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Inquinamento

Cara Olbia, ti faccio un regalo: ti regalo un deposito GNL vicino alle spiagge

Senza storia siamo involucri vuoti, senza memoria siamo disorientati, senza ricordo siamo destinati a scomparire. Pensate al perché oggi avete alcune abitudini, perché coltivate passioni, perché vi battete per un ideale piuttosto che per un altro. La risposta non la troverete in un unico luogo, in un unico nucleo, in un’unica esperienza. Chi siamo lo dobbiamo a chi siamo stati: a tutta quella serie di fatti, di persone, di momenti e di luoghi che hanno composto il nostro DNA umano e ambientale. Per questo amiamo tornare
dove siamo nati, anche se dopo una vita intera, anche se dopo un breve o un lungo viaggio. L’appartenenza è figlia di un odore che penetra nelle narici, arriva al cervello e schizza al cuore per non andare più via, nemmeno dopo una vita da emigranti.


Ciò non significa che al ritorno dovremo ritrovare la stessa città da cui siamo partiti, ma l’importante saràtrovarne un preservato rispetto. Olbia è una ridente città costiera nel nordest della Sardegna, ben collegata, a due passi dalla Costa Smeralda, polo commerciale e turistico, sviluppatasi con equilibrio e armonia. No, no, ricominciamo, niente definizioni da manuale. Olbia è una bambina adultizzata: il suo sviluppo naturale, che avrebbe dovuto essere lento, ma costante, è stato compromesso. Costretta a crescere troppo in fretta e prima del tempo, mostra un lato curato, ordinato e fiorito, ma piange lo spazio ricoperto sotto la superficie imbellettata.


Piange i suoi resti archeologici, nascosti o poco valorizzati; piange la crescita veloce, troppo veloce, che ha impedito una pianificazione urbanistica consapevole; piange il rovesciamento della sua inclinazione. In direzione mare, sorge la zona industriale, un errore di valutazione costato caro, ma che non è bastato per comprendere l’anima di un luogo che parla attraverso chi, nonostante tutto, continua a vederne l’autenticità seppur nella complessità di interventi che sembrerebbero mirare a disintegrarne storia e vocazione.
Chi è Olbia? Chi sono e chi erano i suoi cittadini? Quanto vale un intervento estetico se fatto nel sacrificio di tratti identitari? Quanto vale un intervento di transizione energetica se fatto per preservare l’ambiente nel futuro compromettendo quello presente? Un interrogativo che attraversa la città di Olbia da mesi, tra il suo Sindaco, Settimo Nizzi, che brandisce lo stendardo dell’obiettivo ad impatto climatico zero, e chi si oppone al progetto per realizzarlo (almeno nel sito in cui è stato previsto) perché comporterebbe la nascita imposta di un deposito costiero di gas naturale liquefatto da 40mila metri cubi con annessa centrale termoelettrica.
Facciamo un passo indietro e spieghiamo i “movimenti” della produzione di GNL nel mondo:

Via mare, il GNL (LNG in inglese) può arrivare in grandi quantità, mediante navi gasiere, da luoghi diversi e più lontani rispetto a quelli da cui arriva attualmente il metano tramite gasdotti. Il gas naturale viene liquefatto vicino ai luoghi di estrazione e inviato in diverse parti del mondo via nave; viene poi scaricato in
località costiere sul mare, dove sono installati impianti di rigassificazione, e quindi inviato ai locali gasdotti sotto forma di gas compressori.


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COME ARRIVA – Il GNL può arrivare con le navi in diversi porti italiani, dal Qatar, da Trinidad e Tobago, dagli Stati Uniti, dall’Egitto, dalla Guinea Equatoriale, dalla Nigeria e dall’Angola. […] Il GNL può provenire da Paesi che non sono collegati a noi con gasdotti e quindi è possibile acquistarlo a un prezzo più basso e con maggiore sicurezza di rifornimento. Il problema è avere porti dove può arrivare il GNL e stazioni di rifornimento sul territorio.


