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Author: Sandra Berardi

Sandra Berardi, presidente dell'Associazione per i diritti dei detenuti Yairaiha Onlus attiva dal 2006, con sede a Cosenza è un'attivista politico-sociale, impegnata da oltre 20 anni a combattere contro le ingiustizie e le disuguaglianze che attraversano la nostra società. Una lunga militanza nelle lotte dal basso: contro la detenzione amministrativa dei migranti e per la chiusura dei CPT, ex volontaria nell'IPM di Catanzaro, ha dato vita a numerose esperienze nella sua città che ancora oggi proseguono. Il comitato di lotta per la casa Prendocasa, il comitato di quartiere Piazza Piccola, diversi spazi sociali dove si produce cultura dal basso (Centro sociale Rialzo, Auditorium Popolare, Casa di Quartiere). Abolizionista convinta, ritiene che il carcere sia una parte del problema e non la soluzione. Crede profondamente che il male e il crimine, possano sconfiggersi solo attraverso un profondo cambiamento dei paradigmi socio-economici e culturali della società che rimettano al centro il benessere di ogni individuo in una dimensione collettiva dove ognuno e ciascuno ha pari diritti e possibilità di accesso alle risorse universali di tutti gli altri.

A differenza che in altri paesi europei e nel resto del mondo, in Italia manca un dibattito che metta in discussione il carcere come soluzione ai problemi che intende correggere e inizi a vederlo per quello che è: una parte

Le cronache delle ultime settimane hanno puntato i riflettori su due sentenze che hanno fatto molto discutere sia per i fatti in sé, sia per la quantità di pena comminata. Parliamo delle sentenze relative agli omicidi di Marco Vannini e

Con il DPCM dell'8/3/20, il governo Conte fornisce le disposizioni attuative del DL n. 6 del 23/2/20 estendendo le restrizioni, precedentemente applicate alle sole province del nord, a tutto il territorio nazionale. L'art. 1 è dedicato alle cd zone rosse mentre

Dopo aver ripercorso la storia del carcere iniziamo ad addentrarci nei meccanismi che regolano il carcere di oggi. Tanti sono gli aspetti controversi che regolano l'esecuzione penale molti dei quali incostituzionali e in contrasto con la stessa mission assegnata al

Al motto dei giuristi romani “meglio un delinquente impunito che un innocente condannato” venne sostituito il principio delle condanne esemplari, anche di innocenti, affinché il reo non si salvi. Il processo di industrializzazione, le numerose guerre e l'abbandono delle campagne

La pratica della segregazione fisica delle persone come mezzo di espiazione di una condanna penale ha una storia abbastanza recente risalente alla prima metà dell'800. Fino ad allora la funzione e la struttura del “carcere” è variata a seconda delle