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Sangue nostrum

Report Mediterraneo centrale “tra crisi politiche, diritti umani negati e tragici salvataggi in mare”

Proseguono regolarmente gli sbarchi sulle nostre coste ed i salvataggi in mare. Un esodo costante che non vede alcun miglioramento nella gestione dei flussi migratori provenienti dal Nord Africa. Troppi ancora i morti ed i dispersi in mare. Almeno 770 le persone decedute ad oggi nel Mediterraneo centrale a cui si aggiungono le vittime dell’ultimo naufragio, avvenuto alla fine del mese, il 30 Giugno, in Tunisia al largo di Djerba. In 17, tutti di nazionalità tunisina, viaggiavano a bordo di piccola imbarcazione: verranno rinvenuti 3 corpi mentre, altre 3 persone risultano disperse. Molte altre vite, scomparse in ignoti naufragi, resteranno senza un nome e, su di loro, non vi sarà neanche un lenzuolo a coprire tutte le speranze negate da una solidarietà e da una volontà politica europea arbitraria e discriminante.

Nel mese di Giugno 2022, 7.843 persone hanno raggiunto l’Europa attraversando il Mediterraneo centrale, approdando con imbarcazioni sempre più fatiscenti sulle coste siciliane e calabresi o, salvati miracolosamente in mare dagli operatori delle navi umanitarie presenti in area di ricerca e soccorso. Nel mese di Giugno 2021 ne arrivarono 5.840. Da inizio anno 27.424 persone, contro le 20.532 del 2021 del corrispondente periodo. I cittadini del Bangladesh, fra i più sfruttati in Libia, restano i maggiori coinvolti in quest’esodo: 4.688 nuovi arrivi che confermano l’andamento già rilevato nei precedenti reports. Seguiranno 4.267 arrivi di cittadini dall’Egitto, 3.996 dalla Tunisia e 2.724 dall’ Afghanistan. Tanti minori non accompagnati che affrontano questa sciagurata rotta: sino a giugno 3.004 contro i 10.053 di tutto il 2021.

Eventi tragici si sono verificati anche via terra al confine tra Marocco e Spagna. Qui, almeno 37 persone sono morte nel tentativo di varcare una rete alta 6 metri che separa Nador, in Marocco, da Melilla, in Spagna.

I respingimenti in Libia. In aumento i violenti respingimenti (push-back) operati in mare dalla cosiddetta Guardia Costiera libica: circa 9.340 persone da inizio anno riportate in illegale detenzione a Zawiya, Tripoli e Al-Khums. Di seguito la ricostruzione di quanto avvenuto nel corso del mese. Il 1 Giugno, la motovedetta Ras Jadar della sedicente Guardia Costiera libica, intercetta e respinge in 2 operazioni 38 persone, incluse donne e bambini di diverse nazionalità; nello stesso giorno, la motovedetta Zawiya intercetta e respinge 128 persone; il 2 Giugno, la motovedetta Melita intercetta e respinge 90 persone; il 3 Giugno, la motovedetta Zawiya intercetta e respinge 84 persone; il 6 Giugno, in diverse operazioni di respingimento, la cosiddetta Guardia Costiera cattura 325 persone, fra cui 4 donne e 2 bambini; il 12 Giugno, intercetterà e respingerà altre 12 persone a bordo di un barchino senza più carburante; il 14 Giugno, la motovedetta Sabrathaintercetta e respinge altre 17 persone fra cui una donna; il 15 Giugno, intercetterà altre 83 persone; il 16 Giugno, le motovedette Ras Jadar e Sabratha intercettano e respingono 212 persone , incluse donne e bambini di diverse nazionalità; il 19 Giugno, verranno intercettate e respinte in diverse operazioni 351 persone; il 23 Giugno, la motovedetta Ubari intercetta e respinge 30 persone; il 25 Giugno, altre 67 persone tra cui 9 donne di nazionalità sudanese; il 26 Giugno, verranno intercettate e respinte 235 persone di nazionalità prevalentemente del Bangladesh, Egitto, Marocco, Sudan e Siria. Intanto il mare restituisce i suoi corpi: almeno 14 rivenuti sulle coste libiche in stato di decomposizione.