COSA DICE LA COMMISSIONE EUROPEA – La Commissione Europea aveva, nel 2016, proposto che entro il
2020 avrebbero dovuto essere installate stazioni di rifornimento ogni 400 km lungo le strade della rete centrale trans-europea; inoltre, si sarebbero dovute installare stazioni di rifornimento, fisse o mobili, di GNL in tutti i 139 porti marittimi e interni della rete centrale transeuropea, rispettivamente entro il 2020 e il 2025;
questa proposta non sembra essere stata soddisfatta. […]


LE REAZIONI NAZIONALI: Non mancano contestatori e detrattori, preoccupati dei pericoli derivanti dal GNL, che, a contatto con l’aria, può formare una miscela esplosiva capace di dare luogo a gravi incidenti. Inoltre, questi rigassificatori non sono ben voluti dalla popolazione locale, non solo per motivi di sicurezza, ma perché possono creare anche un impatto a livello paesaggistico, essendo necessari diversi serbatoi che contengono
il GNLii


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I BISOGNI INDOTTI E QUELLI REALI:


Le parole di Draghi poco dopo l’attacco della Russia all’Ucraina: iii“Il Governo ha allo studio una serie di misure per ridurre la dipendenza italiana dalla Russia. Voglio ringraziare il Ministro Cingolani per il grande lavoro che sta svolgendo su questo tema. Le opzioni al vaglio, perfettamente compatibili con i nostri obiettivi climatici, riguardano prima di tutto l’incremento di importazioni di gas da altri fornitori – come l’Algeria o l’Azerbaijan; un maggiore utilizzo dei terminali di gas naturale liquido a disposizione; eventuali incrementi temporanei nella produzione termoelettrica a carbone o petrolio, che non prevedrebbero comunque l’apertura d nuovi impianti. Se necessario, sarà opportuno adottare una maggiore flessibilità sui consumi di gas, in particolare nel settore industriale e quello termoelettrico”.


Il PROGETTO PER OLBIA, I FAUTORI: “Il progetto Olbia Lng – EnerClima 2050 per un nuovo deposito costiero di gas naturale liquefatto e una centrale elettrica a metano da 160-180 MW è promosso da Olbia Lng Terminal (Fiamma 2000) e Olbia Green Power da realizzare nella zona industriale di Cala Saccaia (Consorzio Cipnes) […]. Il progetto prevede l’implementazione di una filiera per il trasporto del gas naturale liquefatto (Lng) a mezzo di navi metaniere sino al terminale, lo stoccaggio all’interno di un serbatoio criogenico, la
vaporizzazione di parte dei quantitativi ricevuti e la successiva distribuzione (sia allo stato liquido sia gassoso) come di seguito precisato: trasferimento in fase gassosa alla centrale elettrica e alla rete gas del territorio di Olbia; trasferimento in fase liquida tramite autocisterne, che andranno ad approvvigionare distributori stradali di Lng e Cng e piccoli impianti di rigassificazione per successiva distribuzione di altri centri abitati nell’area settentrionale regionale; trasferimento in fase liquida alle navi bettoline Lng di taglia compresa fra 1.500 e 7.500 mc. Il terminale avrà una capacità di stoccaggio da 40.000 mc di Gnl con approvvigionamento con navi metaniere da 30.000 mc ogni 14-7 giorni”.iv


LA POSIZIONE DI LEGAMBIENTE: “La proposta di realizzare un deposito di Gnl e una centrale elettrica a gas nel golfo di Olbia è incompatibile con la transizione energetica e con la sicurezza del territorio. La Sardegna deve essere laboratorio per lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili. Questo progetto va in direzion opposta”


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Prima di dare la parola a chi sta facendo sentire la propria voce da tempo, chiariamo il contesto naturale di riferimento: il deposito dovrebbe nascere nella località di Cala Saccaia, che dal 1948 è un’area dedita alla coltivazione delle cozze, meglio conosciute come l’oro nero di Olbia, patrimonio enogastronomico, portatore di cultura popolare, naturalistica e di tradizioni che si intessono a doppio filo con la storia della città. Ma non è finita qui. Parliamo di una zona vicinissima alle spiagge cittadine, alle strutture ricettive (da Hotel 4 Stelle a B&B e Case Vacanza) a un’area di grande interesse archeologico, come il Pozzo Sacro di Sa Testa. In tutto questo non bisogna dimenticare la stessa zona industriale e l’elevatissima concentrazione di impianti industriali, oltre che di abitazioni di proprietà.


I NO: PARLANO IVANA RUSSU E GIANLUCA CORDA


Per dirla con le parole di Ivana Russu, consigliera comunale e capogruppo consiliare Olbia DemocraticaGrande Coalizione, che abbiamo interpellato sulla questione insieme al consigliere comunale del medesimo gruppo consiliare, Gianluca Corda, “La nostra zona industriale è una estensione dell’area urbana con persone che vivono nella zona industriale”. E prosegue: “Non abbiamo aziende energivore che necessitano di un tale intervento. In Sardegna abbiamo già dei porti che si sono infrastrutturati e hanno dei poli industriali dedicati, ma la nostra zona industriale è una zona industriale vocata diversamente”.


