altri), un po’ perché mi è sempre parsa una chiusura degna. Ma stavolta no. La cosa mi tocca molto nel profondo, è parte della mia formazione personale ad essersene andata. Se n’è andato il mio scrittore preferito.

Dinkley, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, attraverso Wikimedia Commons

Il 18 aprile si è spento, a 69 anni, Valerio Evangelisti. Lo scrittore bolognese era malato da tempo. È stato un luminare della fantascienza italiana, del fantasy molto poco fantasy, scrittore di romanzi storici, saggista e fumettista, attivista fino alla fine (anche con posizioni non facili e volendo controverse). Qua ora ci vorrebbe uno che ci capisse di critica letteraria, in modo da poter scrivere il perché, a mio avviso, sia un pezzo da novanta della letteratura italiana contemporanea. Ma io non so fare un cazzo, figurarsi la critica letteraria. Io posso limitarmi a leggere e apprezzare. 

La sua carriera letteraria iniziò nel 1993, quando vinse il Premio Urania per il suo primo romanzo “Nicolas Eymerich, inquisitore”. L’anno seguente fu pubblicato nella collana Urania, rinomata e prestigiosa collana di fantascienza italiana (che praticamente la fantascienza in Italia ce la portata di peso, traducendo autori come Clarke, Asimov, Dick e tanti altri), edita da Mondadori. I romanzi di Eymerich sono un mix di romanzo storico e fantascienza, scritti con una prosa tanto semplice quanto efficace. Il personaggio è realmente esistito: si tratta di Nicolas, o Nicolau, Eymerich di Gerona, inquisitore generale d’Aragona nella seconda metà del XIV secolo. Tutti i romanzi del ciclo di Eymerich (13 in tutto) sono strutturati su più linee temporali: una che segue le vicende dell’inquisitore, e altre ambientate nel nostro presente o nel futuro, con forti connotazioni distopiche. Le varie linee narrative sono tra loro legate e la risoluzione della vicenda nella linea temporale dell’inquisitore influenza le altre. Detta così sembra complicato, in realtà è un gioco a incastri semplicissimo ed efficacissimo. Ho perso il conto di quante volte me li sia riletti.

Il Ciclo di Eymerich (il tredicesimo è un racconto inserito in “Metallo Urlante”).

Non solo l’inquisitore ha reso celebre Evangelisti. Parallelamente alla scrittura dei romanzi su Eymerich (dal 1994 al 2018), nel 1999 pubblicò la trilogia di “Magus”, trilogia basata sulla biografia romanzata di Nostradamus, tradotto anche all’estero. Anche qui il romanzo storico si mischia al fantasy, un fantasy molto poco fatto di elfi e principesse da salvare, ma di trip occulti, demonio e violenza. 

All’apparenza trilogia, in realtà opera unica.

Evangelisti fu anche un grande appassionato della musica che conta. Nel 1998 pubblicò la raccolta di racconti “Metallo Urlante”. L’opera costituisce un duplice omaggio, uno alla storica rivista francese Métal Hurlant, dedicata a fumetti fantascienza e horror; l’altro omaggio è alla musica metal, come suggeriscono i titoli dei racconti e dei personaggi: Metallica, Venom, Sepultura, Pantera. Proprio quest’ultimo introduce un personaggio e un tema che torneranno più volte nelle opere di Evangelisti: il personaggio è per l’appunto Pantera, un palero messicano, dedito al culto del Palo Mayombe e pistolero, attraverso gli occhi del quale vedremo l’evolversi del grande tema, ossia gli Stati Uniti. Con “Metallo Urlante” si apre una nuova trilogia incentrata sul personaggio messicano. Le altre due opere che concludono la trilogia sono “Black Flag” (la musica che conta…) e “Antracite” (altro richiamo alla musica che conta), in cui si assiste agli Stati Uniti post guerra civile.

Immagine che contiene testo

Descrizione generata automaticamente

Pure le copertine mi hanno sempre sballato.

Antracite” non solo costituisce la fine della trilogia di Pantera, ma ne apre una nuova, quella americana. In questa nuova avventura si assisterà alla formazione dell’America moderna attraverso il non sviluppo delle associazioni sindacali americani, perseguitate dallo Stato e dalle sue neonate agenzie federali. Qua si entra nel territorio del romanzo storico duro e puro, niente fantascienza. Che il male non c’è bisogno di appiopparlo a qualche entità sovrannaturale o immaginaria, sta già qua.

1875-1999.

