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Author: Angela Chiodo

Mi sono laureata in giurisprudenza nel 2019, con una tesi di laurea sui trattamenti inumani e degradanti in carcere. La tutela dei diritti delle categorie più deboli e la partecipazione sociale sono le principali traiettorie su cui si instrada il mio percorso di crescita personale. Credo nel valore della formazione: per tale ragione, ho conseguito il diploma di Master in diritto e criminologia del sistema penitenziario nel 2020, con una tesi su “Giustizia riparativa e associazione mafiosa” e, attualmente, svolgo il Dottorato di ricerca presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Membro Yairaiha dal 2017.

La presenza femminile in carcere assume i connotati atipici dell’anomalia: le strutture, le regole e l’organizzazione interna, infatti, sono plasmate su un modello monolitico, declinato al maschile.  Soltanto quattro istituti in Italia sono stati pensati esclusivamente per le donne; nella

Numerosi autori, in tempi non sospetti, hanno messo in luce l’esistenza di uno stretto legame tra carcere e malattia in quanto, il ricorso alla detenzione come «pena regina», condiziona fortemente la salute di coloro i quali vi sono sottoposti. Infatti,

Nei giorni scorsi il tema dell’affettività in carcere, banalmente liquidato con l’espressione “casette dell’amore”, è tornato a scaldare gli animi dell’opinione pubblica. La notizia di 28 milioni di euro stanziati dal Governo per finanziare strutture ad hoc per gli incontri intimi

Scritto da Angela Chiodo e Sandra Berardi Radici emergenziali. La genesi e l’evoluzione dell’art 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario dipendono da situazioni emergenzialiche, sin dai primi anni Novanta, hanno caratterizzato la storia del nostro Paese. La norma viene introdotta con il d.l. 152/1991per contrastare

Si può essere liberi in carcere? Forse sì. Quando un detenuto getta la maschera della spersonalizzazione indotta dall’istituzione totale per eccellenza, per rivestire i panni del personaggio teatrale, i meccanismi di reificazione si inceppano. L’attività teatrale infatti, funzionale alla valorizzazione delle

Attendere. Ore in fila fuori, sotto pensiline dismesse. Attendere di varcare il cancello, per poi attraversare lunghi corridoi e arrivare in sala colloqui. Attendere di vederl* arrivare, per stringergli la mano, incrociare i suoi occhi, raccontare della vita che prosegue. Sperare.

Il rapporto tra il versante regolare e quello irregolare dell’immigrazione potrebbe essere graficamente rappresentato non con una linea retta, ma attraverso una circonferenza (un circolo ahinoi “vizioso”): ciò principalmente a causa di un meccanismo che vede saldarsi, ad una normativa

A cosa si riferisce la vittima quando, dopo l’ennesimo fatto di cronaca, dichiara di «volere giustizia»? La pena carceraria inflitta al colpevole soddisfa realmente questa sua esigenza? La risposta a questi interrogativi, generalmente, è poco soddisfacente. Non di rado, anche

Scritto da Angela Chiodo L’articolo 3 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (d’ora in avanti CEDU) recita: «Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani e degradanti». Esso rappresenta il «cuore pulsante» di

Scritto da Angela Chiodo - membro yairaiha dal 2017 Il regime detentivo speciale previsto dall’art 41 bis della legge 26 Luglio 1975 n. 354 (d’ora in avanti Ordinamento Penitenziario) consiste in un regime carcerario differenziato, caratterizzato da una serie di deroghe