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Chi Siamo?

Un tempo, prima di iniziare un progetto si usava scrivere un Manifesto che elencava motivazioni e obiettivi. Questa pratica si è persa nella libertà di poter fare senza dare spiegazioni, poiché Internet dà la possibilità a chiunque di reinventarsi. Ma deve sempre essere così? O rischiamo di finire in un vortice di movimenti e temporalità circolari ripetitivi? 

Proviamo quindi, a balzare dal “Chi Siamo?” a una riflessione rispetto alla necessità che ci spinge.

La domanda che echeggia è: “Serve davvero un altro magazine?” “Serve davvero un altro sito d’informazione?”. 

La risposta breve è Sì.

Sappiamo che ovunque guardate, troverete inchieste, articoli, approfondimenti, ricerche. Navighiamo in un mare di informazioni, a volte con ben poco vento a trainarci, a volte come naufraghi senza sapere in che direzione andare. 

Magari questo ci piace, può essere piacevole farsi trasportare cullati dalla marea, ma delle volte ci alziamo cercando qualcosa di diverso, qualcosa di specifico. E’ in quella sorta di claustrofobia che solo il sublime matematico sa darci, che ci rendiamo conto di essere persi e sommersi. 

“Ma quindi, volete essere un faro?” 

No, vogliamo solo fornire gli attrezzi. Sta a voi la voglia di riscoprire la vostra forza manuale per costruire. 

Costruzione e Conflitto, Costruzione e Azione.

Vogliamo arare un fertile terreno da coltivare. Dove dalle radici della storia, sociologia, filosofia, possono crescere tronchi di poesia e letteratura underground, rami e foglie intrinseche di femminismo e anti-discriminazione.

Se cercate un solo argomento, non lo troverete qui. 

Se cercate uno stile unico, non lo trovevete da noi.

Potete sentirvi a casa, invece, se sentite la necessità di andare a fondo piuttosto che trattare ogni argomento superficialmente per evitare di perdere la labile attenzione dello spettatore moderno, se cercate punti di vista giovani e alternativi, di scrittori senza peli sulla lingua, che non inseguono il mainstream e i trend, ma cercano la scossa che porta al movimento. Qui potete sentirvi a casa.

Viviamo in una società dove si parla molto, si partecipa e si discute, ma poche volte si compie il passo verso l’azione. 

Non vi è cambiamento senza conflitto. 

D’accordo, la nostra bolla tecnologica è immersa nel conflitto, ma cosa manca per il cambiamento?

In fondo, a Seattle, i movimenti alterglobalisti urlavano: «Don’t hate the media, become the media» (Non odiare i media, diventa i media).