Ma non solo la storia americana viene narrata da Evangelisti. Ne “Il collare di fuoco” e “Il collare spezzato”, attraverso personaggi reali e immaginari, ci viene raccontata la storia del Messico e della rivoluzione, dal 1859 al 1940.

Seguono altri due cicli. Uno è rappresentato da quello dei pirati. Una trilogia che narra il massimo splendore e la rovinosa caduta dei corsari caraibici al servizio della corona francese. Agenti della Francia per disturbare i traffici spagnoli nel Nuovo Mondo, finiranno per essere un’problema per le potenze europee, venendo braccati. Dei pochi che sopravvissero, Evangelisti dà una lettura decisamente particolare. Pronti a farsi una nuova vita in Louisiana, questi ex corsari saranno il germe alla base del capitalismo americano. Vivevano liberi, in una società in cui erano in vigore solo la sopraffazione e la legge del più forte. 

Piccolo aneddoto casuale. La tanto famosa Jolly Roger, la bandiera dei pirati, non è di origine inglese, ma era usata da questa masnada di tagliagole al soldo dei francesi, ed era detta Jolie Rouge.

Infine, con la sua ultima trilogia, Evangelisti è tornato a casa. Tra il 2013 e il 2016 ha pubblicato la trilogia del “Sole dell’Avvenire”. Narra le vicende di una serie di famiglie di braccianti e contadini dell’Emilia-Romagna, tra il 1875 e il 1950. Attraverso gli occhi dei personaggi passa la storia italiana post-unitaria, la nascita del socialismo e dei sindacati, la trasformazione totale di un territorio, la nascita e la presa del potere da parte del fascismo, le due guerre e altro ancora. Per me si dovrebbe insegnare nelle scuole.

Non so manco io perché ho scritto sta mina di dubbia utilità. Ma ormai è fatta, spero che almeno a qualcuno gli venga la fantasia di leggersene uno di questi libri. Per me sono stati troppo importanti, non potevo tralasciarli. 

Grazie Magister.

È tempo di tornare nei ranghi. C’è ancora la guerra, e dubito seriamente che il 9 maggio si concluda come promesso da Putin. Soprattutto visti gli sviluppi. Ma come già detto un paio di articoli fa, non faccio più previsioni, io il Nostradamus non lo so fare. Personalmente non riesco più a credere a nessuna notizia che giunge dall’Ucraina, sia essa russa o ucraina (ma perché cazzo il sostantivo e l’aggettivo sono uguali?!). in realtà ero molto scettico fin dall’inizio, ma certe robe sono state talmente assurde che mi hanno portato a dubitare anche delle cose più gravi.  C’è una notizia in particolare che mi ha fatto parecchio ridere, dato per come mi sono immaginato la scena. Per dovere di cronaca, il fatto che sia vera o meno mi lascia assolutamente indifferente. Pare che a Mariupol, la ridente cittadina (cittadina fino a na certa, Wikipedia dice che ci abitavano più di 400.000 persone. Il passato è d’obbligo) che nessuno conosceva e che sembra essere diventata caput mundi, i russi si siano messi a riesumare i cadaveri dei civili.

https://www.adnkronos.com/guerra-ucraina-fonti-kiev-a-mariupol-russi-disseppelliscono-corpi-nei-cortili_3zcRLJ5UFrKbKdylMJaqdL?refresh_ce

Questa notizia fa il paio con una notizia più vecchia. Già pochi giorni prima dell’invasione, si parlava del fatto che i russi stavano allestendo dei forni crematori mobili (da qualche parte ho letto pure volanti!) per non si capisce bene cosa fare, quali morti bruciare, se i loro o gli ucraini o tutti quanti. Notizia che ovviamente è tornata di moda ultimamente. Ma visti i recenti “exploit” dei soldati russi contro gli inermi civili ucraini, direi che manco i forni gli funzionano.

Fatto sta che ora ai miei occhi, dopo la notizia della riesumazione dei corpi, tutto acquisisce senso. Dato che i russi sono delle seghe, con un esercito ridicolo…

Necromanzia! Con lo scopo di farsi un esercito di non-morti inarrestabile. Cogliete i collegamenti? Riesumazioni di cadaveri, presunti forni che magari forni non sono, n’esercito di vivi buono a niente. Tutto mi porta verso un’unica conclusione. Inutile sottolineare i vantaggi di una simile operazione. Non si lamentano, non necessitano di approvvigionamenti (anzi, al massimo la fame di carne umana li incattivisce e basta), ubbidienti, efficaci pure senza armi, non vanno stipendiati, e soprattutto, in una guerra, il bacino di reclutamento è piuttosto ampio, di nuove reclute se ne trovano sempre, senza dover fare distinzione di schieramenti. Basta una pala, un fornetto mobile volante magico, e il gioco è fatto. Mo non so bene quale sia la ricetta, credo proprio che lo stregone Putin (sono pronto a scommettere che nessuno lo aveva ancora definito stregone, esigo il copyright) se la tenga stretta e segreta. Un po’ come gli imperatori bizantini facevano con la ricetta del fuoco greco.