I salvataggi in mare. Il 2 Giugno, la Sea Watch3 raggiunta la zona SAR da circa 24h, effettua i suoi primi due salvataggi: 74 persone in tutto (49+25) da due barchini in avaria. Il 3 Giugno, soccorre altre 148 persone da due imbarcazioni di legno in difficoltà (99+49) per un totale di 356 persone di cui 118 minori (113 non accompagnati). Tra la notte del 5 Giugno e la mattina del 6 Giugno, metterà in salvo altre 85+49 persone. Tra il 7 e l’8 Giugno sarà necessario evacuare dalla nave umanitaria 12 persone. I restanti 344 a bordo necessitano un POS (porto sicuro per lo sbarco). Tra il 5 ed il 6 Giugno, la Mare Jonio metterà in salvo 29+63 persone. Dopo ripetute richieste alle Autorità per ricevere l’assegnazione di un Porto Sicuro, il 9 Giugno, verrà concesso il Porto di Pozzallo alle 436 persone soccorse da entrambe la navi umanitarie. Il 15 Giugno la Aita Mari soccorre 17 persone gettatesi in mare per non essere catturate dalla Guardia Costiera libica. Altri 103 compagni di viaggio verranno purtroppo ricondotti in Libia. Il 16 Giugno metterà in salvo altre 40 persone dirette a Lampedusa. Tra questi un minore e 6 bambini tra gli 8 mesi e i 4 anni. Il 17 Giugno effettuerà un altro salvataggio di 45 persone.

Tra loro 24 uomini, 3 donne di cui una incinta e 18 minori. Solo il 23 Giugno verrà assegnato il Porto di Augusta per lo sbarco delle 112 persone a bordo. Il 16 Giugno la Sea Watch4 e la Louise Michel, salpano per raggiungere la zona SAR di ricerca e soccorso. Anche il velivolo Sea Bird riprenderà le operazioni di monitoraggio dall’alto e segnalerà diverse imbarcazioni in avaria. La Louise Michel assisterà una prima barca con 70 persone a bordo sino all’intervento della Guardia Costiera italiana che li scorterà in sicurezza a Lampedusa. Il 17 Giugno, dinanzi alla motovedetta P213 della Guardia Costiera libica, sventerà la cattura di 17 persone portandole a bordo della propria imbarcazione. Il 18 Giugno soccorrerà nella notte 96 persone e nel corso del giorno altre 52 persone per un totale di 165 naufraghi in meno di 48h. Nelle stesse ore il mercantile Aslihan soccorrerà 95 persone. Il 19 Giugno, sia le 165 persone soccorse dalla Louise Michel che le 95 persone soccorse dal mercantile Aslihan, verranno trasbordate sulla Sea Watch4 perchè meglio equipaggiata per l’assistenza dei naufraghi (verranno fatte sbarcare a Porto Empedocle il 28 Giugno). Il 21 Giugno la Louise Michel assisterà altre 22 persone a rischio naufragio sino all’intervento della Guardia Costiera italiana che le condurrà a Lampedusa. Successivamente effettuerà il salvataggio di altre 59 persone che, a causa delle pericolose e repentine manovre effettuate da una motovedetta della Guardia Costiera libica, erano finite in mare (il 28 Giugno verrà fatta attraccare a Lampedusa). Il 23 Giugno, Nadir, la barca a vela di ResqShip, metterà in salvo 19 persone in mare da oltre 3 giorni (verrà fatta attraccare a Lampedusa il 26 Giugno).

Il 24 Giugno la Ocean Viking di SOS Mediterranee avvista una barca in vetroresina al largo delle coste libiche. Riesce a soccorrere 15 persone tra cui 6 minori non accompagnati. Il 26 Giugno soccorre un gommone con a bordo 75 persone. Tra loro 34 minori non accompagnati, 4 donne incinte, 8 bambini e un neonato di 9 mesi. Il 27 Giugno porterà in salvo altre 66 persone da un gommone in zona di competenza maltese. Il 30 Giugno effettuerà un altro soccorso per 49 persone a bordo di una imbarcazione a rischio capovolgimento al largo delle coste libiche. Il 28 Giugno, il più drammatico dei salvataggi avvenuto nel corso del mese nel Mediterraneo centrale: La Geo Barents di Medici senza Frontiere, soccorre 71 sopravvissuti da un gommone sovraccarico (si stimano circa 100 persone a bordo). Purtroppo, almeno 30 persone non ce l’hanno fatta e tra loro vi sono 5 donne ed 8 bambini. Due donne incinte hanno abortito in mare, una di queste è morta in conseguenza al tragico evento. Un bambino privo di segni vitali è stato rianimato sulla nave mentre altri 3 neonati risultano dispersi.