Una battaglia che entrambi portano avanti senza sosta per evitare che un pezzo di costa e un patrimonio della città venga sacrificato in nome della transizione energetica. Entrambi, sia Corda che la Russu sottolineano di non essere contrari al GNL, ma che non può certo essere la località di Cala Saccaia il luogo dove far sorgere il deposito.


“Perché” – afferma Corda – “Interrompere una crescita produttiva economica, culturale, compromettere un sito archeologico, mettere in discussione questo percorso della città, per un prezzo calmierato, senza considerare che movimentando navi metaniere in quell’area si va a distruggere un ecosistema porto e parliamo di un porto già saturo. Stiamo continuando a mettere, in uno spazio troppo stretto, navi da crociera, imbarcazioni da diporto, che già convivono con le attività sportive come il canottaggio, la vela, oltre che la preziosa attività della mitilicultura, a cui aggiungeremo ulteriori scavi, dragaggi e condotte”. “Siamo disposti” – prosegue Ivana Russu – “a mettere a rischio la nostra vocazione ambientale e turistica?”


Un interrogativo che non lascia dubbi, mentre, una decina di giorni fa, il ministero della Transizione ecologica ha pubblicato l’avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale relativa al deposito costiero di gas naturale liquefatto.
Dello stesso avviso il consigliere regionale Roberto Li Gioi che, per il quotidiano La Nuova Sardegna del 17 maggio 2022, afferma “Se nel decreto Energia, per la Sardegna non è presente alcun riferimento a Olbia come sede di un rigassificatore, a chi conviene la realizzazione del serbatoio Gnl nella nostra città? A chi conviene trasformare Olbia in una sede di bunkeraggio marittimo per il rifornimento delle navi di tutto il Mediterraneo?
Non certo agli olbiesi che sarebbero costretti a pesantissime concessioni sul piano della sicurezza e della tutela dell’ambiente”.


Già, a chi conviene? Quali potrebbero essere le prospettive di guadagno e per chi? L’obiettivo potrebbe essere quello di monetizzare attraverso la vendita di GNL fuori dalla Sardegna, magari per fare anche approvvigionamento alle navi che passano nel Mediterraneo?
Se il progetto del deposito GNL è di un privato, perché il Sindaco lo sponsorizza come fosse un progetto che include un “Noi” ipotetico poco praticabile in politica laddove gli interessi privati dovrebbero restare separati.


Si vuole davvero il bene della città o potrebbe esserci la possibilità di un nuovo business che passa comerisposta a un bisogno di cui è aumentata la percezione a seguito dei recenti conflitti?
Si tratta dunque di una rivoluzione energetica o, come riporta ReCommon nell’articolo di Elena Gerebizza e Filippo Taglieri, si dovrebbe parlare di “colonizzazione energetica?”. Un estratto che vale la pena riportare “Si può davvero parlare di transizione energetica per la Sardegna e per i suoi abitanti, costretti alla dipendenza dal gas e allo stesso tempo alla servitù delle grandi rinnovabili per l’esportazione di energia? Come si può parlare di transizione “ecologica” senza parlare di bonifica dei siti inquinati, senza parlare di uscita dalle fossili, ancora di più in una delle regioni con il potenziale più alto per accogliere rinnovabili ragionate, su piccola scala, distribuite e proposte dai territori? Quale transizione sociale si propone per un territorio
spopolato e colpito da un modello incentrato sull’industria pesante che ha lasciato dietro di sé più malattie e tumori che prospettive e posti di lavoro?”
Concludiamo con la frase con cui Ivana Russu ci ha salutati e a cui ci uniamo: “Non può essere un singolo imprenditore a cambiare il destino della città”.



La Chimica e l’Industria – ISSN 2532-182X – 2022, 9(2), febbraio/marzo
iiLa Chimica e l’Industria – ISSN 2532-182X – 2022, 9(2), febbraio/marzo
iii Ucraina, le Comunicazioni del Presidente Draghi al Senato | www.governo.it
iv https://www.shippingitaly.it/2022/05/10/nel-progetto-olbia-lng-previsto-lutilizzo-di-bettoline-fino-a-7-500-mc-egasiere-fino-a-30-000-mc/
v https://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2022/05/11/news/olbia-legambiente-no-al-deposito-gnl-si-puntisulle-rinnovabili-1.41434296

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