NecroPutin.

Non solo ai non-morti stanno ricorrendo i russi. È fatto risaputo che il 13 aprile gli ucraini hanno affondato l’incrociatore russo Moskva, ammiraglia della flotta russa nel Mar Nero. Indubbiamente un duro colpo, sia strategico che d’immagine (a volte mi chiedo come cazzo la stanno conducendo la guerra sti russi, me devono spiegare il senso di lasciare la loro ammiraglia in mezzo al mare, in bella vista, alla portata dei missili nemici. Boh, forse la dovevano rottamà…). Fatto sta che nel Mar Nero stanno correndo ai ripari. Stando all’Usni (United States Naval Institute), i russi stanno dispiegando in campo nuove forze. Pare infatti che dalle immagini satellitari, nel porto di Sebastopoli (la principale base navale russa nel Mar Nero), siano stati individuati… due delfini. Secondo gli analisti, i due cetacei sono stati addestrati dai russi, e hanno il compito di difendere la flotta russa da attacchi sottomarini.

Non ho idea di come, forse tramite i loro sonar e delle torrette lanciamissili anfibie legate sulla schiena. Ma le mie sono solo supposizioni. Se non fosse che sembra che i delfini vengano già usati per scopi militari, sia dagli americani che dai russi, avrei puntato tutto sul fatto che i due delfini coinvolti siano semplicemente due delfini “civili”, che pare vivano normalmente nel mare. E il Mar Nero mi risulta essere un mare, ma potrei sbagliare. Persino il fatto che vi abitino tre sottospecie endemiche mi avrebbe fatto vacillare.

https://progettomediterranea.com/2015/07/06/il-delfino-del-mar-nero/

 Ma se lo dicono le immagini satellitari e gli analisti, nonché una gloriosa tradizione di delfini da guerra, io ci credo. Non solo delfini, ma anche beluga e leoni marini sono in dotazione all’esercito russo. Comunque, a parte scherzi, i cetacei sono usati davvero dalle marine militari, di solito per sminare tratti di mare.

https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_10/beluga-spia-hvaldimir-forse-addestrato-russi-cerca-riserva-fiordi-f22d4c7e-b1c1-11eb-97b4-aa5e7b1c1388.shtml

In ogni caso i russi sono evidentemente disposti a schierare tutte le loro forze, umane, mezze umane, e animali per vincere.

Dall’espressione direi che sono delfini ceceni altamente addestrati.

A Putin il PREMIO COVID 19 NECRIFILO E PURE ZOOFILO (PURE QUESTE SCOMMETTO CHE NON GLIELE HA DETTE NESSUNO).

Ma basta parlare di russi. Non si dovrebbe manco nominarli. Veniamo a problemi più comuni, quotidiani. Ora non va più tanto di moda, ma l’immigrazione esiste ancora. Gente che si muove, gente che va, gente che affonda…uff, non se ne può più. Per fortuna c’è chi si preoccupa tanto delle sorti di questi disgraziati. A metà aprile, gli inglesi hanno avviato una singolare iniziativa, volta a tutelare le vite dei migranti (ricordiamo, che nella loro magnanimità, stanno anche facendo di tutto per fermare questa sanguinosa guerra…). Boris Johnson ha annunciato che si userà un approccio innovativo verso i migranti, per fermare scafisti senza scrupoli che si arricchiscono sulle spalle dei più deboli.

Ha anche detto la compassione degli inglesi è infinita, l’accoglienza no…quindi, quale sarebbe questo piano innovativo? Semplice: ogni immigrato irregolare che approderà sulle coste inglesi, o che è già giunto in Gran Bretagna, si vedrà ricevere un biglietto di sola andata per il Ruanda. E non finisce mica qui: giunti in Ruanda, i poveri e fragili migranti potranno rifarsi una vita, e saranno sostenuti economicamente dagli inglesi per i primi 5 anni. Infatti al governo del Ruanda già è stata versata una prima tranche di 140 milioni di sterline, per poter accogliere i semplici e buoni viaggiatori in ostelli privati. Certo, purtroppo chi non avrà le carte in regola poi dal Ruanda sarà rispedito nel suo paese di origine, che mica hanno tirato su st’operazione per regalare una vacanza a sti scrocconi demmerda. 