Sbarchi autonomi (solo alcuni). Dopo giorni di pausa, causa condizioni meteo-marine avverse, non si registravano sbarchi. Il 14 giugno, a Lampedusa, 65 persone di nazionalità tunisina, fra cui un minore di 12 anni, sono sbarcate all’alba. Erano su un peschereccio azzurro di 10 metri, partito da Zarzis, che è stato intercettato a 2,4 miglia dalla costa da una motovedetta della Guardia di Finanza. Il gruppo, dopo un primo controllo medico effettuato direttamente a molo Favarolo, è stato condotto all’hotspot di contrada Imbriacola dove erano già presenti 444 persone. Nella stessa giornata, altri sbarchi si sono verificati in Sardegna, con 22 persone arrivate su due natanti nella zona di Capo Sperone, a sud dell’isola. Nazionalità di provenienza: Algeria e Tunisia. Il 15 giugno, in gran ripresa, 17 approdi con 698 persone. All’hotspot di contrada Imbriacola, al momento, si trovano 1.452 ospiti, a fronte dei 350 posti disponibili. Il 16 giugno altri dodici sbarchi, con un totale di 481 migranti.  Il primo sbarco è avvenuto sulla spiaggia della Guitgia dove i carabinieri hanno bloccato, a mezzanotte, 97 siriani, egiziani e bengalesi. La barca di 12 metri utilizzata per la traversata era partita da Zuwara in Libia. Stesso porto da dove sono salpati le 53 persone intercettate a 17 miglia dalla Guardia costiera e le 82, comprese nove donne, bloccate all’esterno del porto dalla Guardia di finanza.

Con il quarto sbarco sono approdati a Lampedusa 86 egiziani, compresa una donna. Un barchino di sette metri, partito da Mansour in Tunisia e incagliatosi fra gli scogli di Lampione, è stato soccorso dai militari delle Fiamme gialle: a bordo c’erano 19 migranti, fra cui sette donne. La stessa motovedetta ha bloccato un altro natante con 12 egiziani, compresi due minorenni, e poi altri 10 tunisini, con tre minorenni. All’alba, sono stati agganciati, dalla Guardia di finanza, altri 74 egiziani e sudanesi, fra cui 24 minorenni, e poi altri 12 tunisini. Quindici i tunisini, fra cui una donna, del decimo sbarco e sei quelli bloccati dalla Capitaneria su una barca di 5 metri partita da Sous. L’ultimo approdo, in ordine di tempo, è stato di 15 tunisini soccorsi dalla Guardia costiera. Fra gli ultimi 481 migranti arrivati ci sono una sessantina di casi di scabbia e un diabetico. Il 27 Giugno, sulle coste crotonesi, alle prime ore dell’alba, in località Le Cannella, sono arrivate 75 persone a bordo di una imbarcazione a vela che si è arenata sulla spiaggia. Nazionalità dei naufraghi, Afghanistan; tra loro 45 uomini, 7 donne e 23 minori di cui 3 non accompagnati. 


Qualche ora dopo, al porto di Crotone sono sbarcate 74 persone la cui imbarcazione a vela era stata intercettata al largo della costa calabrese da unità navali delle forze dell’ordine. A bordo 53 uomini, 8 donne e 14 minori provenienti da Afghanistan, Iran, Iraq e Turchia.


Di seguito, al Porto delle Grazie di Roccella Jonica sono arrivati invece circa 110 migranti di varie nazionalità nel corso di due operazioni di soccorso. Tra loro anche molte donne e minori. Il 29 Giugno, 23 persone di origine subsahariana sono sbarcati nella notte a Lampedusa. L’imbarcazione in legno di circa 8 metri su cui viaggiavano è stata intercettata dai militari della Guardia di finanza a circa 8 miglia dalle coste. Tra loro anche 9 donne. Anche per loro sono stati, dopo i primi controlli medici effettuati a molo Favarolo, trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola. Il 30 Giugno, 90 persone raggiugono il porto commerciale di Augusta. Gli stranieri, tra cui afgani ed egiziani, sono entrati in rada a bordo di un veliero, che è stato posto sotto sequestro dalla polizia.

Si continua a parlare di “emergenza” nel Mediterraneo ma, quanti anni può durare un’emergenza? Un’emergenza è una guerra che scoppia all’improvviso come quella ben nota alle cronache che quotidianamente seguiamo in Ucraina. E’ un terremoto che si abbatte in un territorio già in ginocchio come l’Afghanistan. E’ una pandemia. Ma qui, nel Mediterraneo centrale, ci occupiamo di un esodo, previsto e costante, a cui assistiamo da decenni e per il quale navighiamo ancora a vista tra politiche mortali di frontiere sempre più chiuse che violano la dignità inalienabile e i diritti umani fondamentali di migranti e rifugiati, ovvero di PERSONE.

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