Dunque, per ricapitolare al volo, chi proverà a migrare in UK in maniera irregolare verrà mandato a calci in culo in Ruanda, il tutto a spese degli inglesi, che hanno raggiunto accordi con il governo di Kigali, la quale si è prestata a fare da parcheggio. Semplice ed efficace. Per me è geniale, nonché altamente umano. Na vacanza pagata e questi se lamentano pure. Ovviamente dall’opposizione hanno fatto notare a Johnson che è un piano senza senso e costosissimo, con lo scopo di gettare fumo negli occhi all’opinione pubblica e distrarla dal partygate, i festini in tempi di pandemia che vedono coinvolti Boris. Ma mica si scompone così il premier inglese, che aggiunge: “Siamo chiari, il Ruanda è uno dei paesi più sicuri al mondo, riconosciuto a livello globale per l’ospitalità e l’integrazione che offre ai migranti”, asserendo che le capacità di accoglienza del Ruanda sono illimitate. Mi sembra non ci siano motivi validi per dubitare delle sue parole. Da notare che una proposta simile è stata fatta anche alla Croazia, che chissà perché ha rifiutato. C’è solo una nota stonata in tutta la vicenda: il Ruanda è famoso per un unico motivo al mondo, un genocidio… 

Io fossi nei nostri capoccioni proverei a fare qualcosa del genere con la Libia, giusto per la vicinanza. Li riporti lì, dai i soldi al governo libico (appena capsici quale è) e gli dai l’opportunità di rifarsi una vita. Tanto la Libia piace, si sa. Ed è piena di opportunità di carriera. Da natante a scafista è n’attimo.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/04/15/gb-la-stretta-di-johnson-sui-migranti-gli-irregolari-trasferiti-in-ruanda-lopposizione-allattacco-vuole-distrarre-dal-partygate/6560695/

Anche sugli ucraini non si scherza a Londra. Aiutarli è imperativo, dato che gli è stato assegnato l’arduo compito di abbattere Putin e salvare l’Europa dall’invasione russa. Un po’ come Costantinopoli e i turchi… non divaghiamo. Si diceva, aiutarli, ma nel rispetto della legalità. Pare infatti che gli inglesi siano entusiasti di accogliere ucraini provvisti di regolare visto. Peccato che non rilascino visti agevolati, come stanno facendo i loro ex amici nell’UE. Tendenzialmente i visti vengono concessi inoltre solo a chi ha familiari in UK. Per tutti gli altri c’è il Ruanda. 

https://europa.today.it/attualita/rifugiati-ucraina-regno-unito.html

No, scherzo. Gli ucraini so bianchi. Non se lo meritano, già stanno soffrendo tanto. Pure in Ruanda no, sarebbe una punizione oltremodo ingiusta. Comunque, sembra che dei quasi 5 milioni di profughi riversatisi sull’Europa, la Gran Bretagna ne abbia accolti circa 16mila (esattamente le centinaia di migliaia che gli inglesi avevano promesso di accogliere). Il programma di accoglienza inoltre è discutibile, dato che chiunque può mettere a disposizione un alloggio per l’accoglienza, ricevendo 300 sterline per l’accoglienza di un adulto e 150 per un bambino. Il rischio è che gente inglese di dubbie intenzioni possa ospitare donne e bambini ucraini, per chissà quali scopi.

https://www.askanews.it/esteri/2022/04/14/londra-solo-16-400-ucraini-in-fuga-accolti-finora-in-gb-pn_20220414_00114/

PREMIO COVID 19 GOD SAVE THE QUEEN AND HER PEOPLE. 

E ora un po’ di segnalazioni rapide. Si torna a parlare di USA e aborto. Di nuovo. Fanno solo questo in America a quanto pare. Oltre che a spararsi in giro, soffocare neri disarmati, tirarsi schiaffoni in mondovisione. Tema sempre caldo quello dell’aborto. Stavolta la tocca piano direttamente la Corte Suprema. I giudici stanno preparando la bozza che andrà ad annullare la sentenza del 1973, che rendeva legale l’aborto in TUTTI gli Stati Uniti. Pare che sia anche la prima volta che notizie trapelino in anticipo rispetto alle sentenze della Corte. Su otto giudici, cinque sono favorevoli a cancellare il diritto all’aborto. Che significa quindi? Se a fine giugno dovesse passare la nuova legge, o meglio l’abrogazione della vecchia legge, l’aborto non sarebbe più materia di pertinenza federale, ma sarà competenza dei singoli stati. Se così fosse, 10 metterebbero immediatamente fuori legge l’aborto (anche nei casi di incesto e stupro), ma probabilmente si arriverebbe a 24 stati. La metà degli Stati Uniti. 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/05/03/usa-la-corte-suprema-e-la-legge-sullaborto-almeno-24-stati-pronti-ad-abolire-il-diritto-allinterruzione-di-gravidanza/6579031/

Conoscendo l’andazzo dalle nostre parti, che recepiamo sempre con leggero ritardo le mode mmerigane, mi aspetto che in futuro si segua la moda USA e si toccherà in qualche modo il diritto all’aborto. D’altronde già in qualche nazione europea è vietato… non in Spagna, dove anzi chi tenterà di interrompere l’interruzione di gravidanza con molestie, stalking e altri trucchetti di vario genere, rischia da tre mesi a un anno di reclusione, o lavori di pubblica utilità.  

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/04/14/aborto-in-spagna-diventa-reato-ostacolare-il-diritto-allinterruzione-di-gravidanza-puniti-gli-atti-molesti-offensivi-e-intimidatori/6560206/

A noi ce tocca Pillon invece. Che ovviamente sarà relatore del testo sul Fine Vita in Senato. Chi meglio di lui! (ovviamente sarà affiancato da altri tre, non sarà da solo, anche perché sennò…) Che da una parte mi sembra pure naturale in una democr…non ce la faccio, mi sembra pure naturale che più parti, anche di opposte visioni, discutano e giungano a compromessi. Ma Pillon, cristodeddio, è proprio il più sbagliato. È come mandare a Costantinopoli Umberto di Selva Candida, un noto estremista della Chiesa di Roma, a trattare la riconciliazione con Michele Cerulario, patriarca della Chiesa ortodossa e noto estremista. Il risultato può essere solo il Grande Scisma del 1054 e odio nei secoli avvenire, che dura ancora oggi. Matematico…ho divagato, di nuovo. Pillon e il suo papillon di merda, se lo mette apposta secondo me.

È pure pelato. (fonte Wikimedia Commons/Senato della Repubblica Italiana)

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/04/26/fine-vita-il-leghista-pillon-gia-oppositore-del-testo-ottiene-di-fare-il-relatore-del-ddl-in-senato-ma-sara-affiancato-da-altri-tre/6571043/

PREMIO COVID 19 PILLON NON È L’EROE DI CUI ABBIAMO BISOGNO, MA QUELLO CHE CI MERITIAMO.

È ormai tanto che non ne parlo più, e in generale non se lo fila più nessuno. Passato di moda ormai. Ma pare che ci sia ancora il Covid. E insieme a lui tutte le armi burocratiche per contrastarlo. Vi ricorderete che per gli over 50 non vaccinati era stata imposta una multa una tantum di 100 euro. E arrivano eh, mica si scherza con l’agenzia delle entrate. A volte magari arrivano in ritardo, ma arrivano. In alcuni casi invece arrivano fuori tempo massimo. In Sardegna è successa una cosa simpatica.

Alla signora M.S. (verranno citate solo le iniziali per motivi di privacy) è stata recapitata infatti la sanzione, rea di essere una no vax. Peccato che M.S. sia morta nel 2004, all’età di 38 anni. Ma io sono d’accordo con l’agenzia delle entrate, la morte non è certo una giustificazione valida per scampare al vaccino, da quest’anno al cimitero (come ospite fisso, non come visitatore) ci può andare solo chi è in possesso del green pass. Che non sia mai che un morto infetti quello del loculo accanto, poi sai che casino. La quarantena è facile da fare per carità, ma i tamponi te ce voglio vedè. Vallo a trovà il naso a uno morto da dieci anni… In ogni caso ora i parenti della defunta M.S. si dovranno sbattere per far togliere la multa e disfare la matassa burocratica intorno a sta storia, che sennò gli arriva pure la mora.

https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2022/05/03/sanzionata-perche-non-vaccinata-ma-e-morta-nel-2004_b2aeadd3-21bf-4c85-9d73-fb8859f9741b.html

Chiudiamo con le ultime due notizie. Una brutta e l’altra curiosa. 

Prima quella curiosa. Ho da poco scoperto l’esistenza della fictosessualità. Io sono solo un gretto e povero maschio bianco cisgiordano, quindi non avendo problemi nella mia vita, non sono molto informato su questi temi e la loro evoluzione. Lo dico dai, sono un’ignorante demmerda su queste questioni che giustamente stanno trovando sempre più spazio. Ho appreso dell’esistenza della fictosessualità grazie a un giapponese. La notizia è divenuta piuttosto celebre. In Giappone, un giapponese si è dichiarato fictosessuale, e ha sposato la sua bambola Hatsune Miku, un personaggio della SEGA (si potrebbero fare un sacco di battute stupide, ma noi siamo persone intelligenti e soprattutto infinitamente rispettose su tutto, quindi non le faremo). 

Hatsune Miku (fonte Wikimedia Commons/Hatsune Miku, © Crypton Future Media, Inc. 2007)

In principio Hatsune Miku era un Vocaloid creato da Crypton Future Media, a cui è stato dato l’aspetto di una ragazza di 16 anni. Un Vocaloid è un software di sintetizzazione che permette di sintetizzare voci e melodie. Solo in un secondo momento divenne la protagonista di una serie di videogiochi. Ovviamente tutta l’operazione commerciale in Giappone fu un successo enorme. Tornando alla questione, il proprietario di una bambola di Hatsune Miku ha deciso di sposarla. La bambola è solo una delle sue forme, dato che il personaggio esiste anche come ologramma (sinceramente, non ci ho capito un cazzo manco io). Al matrimonio non si è presentato nessun amico e parente, solo altri fictosessuali conosciuti in rete. L’uomo, che ha creato da sé la bambola, afferma che la sua relazione con Hatsune Miku lo ha salvato dalla depressione. Inoltre, il matrimonio con una bambola presenta dei vantaggi indiscutibili: è sempre presente, non lo tradirebbe mai, non si corre il rischio di vedere la propria amata malata o morta. 

https://multiplayer.it/notizie/giapponese-ha-sposato-bambola-hatsune-miku-definendosi-fictosessuale.html

Quindi una bella storia d’amore con lieto fine, per quanto bizzarra? Manco per niente. Infatti il software che dava voce all’ologramma è scaduto, perciò Hatsune non parlerà mai più. Poco male diranno i più maliziosi… Ma il signore giapponese non si è fatto buttare giù dalla triste notizia. Per fortuna è ancora follemente innamorato della sua consorte, anche se questa non lo saluterà mai più.

https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/luomo-che-ha-sposato-un-ologramma-non-puo-piu-parlare-con-sua-moglie-perche-il-software-e-scaduto/

Una storia straziante, ma che ci insegna molto. L’amore supera tutte le barriere, fisiche e mentali, vocali e software. Certo c’è da capire quanto lei sia consenziente a tutto ciò, ma temo che questo, almeno per ora, non lo sapremo mai.

PREMIO COVID 19 AMOR VINCIT OMNIA.

Infine la brutta notizia. Come prevedibile, la corte inglese si è espressa favorevolmente all’estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti, per scontare i suoi 175 anni di carcere. Ciò significa che manca solo l’ultimo passetto, ossia il via libera della ministra degli interni Priti Patel. Che è scontato. Il termine per il consenso della ministra è di 28 giorni, quindi manca poco. Da notare che l’udienza è durata solo sette minuti. L’unica speranza è il ricorso all’Alta Corte, ma è una speranza effimera, dato che un mese fa fu fatto ricorso alla Corte Suprema, la quale semplicemente si rifiutò di riesaminare il caso.

Ci vediamo al prossimo numero per poter fare al Signor Assange gli ultimi saluti prima della fine.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/04/20/assange-ok-ordine-esecutivo-di-estradizione-negli-usa-ora-manca-solo-il-consenso-del-governo/6564925/

Sono Carlo il cinista. Come lavoro faccio il cinico disilluso professionista, con molti anni di esperienza alle spalle. Anche se a volte capita anche a me di avere un po' di cuore. Nel tempo libero studio storia medievale, con il sogno, quando sarò diventato grande, di friggere polletti sintetici al kfc. E di assillare i miei eventuali colleghi, tra una mandata di polletti e l'altra, su quanto fossero efficienti i cucchiai bizantini o su quanto fosse pantocratore Gesù Cristo. Sono anche malato di musica e di montagna. E di mente.

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